Cara top model magrissima, accetta un consiglio da Michelangelo

Belle e magrissime. Dov’è il corpo, la fisicità, la presenza della carne? Più si fa esibita nella società moderna la nudità, più il canone di bellezza si fa etereo. Tutto il contrario della lezione di Michelangelo dove il corpo umano «è espressione del significato ultimo delle cose». Intervista a Alessandro Rovetta, docente di Storia della critica d’arte alla Cattolica di Milano.

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Belle e magrissime. L’archetipo della bellezza è oggi la modella che sfila sulle passarelle dell’alta moda, che appare negli spot tv, che recita nelle pellicole sul grande schermo. Bellezze evanescenti, fantasmi di puro spirito che aborrono la materia. Dov’è il corpo, la fisicità, la presenza della carne? Strano. Più si fa esibita nella società moderna la nudità, più il canone di bellezza si fa etereo. Più si fa forte il richiamo alla gestione del proprio corpo come “diritto”, più questo corpo scompare. Come ci fosse una colpa inconfessabile da scontare e un’onta da lavare. «Eppure non è sempre stato così», dice a tempi.it Alessandro Rovetta, associato dell’Università cattolica del Sacro Cuore di Milano per la cattedra di Storia della critica d’arte. «Basti pensare a Michelangelo e alla volta della Cappella Sistina, a quei grovigli di corpi, e in particolar modo all’Adamo. Per Michelangelo il corpo umano è espressione del significato ultimo delle cose. Egli imprime forza in ogni corpo che immagina. Nei suoi corpi c’è fisicità, profondità, spazio, senso delle cose, plasticità e vocazione in ogni linea».

Quando si pensa all’uomo secondo Michelangelo la mente va diretta al David.
Questo perché l’artista si è sempre maggiormente dedicato allo studio del maschile, per la sua continua ricerca di un corpo dalle forme ideali, perché così voluto da Dio al momento della creazione. Non per pura estetica o per studio anatomico, ma perché secondo Michelangelo il corpo tende sempre all’Infinito ed è contenitore del significato. Tuttavia chiariamoci: quando l’artista ritrae la figura femminile lo fa in maniera sublime. Basti pensare alle forme della Madonna nella Pietà Vaticana, alla perfezione dei tratti del suo volto. 

Il governo spagnolo ha vietato l’accesso ai palchi delle sfilate a modelle con un indice di massa corporea troppo inferiore alla normalità. Lo stesso farà il governo israeliano. 
È come se ci fosse una spaccatura schizofrenica nella società di oggi. Si ammirano le opere di Michelangelo e il corpo in esse proposto, ma la magrezza rimane uno degli obiettivi da raggiungere. Il problema però sono le sovrastrutture culturali che ci avvolgono e che sono dure al cambiamento. È come se ci fosse una censura. La corporeità è censurata perché è il segno supremo della misteriosa armonia che fa il mondo.

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