Benedetto XVI ritira la firma dal libro di Sarah

Il prefetto guineano respinge le polemiche sul suo libro: non ha raggirato il Papa emerito. Benedetto XVI ha dato l’ok all’operazione

Sarah

Papa Benedetto ha chiesto al cardinale Robert Sarah di ritirare la sua firma dal libro Dal profondo del nostro cuore (che domani uscirà in Francia per
Fayard e il 30 gennaio in Italia per Cantagalli). «Posso confermare che questa mattina su indicazione del Papa emerito ho chiesto al cardinale Robert Sarah di contattare gli editori del libro pregandoli di togliere il nome di Benedetto XVI come coautore del libro stesso e di togliere anche la sua firma dall’introduzione e dalle conclusioni», ha detto il cardinale George Gaenswein. Sarah ha poi comunicato che sul volume comparirà solo il suo nome come autore «con un contributo» del papa emerito.

In seguito alla polemiche suscitate dal volume, il cardinale Robert Sarah aveva postato sul suo profilo twitter le lettere autografe di Benedetto XVI, per smentire le voci che oggi riempiono i quotidiani italiani, secondo cui avrebbe raggirato il Papa emerito pubblicando, senza il suo consenso, il suo testo nel libro. Sempre in un comunicato diffuso in queste ore, Sarah aveva poi ripercorso le tappe della vicenda affermando che il testo è di Benedetto, il Papa emerito era a conoscenza che sarebbe stato incluso in un libro, aveva visto la copertina e i testi cofirmati. Sarah si diceva anche addolorato per le polemiche «abiette» che lo contrapponevano a papa Francesco.

FONTI ANONIME

Ieri, infatti, è stata diffusa la notizia che «anonime fonti vicine a Benedetto» avrebbero lamentato il “trappolone” teso a Ratzinger da Sarah. Oggi sui maggiori quotidiani italiani – Corriere, Repubblica, Stampa – si trovano infatti virgolettati vari in cui, sempre anonimamente, si leggeva che Benedetto XVI «non ha scritto un libro a quattro mani con il cardinale Sarah»; si tratta di una «evidente operazione editoriale e mediatica, dalla quale Benedetto si chiama fuori ed è totalmente estraneo»; Ratzinger «non ha visto né approvato la copertina, né di far uscire un volume a quattro mani».

“DEMITIZZARE” BENEDETTO

Repubblica, ad esempio, titola: “La trappola a Ratzinger sui preti sposati” e riporta un commento di Gianfranco Svidercoschi, già vicedirettore dell’Osservatore romano: «Come è possibile che un uomo nelle condizioni di Ratzinger possa scrivere un testo del genere? C’è il forte sospetto che sia stato usato». Sempre su Repubblica, poi, si va oltre e s’inizia a prefigurare un intervento canonico per regolare (o limitare?) gli interventi dell’emerito. In un’intervista l’arcivescovo Agostino Marchetto dice che occorre «demitizzare la figura del Papa emerito. Benedetto XVI è un vescovo come tanti altri e il teologo che conosciamo e fu Papa dal 2005 al 2013. Se la Curia romana e la Chiesa imparano a guardarlo così, tante polemiche dopo ogni sua “uscita” non ci sarebbero».

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