L’importanza di spiegare ai manager che «la certezza in azienda è il gusto del rischio»

Al Palazzo delle Stelline di Milano il filosofo Costantino Esposito dialoga con cinque manager sulla crisi attuale e sul futuro dell’imprenditoria: «La crisi è la stoffa del mondo. Ma nella crisi spiccano Io liberi che si muovono in azienda».

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Non è la psicologia di gruppo, la formazione collettiva o il friday casual a salvare un’azienda, ma la volontà di credere nel futuro. La certezza in azienda. Riscoprire il presente, acquisire fiducia, costruire il futuro è il titolo di un convegno tenutosi ieri al Palazzo delle Stelline di Milano. Top Source Srl, società di consulenza e human resource, ha invitato Costantino Esposito, docente di Storia della filosofia all’Università di Bari, a moderare l’incontro. Accanto a lui, cinque manager si confrontano, fanno esempi, discutono della crisi e della possibilità di ripartire «dall’inquietudine delle persone con cui si lavora».

«La certezza è un traguardo impossibile. L’unica è che moriremo», l’inizio di Costantino Esposito suona come una provocazione: «È la ragione per cui il lavoro è visto come una sospensione dalla minaccia della morte. Guadagniamo per vivere. Ma diamo per scontata un’ovvietà: che siamo nati. Ed è una novità, perché implica una misura più grande di noi. L’unica certezza è il fatto di esserci e non c’è crisi che tenga. Vivere è stare dentro i problemi. La crisi è la stoffa del mondo. Ma nella crisi spiccano Io liberi che si muovono in azienda».

Cosa significa? «La ragione tiene aperta la nostra inquietudine – prosegue il filosofo – Il nostro costruire, il sacrosanto desiderio di far soldi è alimentato dall’inquietudine. È il capitale umano la nostra vera risorsa». E questa inquietudine dà il coraggio di rischiare: «Solo un uomo certo di fronte al significato della vita accetta le incognite. Bisogna cambiare una prospettiva culturale: la certezza non è un’assicurazione sulla vita, una garanzia, un controllo. Bensì è il gusto della sfida, consci che la realtà è positiva. Altrimenti inizia la necrosi, l’immobilità». Segue una tavola rotonda moderata da Filippo Di Nardo, giornalista ed esperto di comunicazione del lavoro. Sono presenti Paolo Bisogni, Presidente di Ailog – Associazione italiana di logistica –, Stefano Ferrara, dg di Santer Reply; Alberto Daprà, Docente di Management all’Università Bicocca e Lorenzo Malgieri, ad di Top Source, che conclude l’incontro: «Esser certi è la postura dell’io. Non significa che non si possa cadere, ma dice chi sei, e il modo in cui fai le cose».

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