Caffarra: «Stiamo costruendo una torre di Babele che rovinerà sui bambini, affidati ai genitori 1 e 2»

In occasione della ricorrenza della patrona dei Carabinieri Virgo fidelis, l’arcivescovo di Bologna si è riferito anche al caso della bambina affidata a una coppia di omosessuali

«Stiamo costruendo una torre di Babele, che alla fine rovinerà su noi tutti. In primo luogo sui più deboli, i bambini, affidati al genitore 1 e al genitore 2. Affidati a una genitorialità artificialmente costruita». Ha parlato così l’arcivescovo di Bologna Carlo Caffarra durante l’omelia della Messa di ieri in occasione della Virgo fidelis, patrona dell’arma dei Carabinieri.

BAMBINA AFFIDATA A COPPIA GAY. Pur non citandolo mai esplicitamente, il cardinale si è riferito al caso della bambina di tre anni affidata a una coppia di omosessuali, una procedura definita a tempi.it dal procuratore capo dei minori di Bologna, Ugo Pastore, «poco trasparente e con diverse approssimazioni». Caffarra, ancora senza citarlo, ha anche preso spunto dal caso della scuola di Bologna che ha cercato di sostituire senza riuscirci sui moduli di iscrizione alle parole “madre” e “padre”, le diciture “genitore” e “altro genitore”.

PAROLE SNATURATE. «Ciò che tiene assieme un popolo è quel patto sociale nel quale ciascuno ha il diritto di aspettarsi dall’altro ciò che egli ha promesso», ha detto l’arcivescovo. Ma quando «la parola diventa un surrogato della verità e l’agire un surrogato del bene entrano in scena i funzionari di questo o quel potere a decidere quale contenuto dare alle parole. È ciò che sta accadendo con due parole cardine della fedeltà dell’uomo alla realtà: matrimonio e paternità/maternità. Queste parole non dicono più ciò che è, ma ciò che il potere ha deciso che dicono».
E chi si oppone a questo tentativo di cambiare il significato delle parole, «coloro che semplicemente chiedono di essere fedeli alla realtà sono subito accusati di essere a favore della discriminazione fra le persone».

FEDELTÀ E PROMESSA. Rivolto ai carabinieri, il cardinale ha affermato che aver posto l’Arma dei Carabinieri sotto la protezione della Virgo fidelis riveste un significato profondo che implica «fedeltà e promessa».  Una promessa che «nel vostro caso ha assunto il carattere sacro del giuramento». È in forza della promessa e della fedeltà che i cittadini «si fidano e stimano l’Arma».