Invece di alzare il ditino, Bayrou prenda appunti dall’Italia

Di Mauro Zanon
02 Settembre 2025
Il suo governo ha i giorni contati, ma il primo ministro francese trova il tempo di attaccare la Meloni per giustificare la crisi economica del suo paese. Ma è finito il tempo in cui Parigi poteva dare lezioni a Roma
Bayrou Francia
Il primo ministro francese, François Bayrou (primo a sinistra), visita una fiera dell'agricoltura a Chalons-en-Champagne (foto Ansa)

Parigi. Il suo governo ha i giorni contati, le finanze versano in una situazione drammatica, il ministro dell’Economia, Éric Lombard, ha evocato persino il rischio di intervento del Fondo monetario internazionale, ma domenica sera, in un’intervista alle quattro principali reti all-news, il primo ministro francese, François Bayrou, ha deciso di puntare il dito contro l’Italia, ancora una volta, accusandola di praticare una “politica di dumping fiscale”, dunque di fare concorrenza sleale agli altri Paesi e indirettamente di penalizzare la Francia.

Le accuse di Bayrou all’Italia

Interrogato dai giornalisti sulla misura faro della contromanovra finanziaria proposta del Partito socialista per risanare le finanze pubbliche, la “taxe Zucman” (un’imposta annuale del 2 per cento sui patrimoni superiori ai 100 milioni di euro proposta dall’economista vedette della gauche Gabriel Zucman, allievo di Thomas Piketty), Bayrou ha pronunciato queste parole: «I cittadini più abbienti lascerebbero la Francia, perché ormai esiste una specie di, come si dice, nomadismo fiscale per cui i contribuenti vanno a vivere dove… L’Italia oggi sta facendo una politica di dumping fiscale!». La giornalista lo interrompe ma Bayrou ripete la frase sull’Italia che farebbe “dumping fiscale”, cioè inciterebbe i grandi portafogli francesi a trasferirsi in territorio italiano grazie a una tassazione agevolata.

La replica di Meloni a Bayrou

Gli intervistatori non insistitono sull’attacco all’Italia e si passa rapidamente al tema successivo, ma a Roma le frasi del leader centrista non passano inosservate. «Stupiscono le affermazioni, totalmente infondate, del primo ministro francese François Bayrou, secondo le quali l’Italia starebbe facendo ‘dumping fiscale’, penalizzando la Francia. L’economia italiana è attrattiva e va meglio di altre grazie alla stabilità e credibilità della nostra Nazione», ha reagito su X il presidente del Consiglio italiano, Giorgia Meloni, subito dopo che le prime agenzie che riportavano la frase scivolosa del primo ministro.

Meloni poi ha ricordato a Bayrou che il regime vantaggioso a cui faceva indirettamente riferimento, ossia quello introdotto nel 2017 dall’allora primo ministro Matteo Renzi – una flat tax di 100mila euro per il capofamiglia e di 25mila euro per ciascun familiare trasferito sui redditi conseguiti all’estero, oltre a un’esenzione dal pagamento delle imposte di successione sui beni non italiani –, è stato rivisto dal suo governo. «L’Italia non applica politiche di immotivato favore fiscale per attrarre aziende europee e, con questo Governo, ha addirittura raddoppiato l’onere fiscale forfettario in vigore dal 2016 a carico delle persone fisiche che trasferiscono la residenza in Italia», ha scritto Meloni nel suo messaggio.

Emmanuel Macron e Giorgia Meloni al G7
Emmanuel Macron e Giorgia Meloni al G7 (foto Ansa)

Paradisi fiscali, «la Francia si unisca all’Italia»

Lo scorso anno l’imposta forfettaria è stata infatti portata a 200mila euro dall’attuale esecutivo, con un intervento nel decreto Omnibus. La leader di Fratelli d’Italia, oltre a respingere le accuse, ha scritto che è Roma, “da molti anni”, a essere “penalizzata” dai veri “paradisi fiscali europei” che sottraggono risorse pubbliche alle casse dello Stato, invitando la Francia «a unirsi all’Italia per intervenire in sede di Unione europea contro quegli Stati membri che applicano da sempre un sistematico dumping fiscale, con la compiacenza di alcuni Stati europei».

Persino Renzi critica Bayrou

Il commento fuori luogo di Bayrou, figlio anche dei molteplici articoli celebrativi sulla situazione economica italiana e sulla stabilità politica portata da Giorgia Meloni apparsi sulla stampa francese, ha generato anche la tirata d’orecchie del suo principale alleato in Italia, Matteo Renzi.

«Quelle che Bayrou chiama politiche di dumping fiscale sono scelte fatte dal mio Governo nel 2016. Il mio amico François evidentemente non è informato. Il dumping non lo fa l’Italia. Il Governo francese impari a riconoscere gli alleati dai nemici», ha commentato Renzi su X domenica sera, ribadendo il concetto ieri a margine di un evento ad Ancona: «Basta polemiche inutili dei francesi. Il primo ministro francese Bayrou sbaglia sul dumping. Noi siamo contro il governo Meloni, ma non siamo contro l’Italia. Nel caso specifico ha ragione palazzo Chigi e l’Italia: quelle leggi le abbiamo fatte noi nel 2016, e hanno portato più soldi nell’erario e riportato tanti talenti che stavano all’estero».

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Sarà anche perché ormai sa di essere spacciato che sferra questi attacchi gratuiti all’Italia – ha chiesto il voto di fiducia il prossimo 8 settembre sulla sua proposta di manovra finanziaria, e la maggioranza dei deputati dell’Assemblea nazionale ha già annunciato che voterà contro – ma non è colpa di Giorgia Meloni se il debito pubblico francese è esploso negli ultimi anni, 3.345 miliardi di euro, se Parigi ha un deficit del 5,8%, se il tasso di disoccupazione è salito al 7,9% nel 2025 (era del 7,4% nel 2024) e se gli investimenti e l’export sono in netto calo.

Attaccare l’Italia, una vecchia abitudine dei francesi

È un’abitudine francese iniziata con Sarkozy e aggravatasi con Macron quella di bacchettare l’Italia, di paragonarsi con Roma quando le cose non vanno bene, perché oltralpe andrebbero ancora peggio. Peccato che la realtà sia un’altra. «Le relazioni tra i due Paesi si sono bruscamente deteriorate con l’ascesa al potere di Giorgia Meloni, che Emmanuel Macron ha ostacolato e cercato di emarginare all’interno dell’Unione accusandola di neofascismo. Ma il rapporto di forza si è completamente invertito tra l’Italia, in piena ripresa, e la Francia, diventata l’unico malato d’Europa», ha scritto l’economista liberale Nicolas Baverez in un recente articolo su Le Point, raccontando la vitalità economica dell’Italia da quando al governo c’è la leader di Fratelli d’Italia. Bayrou, invece di alzare il ditino, prenda appunti.

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