Facciamo un dispetto al diavolo: aiutiamo l’amico Abhay a pagare la retta della scuola

Articolo tratto dal numero di febbraio 2021 di Tempi. Questo contenuto è riservato agli abbonati: grazie al tuo abbonamento puoi scegliere se sfogliare la versione digitale del mensile o accedere online ai singoli contenuti del numero.

Caro direttore, ho letto il Te Deum diabolico di Berlicche sul Tempi di dicembre. Non so chi sia la famiglia di cui parla con finta commozione, ma il suo ipocrita tentativo di comprensione delle sventure di quegli immigrati non toglie il fatto che situazioni come quella che descrive siano reali. Io ne conosco una, a Roma, città dove vivo da vent’otto anni e dove faccio caritativa in un quartiere perifericamente famoso: Boccea-Primavalle. Fra i tanti, conosco un ragazzo indiano, quattordici anni, che frequenta il doposcuola dove io e mia moglie aiutiamo gli studenti delle medie del quartiere.

Lui, Abhay, è un genio in matematica e scienze. Ha deciso di iscriversi al liceo scientifico, e ha scelto una scuola paritaria (a lui e a sua madre è piaciuto molto l’Open day seguito online), il Sant’Anna. La madre ha parlato con la preside e le ha chiesto: «Vorrei iscrivere mio figlio da voi. Ma quanto costa?». La preside ha risposto: «Mi faccia parlare con il gestore». Il gestore ha detto: «Ci dica lei quanto può dare, al resto ci pensiamo noi». La scuola pubblica paritaria in oggetto ci tiene a essere una scuola per tutti, tiene basse le rette (3.500 euro annui per il liceo) e aiuta chi non può pagarle. Ora, per fare un dispetto al diavolo e alla burocrazia statale, ma soprattutto per dare ad Abhay ciò di cui ha diritto, lo studio e un’educazione scelta liberamente, io le chiedo, direttore, se lei potesse intercedere presso i lettori di Tempi, che so sensibili all’argomento (e non c’è modo migliore di manifestare la propria sensibilità culturale che concretizzarla), perché si attivino a sostenere il pagamento della retta di Abhay. Basta un bonifico di importo libero sul conto della Onlus Amici del Sant’Anna AMISA C.F. 97644190585, via degli Aldobrandeschi, 100 – 00163 Roma, Iban IT21H0 200803298000101779293 a sostegno del progetto “Un futuro per tutti”, con la causale “diritto allo studio di Abhay”.

Creo un precedente pericoloso? La vita è fatta di precedenti, cioè di occasioni singolari. Come diceva il grande Chesterton: «San Francesco non amò l’umanità, ma baciò il lebbroso che incontrò sulla sua strada». (Abhay mi perdonerà il paragone, lui è sano come un pesce, ma la citazione rende bene l’idea).

Ovviamente la Onlus Amici del Sant’Anna rilascerà ricevuta dei versamenti. Da parte mia faccio lo sfrontato sino in fondo e oso ricordarle che gli anni di liceo sono cinque.

Un saluto (anche a Berlicche).

Ubaldo Casotto via email

Facciamo uno scherzetto al diavolo, diamo una mano ad Abhay. Anche Tempi farà la sua parte. Grazie Ubaldo.

***

La lettura sempre preziosa dell’ultimo numero dell’anno con il Te Deum ha su di me sempre un impatto significativo. E mi ha suggerito una composizione in versi.

La salute e la salvezza

L’uomo moderno,
in preda allo smarrimento,
per la salute ha licenziato la salvezza
idolatrando la vita terrena
più di quella eterna,
non riuscendo ad accogliere
la nostra morte corporale come sorella.
La domanda
sul misterio eterno dell’esser nostro
relegata in una dimora clandestina,
immemore che la nostra natura
è transeunte, degna di ben altro destino.
Nati non per morire sani,
ma per essere salvati.

Franco Casadei Cesena

***

Con tutto il rispetto per il buon Albertone nazionale, mi domando quanto siano somiglianti i personaggi di Sordi al popolo (?) italiano, e in particolare alla sua (nostra) classe politica. Io penso, ma potrei sbagliarmi, che i comici/attori sappiano spiegare col sorriso e l’ironia quella che potremmo definire “l’indole” nazionale. A tale proposito sarebbe bello se il nostro bravo cine-critico di Tempi, Simone Fortunato, partendo proprio dai più famosi e rappresentativi comici/attori di vari paesi, mettesse insieme una piccola raccolta di personaggi del cinema capaci di impersonare le caratteristiche del paese natale. Passando ad “attori” più seri, riporto di seguito le citazioni, attualissime, di due osservatori italici, senza fare alcun paragone tra loro (sarebbe dissacrante). Il primo è il mitico Dante che in Purgatorio VI, 76-78 canta: «Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave senza nocchiere in gran tempesta, non donna di provincie, ma bordello». Il secondo è un giornalista che, anche se non è esattamente il mio tipo, spesso ci azzecca, Vittorio Feltri, Libero 28.8.2020: «Nessuno in politica inventa qualcosa, i più bravi rileggono meglio, adattano al contesto, interpretano i tempi, fanno piccoli passi avanti. Tutto è conseguenza e niente accade che non sia maturo per accadere».
Enrico Ventura via email

Foto Ansa

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