Una cisterna di petrolio della multinazionale russa Lukoil (foto Ansa)
Cisterna di petrolio della multinazionale russa Lukoil (foto Ansa)
Su Huffington Post Italia Massimiliano Di Pace esamina l’effetto delle sanzioni: «Lo stop temporaneo al sesto pacchetto di sanzioni dell’Unione Europea alla Russia, annunciato dalla presidente della Commissione dell’Ue, Ursula von der Leyen, oltre due settimane fa (il 4 maggio per la precisione), per l’opposizione dell’Ungheria, dovrebbe far riflettere sulla circostanza che la ricerca della punizione più efficace per la Russia, indiscutibilmente unica responsabile della distruzione di buona parte dell’Ucraina, e delle conseguenti migliaia di morti, molti dei quali civili, non stia effettivamente portando l’Occidente a perdere di vista l’interesse delle economie dei paesi sanzionanti, e a commettere quindi qualche autogol».
L’ansia di sanzionare Vladimir Putin per la sua aggressione è comprensibile, però se si vuole ottenere un risultato non autolesionista, che finirebbe con l’indurre le opinioni pubbliche europee a una...
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