Berlusconi come Craxi? Facci (Libero): «Grillo vuole solo accattivarsi i magistrati»

Filippo Facci commenta le parole di Beppe Grillo e la situazione italiana: «La giustizia non vuole strumenti per correggere quei magistrati che perseguono lo strapotere giudiziario».

«Berlusconi ha paura di fare la fine di Bettino Craxi, ma sarebbe invece la sua fortuna». Sono queste le parole con cui Beppe Grillo sul suo blog ha consigliato a Berlusconi di agire come lo storico leader del Partito socialista, che a seguito delle vicende giudiziarie che lo videro coinvolto negli anni ’90 nell’ambito di Mani pulite, per evitare l’arresto scappò ad Hammamet in Tunisia. Anche Berlusconi «si faccia condannare al più presto senza attenuanti», suggerisce Grillo al Cavaliere dal suo pulpito 2.0 «e, prima dell’arresto, si dia alla latitanza. Ci guadagnerà in salute. Guarirà dall’uveite e gli italiani guariranno finalmente dall’orchite con cui li affligge da vent’anni». E poi aggiunge: «Ps: tutta la mia solidarietà ai magistrati di Milano». Tempi.it ha chiesto un commento a Filippo Facci, giornalista di Libero: «Grillo mira ad abbracciare i desiderata della magistratura e accattivarsi ogni umore popolare».

Anche Grillo vuole eliminare Berlusconi attraverso l’azione giudiziaria?
Le parole di Grillo sono incommentabili. Ormai non si capisce più se giochi al comico per fare in realtà il politico o stia più semplicemente adottando un sistema per dire qualsiasi cosa voglia. Oltretutto, questa sua affermazione è l’esaltazione a compiere un reato. Questo, però, non sembra interessare il Parlamento meglio disposto degli ultimi anni nei confronti dell’arresto di Berlusconi, nonché verso l’uso della carcerazione dei parlamentari. Posto che anche la precedente assemblea aveva avuto un buon incipit in materia.

Perché tanto odio verso Berlusconi?
Perché Grillo mira ad abbracciare i desiderata della magistratura e accattivarsi ogni umore popolare. In questo senso è illuminante il fatto che già Antonio Di Pietro negli ultimi anni abbia cercato, come leader, di fare tutto il possibile per mettersi nella scia del comico genovese; soltanto che poi è stato Grillo a sostituire Di Pietro nell’immaginario collettivo, e non viceversa, pur senza avere il suo stesso retroterra giuridico.

Ma Grillo cosa pensa delle vicende giudiziarie che vedono coinvolto Berlusconi?
Sinceramente dubito che Grillo conosca, anche solo minimamente, le carte e i presupposti giuridici che riguardano i processi in capo a Berlusconi. Le sue sono sparate a cavallo tra il comune sentire e il surrealismo politico.

Come incide questa vicenda sulle sorti del paese?
Anzitutto, non ho ben capito di che cosa siano andati a discutere i notabili del Pdl con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Cosa speravano di ottenere? La sospensione per un mese di tutta l’attività processuale su Berlusconi? E anche se l’avessero ottenuta, non credo che si sarebbe potuto parlare di un buon risultato… Detto questo, personalmente, credo che non ne usciremo.

Nemmeno se interviene Napolitano?
Napolitano, in qualità di presidente del Consiglio superiore della magistratura, non può interferire facilmente con la magistratura, se non in termini carismatici e autorevoli, che però oltrepassano il suo incarico. Di fatto, sarebbe eversivo un suo tentativo per cercare di fermare un processo giudiziario in corso. Il problema vero, invece, è che la magistratura stessa non vuole in alcun modo adottare strumenti di correzione interni.

Cosa intende dire?
Intendo dire che la magistratura continua a dimostrare di non volere strumenti per correggere al proprio interno quella parte attiva, ma minoritaria, di giudici che dalla gente sono percepiti come “politicizzati” e che in realtà aderiscono a se stessi perseguendo lo strapotere giudiziario. Perché non esistono le toghe “rosse”, è sufficiente che siano del colore che sono. L’unica via d’uscita è che sia la magistratura a fermare se stessa. Di certo, questa classe politica e queste istituzioni non sono in grado di fare alcunché, né di eccezionale né di normale verso il terzo potere d’Italia.

Allora cosa ci attende?
Io auspico che si torni a votare al più presto, perché non è affatto scontato che il Movimento 5 Stelle vada a rivincere come prima. A suggerirlo è l’esempio delle elezioni in Grecia, dove le prime elezioni furono bloccate dal voto di protesta, un voto che Grillo rappresenta al massimo in Italia, e che fu poi punito alle seconde elezioni dalla gente che si rese conto della reale situazione del paese.