Le ambiguità dei progressisti che condannano Netanyahu ma tacciono su Hamas, il precario asse Schlein-Conte, le mosse confuse di Renzi, il caos sul Jobs Act. Rassegna ragionata dal web
Da sinistra, Elly Schlein (Pd), Maurizio Landini (Cgil), Giuseppe Conte (M5s) - foto Ansa
Su Startmag Paola Sacchi scrive: «"Complicità", "silenzio, parole timide, imbarazzate e imbarazzanti", addirittura l’accusa all’altro vicepremier, Salvini, di aver "stretto mani sporche di sangue" per i suoi stretti rapporti con il governo israeliano».
Il sangue degli innocenti mi addolora profondamente ma così anche l’acqua con cui certi cosiddetti progressisti si lavano le mani di fronte ai terroristi di Hamas che come Adolf Hitler vogliono sterminare gli ebrei.
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Su Formiche Roberto Arditti scrive: «Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli hanno annunciato con enfasi la mobilitazione, puntando a una “piazza oceanica” a San Giovanni, sulla base di una mozione parlamentare che chiede il riconoscimento dello Stato di Palestina e il cessate il fuoco a Gaza. Il messaggio è chiaro: fermare i “crimini” di Netanyahu. Tuttavia, la piattaforma, pur articolata in undici punti, non include una condanna esplicita di Hamas, né un richiamo alla liberazione degli ostaggi o...
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