Le possibili elezioni in autunno, la complicata scelta del candidato alle presidenziali 2027, gli attacchi in "stile Erdogan" a Le Pen, l'ego ipertrofico di Macron, la tentazione della tecnocrazia. Rassegna ragionata dal web
Il presidente francese Emmanuel Macron (foto Ansa)
Sul Sussidiario Niccolò Magnani scrive: «Se già con la riforma delle pensioni si è andati molto vicino ad una caduta fragorosa del Governo di minoranza di Bayrou in Francia, con il prossimo (e più importante) piano per la Manovra di Bilancio 2026 il rischio di andare a schiantarsi in Parlamento è molto più reale, anche perché la principale artefice della tenuta dell’esecutivo di unità nazionale – Marine Le Pen – ha già fatto capire che in autunno l’esperienza di Bayrou a Palazzo Matignon potrebbe essere conclusa».
Non è improbabile che in autunno la Francia torni a votare in un quadro economico-politico sempre più complicato.
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Su Firstonline Franco Locatelli scrive: «La spaccatura verticale dei socialisti francesi consumatasi al recente congresso nazionale, dove il segretario uscente Olivier Faure, che non ha nessuna intenzione di archiviare la sua simpatia verso il leader populista Jean-Luc Mélenchon, ha vinto per il rotto della cuffia sui riformisti alla Hollande e alla Glucksmann...
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