Brandon Ambrosino, il giornalista omosessuale attaccato dalla lobby gay perché difende gli “omofobi”

Scrive che essere gay è una scelta e che chi è contrario alle nozze fra persone dello stesso sesso non è per forza omofobo. Per questo gli attivisti lgbt lo attaccano

brandon-ambrosinoHanno cominciato a denigrarlo perché scrive che essere gay è una scelta e non un’inclinazione naturale, e che una posizione contraria al matrimonio tra persone dello stesso sesso non comporta automaticamente essere omofobi. Si chiama Brandon Ambrosino, è ballerino e giornalista statunitense e, dalla scorsa settimana, si è guadagnato uno spazio su Vox, progetto giornalistico di Ezra Klein. Ambrosino è omosessuale, ma, dato che vive la sua diversità in una maniera discorde da quella amata dalle testate liberal d’Oltreoceano, è diventato bersaglio di critiche e articoli al vetriolo, dove viene indicato come pupillo dei giornali conservatori per autorizzare, con le sue posizioni, ogni apologia dell’omofobia.

OMOSESSUALI E DIRITTI. Tutt’altre sono invece le intenzioni del Brandon giornalista, che del suo essere omosessuale non fa un problema ma, ancor di più, non vuole sfoggiare come bandiera. Per questo ha suscitato enorme indignazione tra la comunità Lgbt uno suo articolo pubblicato su New Republic, dove invitava la sua categoria a «smettere di aver paura della parola “scelta”», dicendo di piantarla di vedere la battaglia dei diritti dei gay come fossero quella per i diritti dei neri di cinquant’anni fa, confondendo così razza e sessualità: «Molte persone credono che la loro sessualità sia qualcosa con cui sono nati, e io non ho ragioni per non credere loro. Ma come sia io sia altri omosessuali possiamo confermare, ci sono altri fattori che formano la nostra sessualità, più del codice genetico».

«IL PAPA ANTI-GAY?» Per questo Ambrosino invita la comunità gay a essere più simile a Martin Luther King, «che trovò un modo per condannare il diavolo senza condannare i malvagi». Parole che hanno fatto arrabbiare tanti omosessuali, come quelle sulle unioni tra le persone dello stesso sesso: «Come omosessuale», ha scritto su Time, «mi trovo a disagio con questa definizione secondo cui chiunque ha qualche riserva morale sui matrimoni gay è per definizione anti-gay». Altrimenti, ciò vorrebbe dire che «i miei genitori sono anti-gay, molti miei amici credenti (di tutte le fedi) sono anti-gay, il Papa è anti-gay, e, certo arriveremo fin qui, un certo teologo ebreo del primo secolo, Gesù, è anti-gay».

LE REAZIONI LIBERAL. Insomma, se una voce omosessuale parla liberamente di sé e della sua sessualità con toni diversi dal mainstream conformista diventa egli stesso omofobo. O questo, per lo meno, è quello che hanno scritto alcuni giornali statunitensi, come ad esempio Slate, secondo il quale gli articoli di Ambrosino hanno come solo scopo «informare i conservatori che le loro paure dei gay sono assolutamente ingiustificate». Anche Matters for America ha scritto che «Ambrosino offre alla destra anti lgbt il messaggio rassicurante che non stanno facendo nulla di male», e che «i conservatori anti gay hanno uno scrittore gay dietro al quale nascondersi per difendersi dalle accuse di fanatismo e discriminazione».