Caso Cappato – dj Fabo. La Consulta decide di non decidere

La Corte costituzionale non si esprime sul caso che ha coinvolto Marco Cappato, il radicale che ha accompagnato Fabiano Antoniani a morire in Svizzera. Butta la palla più in là e chiede al parlamento di legiferare. 

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Caso dj Fabo, la Corte Costituzionale ha rinviato la decisione al 2019 chiedendo che il Parlamento intervenga con una nuova legge. La Corte era chiamata a decidere se l’articolo 580 del codice penale (che punisce l’istigazione al suicidio) è conforme alla Costituzione.

Scrive la Consulta nel suo comunicato:

«Nella camera di consiglio di oggi, la Corte Costituzionale ha rilevato che l’attuale assetto normativo concernente il fine vita lascia prive di adeguata tutela determinate situazioni costituzionalmente meritevoli di protezione e da bilanciare con altri beni costituzionalmente rilevanti. Per consentire in primo luogo al Parlamento di intervenire con un’appropriata disciplina, la Corte ha deciso di rinviare la trattazione della questione di costituzionalità dell’articolo 580 codice penale all’udienza del 24 settembre 2019. La relativa ordinanza sarà depositata a breve. Resta ovviamente sospeso il processo a quo».

Quindi, in sostanza, la Corte non si esprime sul caso che ha coinvolto Marco Cappato, il radicale che ha accompagnato Fabiano Antoniani in Svizzera a morire. Butta la palla più in là e chiede al parlamento di legiferare.

Cappato ha esultato su twitter

A commento della sentenze il Centro Studi Livatino ha diramato questa nota:

«Il primo dato certo che emerge dalla decisione della Corte costituzionale, in attesa di leggere l’ordinanza, è che la norma che sanziona l’aiuto al suicidio resta in vigore e non viene ritenuta illegittima: la sua eliminazione avrebbe gravemente compromessomi diritto alla vita. Il secondo è che la valutazione su sue eventuali modifiche compete al Parlamento, chiamato ad assumere piena responsabilità su questioni cruciali come la vita e la morte, e se mai differenziando fra le specifiche situazioni che emergono dalla drammaticità del quotidiano. I tempi che l’approfondimento della Corte ha richiesto testimoniamo complessità e probabilmente posizioni culturali differenti all’interno della Consulta. Su questo terreno non verrà meno l’impegno a elaborare ulteriori spunti di riflessione da parte del Centro studi Livatino, che si è presentato nel giudizio con un suo atto di intervento e nel dibattito relativo col numero speciale di L-Jus, la propria rivista on line.

Foto Ansa

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