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Squalo chi legge

La società devastata dai social

Di Andrea Venanzoni
06 Luglio 2025
In “Superbloom” Nicholas Carr spiega come queste tecnologie nate per connettere e unire sono divenute un prisma di frammentazione. E come noi ci siamo calati in una bolla impermeabile alla complessità del reale
Reazioni social media
Foto Depositphotos

«Uno scoiattolo che muore davanti a casa vostra può essere più interessante per voi delle persone che muoiono in Africa».

A pronunciare la frase non è qualche malvagio villain dei film ma Mark Zuckerberg. Il patron di Facebook è nel pieno di una animata riunione di lavoro e sta presentando ai suoi collaboratori quella che diventerà una delle più significative, e controverse, innovazioni interne alla piattaforma social di Menlo Park, il News Feed. E nel cinismo ultravioletto della frase albergano tanto una cristallina verità quanto una grottesca e cinica falsificazione. No, non siamo al cospetto di uno Zuckerberg di Schrödinger, capace al contempo di dire il falso e il vero, ma di una realtà piegata e deformata dal peso della convenienza. Perché è verissimo che la prossimità, la nostra personalità, la nostra sensibilità, i nostri gusti, interessi e pregiudizi, finiscono con l’assegnare sovente maggiore rilevanza a fatti che ci accadono vicino o che riguardano le nostre sfere di intere...

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