Due considerazioni sulla denatalità

Di Peppino Zola
11 Giugno 2026
Il contributo di Peppino Zola per Lisander, il substack nato dalla collaborazione tra Tempi e Ibl, in reazione al saggio di Marco Valerio Lo Prete sulla demografia
Culle vuote

Molto interessante il dibattito aperto da Lisander sul tema della crisi demografica, causata dal fatto che nascono sempre meno figli, con conseguenze devastanti circa il nostro futuro. Sono d’accordo con quanto sostenuto, all’inizio, da Robi Ronza, che ha affermato che «la questione demografica non è di natura socio-politica ma culturale». Molti interventi hanno ripreso questo tipo di considerazione, scrivendo della fine del futuro, del mancato sostegno innanzitutto culturale della famiglia, della mancanza di un orizzonte. Altri interventi hanno insistito sulle questioni politico-sociologiche e, sinceramente, mi hanno meno entusiasmato.

Mi permetto proporre due considerazioni, anche se non ho l’alta competenza di chi finora ha scritto, essendo io un semplice fedele laico di strada, che sempre ha cercato, però, di non sottrarsi alle problematiche antropologiche che i nostri tempi pongono, in misura sempre più pressante.

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1 commento

  1. Roberto Zandomeneghi

    Perfetto.
    Dato definitivamente il proprio nome alle cose.
    Mi imbarazza sempre nominare pubblicamente Dio, il Dio in cui credo, il Dio che prego, il Dio che ringrazio, perchè?
    L’ha fatto Lei, finalmente. E ha trovato la chiave di volta del problema sinora affrontato tecnicamente.
    Manca Dio nei nostri cuori, solo un imprevisto può farcelo incontrare e conoscere.
    Da lì in poi, (e solo a partire da un incontro con Lui) possiamo eventualmente pensare di iniziare a correggere il tiro sulle politiche rivolte al sostegno delle nascite, affrontare temi come i conflitti, la sicurezza e via dicendo.
    Resta altrimenti il “paradigma tecnocratico” richiamato da Leone XIV in Magnifica Humanitas
    Grazie Peppino Zola