L’abruzzese di Milano resiste e un motivo c’è (da urlo)

Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti) – Tante, troppe nuove aperture di ristoranti, a Milano, finiscono per durare lo spazio d’un mattino. Il Capestrano, che è qui da pochi anni, invece c’è ancora. Ed è sempre più buono. E questo nonostante sia in un quartiere bruttino e lontano dal centro, a pochi passi da via Ripamonti. Roberto Babbo, non c’è dubbio, ha fatto centro: aprire a Milano un locale che proponesse la cucina della sua terra, però in un contesto di eleganza e raffinatezza, oltre che di cultura gustativa, per così dire. E la terra di Roberto è l’Abruzzo, col suo zafferano, l’agnello, i formaggi e tutto il resto.

L’ambiente è adatto per una cena con una persona speciale: ammalia per la morbida, calda delicatezza, che contrasta col contesto postindustriale della strada su cui si affaccia. E pure il servizio, svolto da una competentissima ragazza abruzzese, sa metterci a nostro agio.

In lista, l’Abruzzo della tavola, esposto in lingua abruzzese con la traduzione in italiano. Il misto di salumi comprende anche la tenace, sentimentale salsiccia di fegato; potreste avere anche la bruschetta con la ventricina, o le “pallotte cacio e ovo” (polpette di formaggio e uovo).

Ma sentite l’esplosione degli spaghetti alla chitarra con ragù di castrato e pecorino di Castel del Monte (vi lasciamo la sorpresa di scoprirne il nome abruzzese): una santabarbara dirompente. E ciò in dialettica con la cremosa gentilezza dei paccheri con zucca gialla e zafferano dell’altopiano di Navelli; o con la guizzante vividezza dei “Cazzellitt’ de’ Scanno” (gnocchetti di grano duro) con i broccoli e le alici.

Andando avanti, è dura sfuggire ai proverbiali arrosticini, normali o di fegato; alle costine di pecora laccate di miele; all’agnello arrosto. Ma la palma della miglior pietanza spetta alla pecora “aj’e cotture”, ossia in stracotto bianco: davvero strepitosa. Chiudete con la pizza dolce, che a molti ricorda una controparte abruzzese della zuppa inglese. Il pane fatto in casa è da urlo. La cantina pure è curata, molto attenta ai vini di madrepatria.

Circa 50 euro.

Per informazioni
Il Capestrano – www.ilcapestrano.it
Via Gian Francesco Pizzi, 14 – Milano
Tel. 02.5693345
Chiuso il mercoledì

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