Bambini con tre genitori: l’America ci fa più di un pensierino anche se «così ci si avventura nell’eugenetica high-tech»

L’agenzia del farmaco americana sta discutendo se adottare la nuova tecnica che potrebbe eliminare malattie. Ma la scienziata Darnovsky sul New York Times è scettica: «Effetti potrebbero essere devastanti»

Bambini con il Dna di tre genitori: con la fecondazione eterologa sarebbe possibile e l’agenzia del farmaco americana (Fda) sta discutendo se adottare la nuova tecnica che, se efficace, potrebbe prevenire «malattie mitocondriali».

LA NUOVA TECNICA. In un articolo pubblicato lo scorso ottobre sulla rivista scientifica Nature due ricercatori dell’Oregon hanno descritto il tentativo di sostituire i mitocondri malati di un ovocita con quelli di un altro ovocita, per proseguire poi alla loro fecondazione. In questo modo, il patrimonio genetico dell’embrione sarebbe costituito da quello di due donne e un uomo.
Non si conoscono ancora i risultati della consultazione della Fda, ma negli Stati Uniti il dibattito occupa le pagine dei principali quotidiani. Il Washington Post, come la maggior parte dei giornali, considera solo la finalità terapeutica senza considerare i possibili effetti su un bambino dell’avere tre genitori: «Gli scienziati ritengono che ciò potrà aiutare chi presenta mutazioni del Dna, come quelle che comportano la cecità o l’epilessia».

RISCHI. Finora però non è stato così. Tutti gli esperimenti condotti sono stati bloccati dagli stessi ricercatori, senza che venissero comunicati gli esiti. Nel 2002, sempre la Fda spiegò che erano nati 23 bambini con il Dna di due donne e di un uomo, ma date le evidenti malformazioni la procedura era stata vietata. Anche l’università inglese di Newcastle aveva annunciato una sperimentazione simile, spiegando poi che gli embrioni con triplo Dna non erano stati trasferiti in utero perché malformati.

«PASSO PERICOLOSO». Per questo, lo stesso New York Times ha ammesso che si tratta di «sperimentazioni radicali». Secondo Marcy Darnovsky, del comitato consultivo della Fda,«è un passo pericoloso. Tali tecniche cambierebbero ogni cellula nel corpo dei bambini nati e queste alterazioni sarebbero tramandate alle generazioni future». Negli Stati Uniti il numero di bambini che ogni anno nasce con una malattia mitocondriale va dai mille ai quattromila. Perciò «gli effetti tra 10 anni potrebbero essere devastanti».
Darnovsky sottolinea anche che «queste procedure sono profondamente problematiche in termini di rischi medici e di implicazioni sociali» e si chiede: «Il bambino nascerà sano o gli sconvolgimenti cellulari porteranno problemi in seguito? Che dire delle generazioni successive?».

«RISCHIO EUGENETICA». Tutti questi interrogativi fanno concludere alla scienziata: «La Fda afferma che considererà solo gli aspetti scientifici della manipolazione mitocondriale e che qualsiasi “questione politica, etica e sociale” non rientra tra i suoi obiettivi. Ma sono esattamente questi i problemi di cui dobbiamo occuparci. Essere in grado di far qualcosa non significa che dobbiamo farlo».
Molti ricercatori hanno però invitato la comunità scientifica ad abbandonare ogni scrupolo, perché «non dovremmo essere mossi dalla paura di quello che non sappiamo». Anche se questo, insiste Darnovsky sul Nyt, significa «avventurarsi nella sperimentazione umana e nell’eugenetica high-tech».