Ma Milano non è il Far West, dice il sindaco del Far West

Beppe Sala
Il sindaco di Milano Beppe Sala (foto Ansa)

Su Formiche Ryszard Legutko, eurodeputato di Diritto e giustizia (PiS), il partito sovranista guidato da Jarosław Kaczyński, presidente del gruppo conservatore Ecr a Strasburgo, dice: «Marine Le Pen è tanto filorussa quanto il presidente Macron, così come i socialdemocratici tedeschi e gli ungheresi di Fidesz. Perciò le definizioni non mi appassionano e non le ritengo utili. Il legame con il partito di Giorgia Meloni è molto forte; stiamo lavorando insieme nel Parlamento Ue, e sono molto soddisfatto di quest’alleanza. Ogni giorno che passa, Fratelli d’Italia cresce nei sondaggi, se non sbaglio si aggira attorno al 21 per cento o qualcosa del genere, di sicuro ha sorpassato la Lega di Matteo Salvini. Quindi, probabilmente, nella prossima legislatura Fdi avrà un ruolo centrale. Non vedo l’ora!».
Ecco un’interessante intervista che dovrebbero studiare in quei media mainstrem che utilizzano la questione russa per liquidare minori conti politici nazionali.

Su Formiche Giovanni Diamanti dice: «Secondo me, per Conte, sarebbe saggio “riassorbire” Di Battista per tornare a rastrellare i voti dei pentastellati più arrembanti».
Dentro Di Battsita, fuori Di Battista, fuori Di Maio, dentro Di Maio, fuori Bersani dentro Bersani, fuori Renzi dentro Renzi. Come aveva previsto Nanni Moretti, la sinistra è diventata un girotondo.

Su Tgcom Stefano Bonaccini dice: «“No a nuove trivellazioni, ma bisogna rafforzare le concessioni energetiche che sono già in vigore per affrontare il dramma della crisi energetica. Nel mezzo dell’Adriatico, basta superare di un chilometro il confine con le acque della Croazia, stanno estraendo”, aggiunge Bonaccini: “È necessario fare ciò che questa emergenza ci impone”. Dunque, serve una svolta maggiore sul fronte delle energie rinnovabili. “In Emilia Romagna stiamo lavorando al recupero delle aeree degradate, al potenziamento del fotovoltaico perché nell’ottica della transizione ecologica dobbiamo farci trovare pronti”».
Trivellare senza farsene accorgere: tutti i tormenti di un uomo di sinistra saggio ma forse non coraggiosissimo e comunque molto condizionato.

Su Leggo si scrive: «Flessioni sulle rotaie, sassate, sputi e lanci di bottiglie sul tram con dentro il conducente. È l’ultima bravata che un gruppo di 15 giovanissimi ha messo in scena a Milano. È accaduto in via Rubens, come mostra un video postato dalla pagina Instagram “Welcome to favelas”, in cui si vede un ragazzo che fa piegamenti sulle braccia in mezzo alle rotaie, impedendo all’autista di proseguire la marcia. Intorno a lui ci sono altri ragazzi, alcuni filmano la scena col cellulare e altri lanciano sassi e oggetti contro il mezzo. Dopo pochi secondi il tranviere ritrova lo spazio per proseguire la corsa e si allontana».
Com’è che dice quell’aquila del sindaco Beppe Sala? “Ma non è il Far West”.

Sul Sussidiario con lo pseudonimo Edmondo Dantès si scrive: «Queste le prime indiscrezioni sugli intendimenti del governo. Ora si apre il confronto – o lo scontro – con i diversi soggetti interessati, per poi trovare una sintesi in tempo utile per affrontare le prossime elezioni del Csm (a luglio) ed evitare i referendum che, se ritenuti ammissibili dalla Corte costituzionale (la decisione è prevista per il 15 febbraio), proprio su questi temi chiameranno il popolo a dire la propria».
C’è l’emergenza pandemia, c’è l’emergenza investimenti Pnrr e c’è l’emergenza “non dare fastidio ai magistrati con il referendum”. Non avete voluto Draghi al Quirinale? Avrete il caos.

Sulla Zuppa di Porro Corrado Ocone scrive: «La Chiesa è costretta semplicemente a non porsi le domande ultime, di senso, sulla vita e sulla morte, sul senso dell’esistenza. E quando lo fa, in occasioni meno pop, come ieri quando Francesco ha parlato di eutanasia e l’ha condannata senza appello (perché non esiste un “diritto a morire”), state sicuri che, lungi dal generare riflessioni, essa suscita acritiche e rumorose prese di distanza fra i nuovi conformisti che dominano il mondo (soprattutto) della comunicazione».
Il nichilismo di tanta stampa mainstream è una tigre difficile da cavalcare.

Su Huffington Post Italia Danilo Ceccarelli scrive: «Nel 2017 l’allora candidato all’Eliseo prometteva di incrementare le rinnovabili e abbassare la quantità di energia atomica, oggi invece annuncia sei nuovi reattori. Le presidenziali sono alle porte e la questione energetica assume sempre più valore».
Una Francia disperata rieleggerà un presidente disperante?

Su Affaritaliani si scrive: «Le manganellate agli studenti? Secondo la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese la colpa è stata degli anarchici dei centri sociali, infiltrati nelle manifestazioni».
L’ennesimo discorso da prefetto mentre servirebbe un ministro dell’Interno. Non avete voluto Draghi al Quirinale? Avrete il caos.

Su Startmag Marco Dell’Aguzzo riassume la relazione annuale del Copasir presentata dal presidente Adolfo Urso nella quale si scrive: «Infine, le università e i centri di ricerca. Per il Copasir è necessario “intervenire al fine di introdurre apposite tutele e meccanismi di protezione dell’interesse nazionale” per reagire all’“interesse da parte di attori statuali stranieri, in particolare cinesi, nei confronti del mondo accademico italiano”, specialmente in quegli ambiti dove si effettuano ricerche su tecnologie di valore strategico. Il rischio di questa penetrazione straniere, scrive il Comitato, è la “sottrazione di tecnologia e know how”. “Questo approccio adottato da alcune aziende straniere”, si legge, cioè le partnership con università e centri vari, “rischia di costituire una sorta di “cavallo di Troia” in grado di aggirare i paletti fissati dal golden power rispetto alla penetrazione in alcuni settori industriali strategici”».
L’Italia si trova sempre più spesso a dover far i conti con “sistemi-paese” che agiscono per subordinare settori strategici della nostra economia e ricerca. L’aver depotenziato la funzione della politica specialmente dal 2011 in poi, ha accelerato questi processi di subordinazione.

Su Strisciarossa Alfiero Grandi scrive: «La legge elettorale è indispensabile prima delle prossime elezioni politiche. Abbiamo rischiato due volte di precipitare verso elezioni anticipate senza la cintura di sicurezza di una nuova legge elettorale coerente con i principi costituzionali».
Vi è una sinistra disperata che cerca un principio elettorale per poter vincere senza avere la maggioranza degli elettori, in questo modo ha logorato la democrazia italiana oltre ogni ragionevole limite.

Contenuti correlati

Video

Lettere al direttore

Foto

Welcome Back!

Login to your account below

Create New Account!

Fill the forms bellow to register

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Add New Playlist