Auguri per il concorso, prof Mancini

Avrebbe potuto tentare il concorso a cattedra bandito dal ministro Profumo nel 2012, o magari provarci con le Graduatorie a esaurimento, ora svuotate dalla Buona Scuola renziana. Avrebbe potuto evitare la dura vita del coach, fatta di fango e pioggia tra i campi di tutta Europa, le lunghe trasferte, la pressione mediatica e persino qualche parola grossa degli avversari. Avrebbe potuto se da subito, dopo una lunga e gloriosa (quella sì) carriera da calciatore, avesse dichiarato a se stesso il suo vero sogno nel cassetto: la cattedra di educazione civica. Anzi, Cittadinanza e Costituzione, come si chiama oggi.

Era dal tempo dei codici etici del Prandelli nazionale che mancava questa aspirazione alla cattedra sportiva, questa sindrome da MicroMega pallonara. E c’era bisogno di andare proprio a Napoli, dove la parola libera e spassionata ha fatto nascere arte e cultura in quantità.

C’era bisogno di Roberto Mancini perché l’alterco sportivo del gioco maschio divenisse manna per l’italica indignazione, perché la parola sfuggita in piena trance agonistica, erronea ed esagerata ma pur sempre detta a caldo, divenisse lo spunto per la reprimenda nazional-popolare, proprio in questi tempi di zaloniana libertà. C’era bisogno di Roberto Mancini perché le scuse, pur fatte in spogliatoio (cioè prima del suo sfogo davanti alle telecamere, si badi), non fossero sufficienti per evitare lo sputtanamento urbi et orbi dell’avversario.

C’era bisogno di Roberto Mancini perché si tornasse a dire chi può o non può stare nel mondo del calcio. C’era bisogno di lui per riascoltare la parola meno educativa (quella sì) del mondo: “vergogna”, quella che nessuno dovrebbe rivolgere all’altro ben sapendo che ciascuno di noi, almeno un motivo per vergognarsi, almeno davanti allo specchio, ce l’ha.

Non è mai troppo tardi però. Il tempo è propizio: il Sottosegretario Davide Faraone ha da poco annunciato il nuovo concorso a cattedra per quasi 64mila docenti. La classe A019 è quella giusta per il tecnico di Jesi. In bocca al lupo professor Mancini.

Foto Ansa


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