Sui Memores Domini Langone piscia fuori dal vaso

Venerdì scorso Camillo Langone ha scritto sul quotidiano Il Foglio due articoli sovrapposti per spiegare per quali ragioni gli sta simpatica CL e per quali gli sta antipatica. Il secondo contiene una serie di sfrondoni riguardo alla realtà dei Memores Domini, i laici consacrati del movimento di CL. In questo momento non sono in grado di mettere a disposizione i link a questi testi, ma si possono cercare sul sito internet del Foglio. Il giorno stesso ho inviato al direttore Giuliano Ferrara una breve lettera e-mail destinata alla rubrica delle lettere del quotidiano. Non è stata finora pubblicata, ma qui di seguito ve la ripropongo. Ricordo che commemorando la figura di Manuela Camagni, membro della Famiglia Pontificia tragicamente scomparsa il 24 novembre u.s. e appartenente all’associazione laicale suddetta, Benedetto XVI ha utilizzato l’espressione “Noi Memores Domini…” in una lettera letta nel corso delle esequie. 

 

“Caro Direttore, Per potersi atteggiare a cattolico tradizionalista, Camillo Langone dovrebbe conoscere qualcosina in più della Tradizione. Quando scrive che i Memores Domini non sarebbero, ecclesialmente parlando, nè carne nè pesce, dà prova di palese ignoranza: i laici consacrati esistono nella Chiesa sin dalle origini per quanto riguarda le donne (vedi l’Ordo Virginum presente in quasi tutte le diocesi), e sin dal XIII secolo in forma organizzata per quanto riguarda i maschi (i Terz’Ordini francescano e domenicano). Poi arriveranno gli Istituti secolari del decreto Ecclesia Catholica di Leone XIII nel 1889. Inoltre l’ermeneutica dualista che Langone fa di CL, che si riassume nello schema artisti-mistici-giornalisti= buoni;  politici e imprenditori= cattivi, non è da Destra Divina, ma da Sinistra Politicamente Corretta”.

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •