Lettere al direttore

Roggero, un caso di “giustizia ingiusta”

Di Emanuele Boffi
18 Luglio 2026
La condanna per eccesso di difesa è giustificata. Ma per il gioielliere è come un ergastolo. Per la grazia bisogna conoscere le motivazioni della sentenza
Nella combo, Sergio Mattarella (sx), Carlo Nordio e, nel riquadro, Mario Roggero
Nella combo, Sergio Mattarella (sx), Carlo Nordio e, nel riquadro, Mario Roggero (Foto Ansa)

Caro direttore, che giudizio dare sul caso del gioielliere Mario Roggero, condannato a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo che avevano assaltato il suo negozio? Una condanna simile, per un uomo di 72 anni, è «un ergastolo», come lui stesso ha detto. Dovrà anche risarcire le vittime con 780 mila euro di provvisionale. Mi sembra tutto molto ingiusto e penso che, come ha detto Salvini, dovrebbe essere graziato.
Maura Anselmi

Da quel che ho letto, la condanna non è irragionevole. La dinamica dei fatti è chiara: Roggero ha sparato ai due uomini in fuga, inseguendoli per strada, quando la rapina era ormai conclusa. La sua reazione ha certamente superato i limiti della legittima difesa. Detto questo, il pover’uomo può dire di aver agito d’istinto, di aver voluto difendere i familiari presenti, di essere lui la prima vittima della situazione. La questione del risarcimento è davvero paradossale e il nuovo ddl sicurezza riscrive il codice civile, esludendo risarcimenti per chi, commettendo reati come rapine e scippi, rimane ferito. Ma Roggero (dalla cui vicenda il ddl è nato) non ne potrà godere. Per quel che riguarda la grazia, credo che questo caso di “giustizia ingiusta” meriti di essere valutato. Ma c’è un fatto di cui tenere conto, al di là dell’indignazione popolare e delle campagne di stampa: la grazia o viene chiesta dal condannato (ieri la moglie ha presentato la domanda) o nasce da un’iniziativa del presidente della Repubblica. Ma, in ogni caso, prima, devono essere note le motivazioni della sentenza, che ancora non lo sono.

***

Caro direttore, questa sera 10 luglio, al Tg5 delle ore 20, hanno trasmesso un servizio sulla visita di Mattarella a Seveso per l’anniversario della sciagura. Il giornalista, facendo cenno all’allarme sanitario che ne seguì, ha riferito che ci furono “casi di malformazioni di feti”, notizia che, stando ai dati ufficiali, risulta puramente inventata. E stiamo parlando di Tg5, non di Raitre o La7. Tutto questo a conferma della malafede e delle falsità propineteci dai maestri dei diritti e dell’informazione. Niente di nuovo, però che schifo.
Enrico Ventura

Come è noto, nessun bambino nato a Seveso e dintorni nacque con malformazioni. In tutta quella vicenda ci fu una sola vittima: l’ingegnere Paolo Paoletti, dirigente responsabile della produzione all’Icmesa, che fu ucciso a Monza dai terroristi di Prima Linea.

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