Make Love, il manuale di educazione sessuale per le scuole che propone «orge a base di olio»

Il Correttore di bozze consiglia a tutti i cattoliconi sessualmente repressi come lui di correre in libreria per aggiudicarsi una copia di Make Love, il pratico manuale della sessuologa Ann-Marlene Henning e della giornalista freelance Tina Bremer-Olszewski appena edito in Italia da Ippocampo che, come spiega Stefania Prandi nel sito del Fatto quotidiano, «in Germania ha venduto oltre 200 mila copie in pochi mesi ed è stato adottato come testo di studio nelle scuole». Le persone che fanno ancora all’amore vestite, come appunto il Correttore di bozze, potranno certamente trarvi utili spunti di riflessione per modernizzare le loro sciape notti erotiche.

Innanzitutto, il Correttore di bozze non vede l’ora di sfogliare le «numerose foto intime di coppie eterosessuali e omosessuali realizzate dalla coreana Heji Shin» a corredo del testo. Nessuno infatti può negare quello che è il presupposto del libro, ovvero che «viviamo in un’epoca di invasione pornografica – in rete, alla televisione, nelle riviste – ma di sessualità ne sappiamo davvero poco». E per resistere all’«invasione pornografica», niente di meglio che distribuire nelle scuole un bel libro tutto tempestato di foto intime. Meglio ancora se etero e omo, poiché l’invasione pornografica si combatte con la multidisciplinarità. Un po’ de qua, un po’ de là. Si chiama manovra a tenaglia.

Ma a ottimizzare la vita sessuale dei nostri ragazzi e del Correttore di bozze non saranno le foto di Make Love, bensì le imprescindibili istruzioni «per adolescenti che si avvicinano al sesso per la prima volta», scritte «senza vergogna, con un linguaggio sobrio, attraverso un apparato di note di carattere scientifico ed antropologico». Lo scopo del manuale è – spiega sempre il Fatto – imparare a «nominare in modo appropriato il sesso e tutto quel che gli ruota attorno» per «aumentare la consapevolezza di sé e degli altri». Giacché non potremo dire di aver fatto veramente il nostro mestiere di padri e maestri finché gli alunni continueranno a chiamare pisello ciò che invece è chiaramente un uccello. E viceversa.

Particolarmente utili appaiono poi, nel libro di Henning e Olszewski, le «indicazioni – anche pratiche, con esercizi da fare da soli o in compagnia – su come conoscersi e avventurarsi nel mondo del godimento». Se c’è una cosa su cui gli scolari sono deboli, infatti, è la pratica, che mai come in questo caso pare appropriato definire manualità. Un po’ di sano esercizio, da soli o in compagnia, li distoglierà certamente dall’angoscioso pensiero dell’invasione pornografica.

Il testo, anticipa la Prandi citandone un brano, «parte con indicazioni su come baciare (“Non si deve mai avere la lingua rigida, fare troppa saliva e l’elica, ruotando come una furia nella bocca dell’altro”)». Una lezione che sarebbe già da sola una rivoluzione, per il Correttore di bozze, che invece non avendo avuto la fortuna di poter studiare da giovane un libro come Make Love, baciando la sua Correttrice sbava e mulina come un colibrì, convinto per giunta di essere nel giusto. Ma questa opera meritoria non si ferma alle istruzioni per la corretta esecuzione del limone duro (in tedesco: harte Zitrone, ndCdb). Ci sono anche «spiegazioni sui diversi orientamenti sessuali, omosessualità, bisessualità, eterosessualità, con un paragrafo dedicato anche a pratiche come il travestitismo e alla questione della transessualità». C’è l’immancabile «focus sulle malattie a trasmissione sessuale (…) e sulle tipologie di anticoncezionali ormonali e a barriera, come il preservativo maschile e femminile». E soprattutto – prosegue la Prandi, seria – «il manuale si spinge oltre: senza falsi pudori offre nozioni e tecniche su come realizzare fellatio e cunnilingus (stimolazione orale del clitoride e della vagina) soddisfacenti per se stessi e per il partner». Massì, basta con i falsi pudori, i nostri figli non sono mica tutti dei correttori di bozze. A quindici anni hanno già fatto tutto. L’importante è che imparino a «nominare in modo appropriato il sesso e quel che gli ruota attorno». Il soffione si chiama fellatio e l’ammucchiata si chiama esercizi in compagnia. No bunga bunga.

E non è finita. Come illustra la recensione del Fatto questo capolavoro fornisce pure «descrizioni sul fetish, “con una mappa stellare per farsi un’idea di che cosa c’è lì fuori” che passa dalla descrizione di pratiche come l’urofilia, il Bdms e l’utilizzo delle lenzuola in vinile “con cui vivere la sessualità in modo nuovo, perfette per un’orgia a base di olio”». Ah, la bella urofilia! Un tema perfetto per riconquistare l’attenzione della classe tra le guerre puniche e la fotosintesi clorofilliana. (Per l’orgia a base di olio, invece, meglio sfruttare la ricreazione). Basta così? No. Ancora la Prandi, sempre seria: «Il libro di Henning e Olszewski rompe infine gli schemi considerando opzioni come l’uso di dildo e strap-on», che non è la cara vecchia strappona di correttoriana memoria. Tutt’altro. È un temibile «sex toy a forma di pene indossabile con cintura» che le leggiadre fanciulle teutoniche dotate di un certo livello di istruzione utilizzano «per regalare anche ai maschi eterosessuali la chance della penetrazione anale». Proprio così. La chance della penetrazione anale.

E fortuna che nel libro «più volte viene ripetuta l’indicazione che si deve dire di sì solo quando se ne ha voglia», sospira di sollievo il Correttore di bozze. Ricordate: «Il no è sempre legittimo e deve essere rispettato, anche se arriva all’improvviso». Come pure all’improvviso, del resto, arrivano le migliori chance.

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