Una questione di orizzonte. Alle radici della denatalità
Sto seguendo con interesse il dibattito aperto da Marco Valerio Lo Prete su Lisander. In particolare, quando Roberta Modugno parla di “fine del futuro” e della sfiducia che l’accompagna, è difficile non pensare all’incipit di The Children of Men di P. D. James (1992): «Oggi, 1 gennaio 2021, tre minuti dopo mezzanotte, l’ultimo essere umano nato sulla terra è rimasto ucciso in una rissa in un bar di un sobborgo di Buenos Aires. Aveva venticinque anni, due mesi e dodici giorni». Il romanzo dipinge un distopico XXI secolo in cui la specie umana ha semplicemente smesso di nascere per l’improvvisa e inspiegabile infertilità del seme maschile su scala globale. La Gran Bretagna immaginata da James, come il resto del mondo, si spopola lentamente. I bambini sopravvivono solo nelle fotografie, come reliquie di una civiltà ormai perduta; gli adulti vivono sotto il peso della consapevolezza che nessuno verrà dopo di loro.
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