Covid o Quirinale che sia, in democrazia il voto è medicina, non malattia

Elettori in coda per il referendum in Svizzera su misure anti Covid
Elettori in coda a Friburgo, Svizzera, domenica 28 novembre 2021 per votare al referendum su una serie di misure contro il Covid-19, tra le quali una sorta di green pass (foto Ansa)

Su Formiche Calogero Mannino parla bene del trattato franco-italiano, ma in realtà ha dubbi sulla parità degli interlocutori, ricorda che fu avviato da Gentiloni, lo stesso nome del patto «che portò i voti dei cattolici ai massoni». Mentre su Startmag per Carlo Pelanda il trattato Italia-Francia è in gran parte una dichiarazione di intenti, può essere utile se aiuta a contenere l’influenza cinese in Africa, può essere dannoso invece se copre alcune tradizionali tentazioni predatorie di Parigi ai nostri danni. Interessante sempre su Startmag Pierluigi Magnaschi che spiega come Emmanuel Macron sia «alla frutta». E come noi italiani faremmo bene a tenerne conto.

Dagospia così, ripubblicando un articolo di Francesco Giubilei, racconta un’ulteriore iniziativa di scristianizzione dell’Europa permessa dalla Von der Leyen (maldestralmente come al solito) demonizzando le parole “Natale”, “natalizio”.

Sul blog di Beppe Grillo «c’è un modo per ridurre i nostri consumi salvaguardando il pianeta senza innescare un collasso economico?», si chiede Grillo. Insomma “sopra la panca la capra campa, sotto la panca la capra crepa”. Questo è il pensatore a cui il commissariamento della politica post 2011 ha regalato il 32 per cento di voti.

Su Byoblu con il ridicolo titolo “siamo pronti alla morte” Claudio Messora spiega le mosse dei no vax. Questo è lo scenario che ci prepara chi non vuole un ritorno della politica: no vax e movimenti sì vax di sballati tipo Fedez avranno ancora più voti di quelli che il commissariamento della politica attuato da Giorgio Napolitano ha regalato ai grillini.

Su Fanpage Susanna Picone scrive del referendum svizzero che ha visto una maggioranza del 62 per cento per una sorta di green pass: in una società libera e in uno Stato democratico il voto è la medicina, non la malattia. Intanto su Huffington Post Italia Ugo Magri spiega invece la sua strana concezione della democrazia per cui il voto sarebbe una patologia.

Su Dagospia Enrico Letta propone a Silvio Berlusconi un campo largo per battere Giorgia Meloni e Matteo Salvini. Zio e nipote uniti nella lotta? O magari zio Gianni sotto sotto è per Draghi al Quirinale?

Su Formiche Giovanni Castellaneta spiega che Emmanuel Macron vuole Mario Draghi a Palazzo Chigi almeno fino al 2023. L’ineffabile propensione a esaltare la nostra subalternità alle influenze straniere nasce talvolta da una non elaborata paura di instabilità ma più spesso da interessi particolari (in potere e in affari) che vogliono a tutti costi impedire una sia pur parziale (e tutelata da Draghi) autonomia politica dell’Italia.

Sulla Zuppa di Porro Nicola Porro critica le ultime sparate di Mario Monti sulla censura delle posizioni no green pass. La nuova centralità di Mario D. ha reso evidente come Mario M. sia una figura pubblica inconsistente.

Su Startmag Francesco Damato prende un po’ in giro il Giornale che si appella al senso di responsabilità di Mario Draghi per evitare la sua salita al Colle. Il berlusconismo senza limitismo sarebbe un po’ ridicolo?

Su Formiche Emanuele Rossi spiega come il segretario di Stato americano Anthony Blinken tema i mercenari russi in Africa: chissà se ne avrà parlato con quel genio di Hillary Clinton che lo ha preceduto con Barack Obama quando brillantemente destabilizzò dalle radici la Libia?

Su Fanpage si registra uno scambio di battute tra Andrea Orlando e Matteo Salvini. Il primo dice: «Riflettiamo sulla cannabis», il secondo: «Pensa ai lavoratori». Dal salario minimo allo spinello minimo?

Sulla Zuppa di Porro Andrea Crisanti in tv chiede un po’ di riflessione sul vaccino ai minori di 12 anni. Beppe Severgnini lo scomunica. Trattasi di discussione scientifica?

Dagospia sui dubbi di Bruxelles riguardo la capacità dell’Italia di portare a termine le opere proposte per il Pnrr: forse non bastano i tecnici per gestire progetti complessi.

Sull’Occidentale un’interessante annotazione di Gaetano Quagliariello: quella del Covid è un’anomala pandemia che invece di vedere un ritorno del sacro, spinge a una nuova secolarizzazione.

Sul Sussidiario Ugo Bertone spiega che i crolli delle borse legati alle notizie sulla variante omicron in realtà nascono e rischiano di consolidarsi per il timore diffuso della stagflazione.

Sul Sussidiario Gennaro Da Varzi pensa che Letta chieda a tutti di tacere sul Quirinale perché ormai si è convinto che l’unica soluzione sia Draghi, con conseguenti elezioni anticipate, ma ha paura che Conte fallisca e quindi l’alleanza di centrosinistra allargata ai 5 stelle frani. Mentre su Startmag Paola Sacchi scrive che la sinistra non sa bene come e se fermare la salita di Draghi al Colle. Ed è incerta sulla possibilità che si vada al voto anticipato. Che Dio illumini Enrico Letta e i suoi e si vada finalmente alle urne.

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