Gli atei dell’Uaar contro i “soldi alle scuole private cattoliche”. Ma non serve la fede per capire questi numeri

L’Associazione degli atei e degli agnostici razionalisti parla del referendum di Bologna. Ma i numeri sono numeri, e non serve essere dei bigotti baciapile per comprenderli

Non occorre essere né atei né agnostici per saper leggere i dati riassunti in un grafico. Ma dovrebbero almeno saperlo leggere, un grafico, gli aderenti dell’Uaar, l’Associazione degli atei e degli agnostici razionalisti, che ieri hanno diramato un chilometrico dispaccio per prendere posizione, in occasione dell’imminente Referendum di Bologna, contro «gli ingenti contributi alla scuola privata dell’infanzia» da parte del Comune. E fa niente se «gli ingenti contributi» in questione, destinati a 27 asili su 127, sono solo il 2,9 per cento del totale stanziato dall’amministrazione per le scuole dell’infanzia, poco più di un milione di euro sugli oltre 37 milioni complessivamente spesi.

PRIMA I NUMERI. Sono 103, e non 423 (tanti erano a settembre), i bambini che attualmente si trovano in lista d’attesa per un posto all’asilo. Quelli dell’Uaar, però, preferiscono parlare di bambini «senza una scuola dell’infanzia pubblica disposta ad accoglierli», dimenticandosi, tra l’altro, di dire che, a Bologna, i posti liberi sono 179 (29 negli asili statali, 55 in quelli comunali paritari e 95 in quelli privati paritari).

MEZZE VERITÀ. Con il milione di euro destinato alle scuole paritarie, continua l’Uaar, si «potrebbero ottenere tra i 150 e i 200 posti alla scuola pubblica statale e comunale» in più. Vero. Peccato, però, che così facendo si precluderebbe la possibilità a 1.580 famiglie che hanno scelto la scuola paritaria, grazie all’esistenza della convenzione, di mandare i loro figli nelle scuole che desiderano pagando rette agevolate. Ma questi bambini all’Uaar non li contano.

STRUMENTALIZZAZIONI. Per evitare facili strumentalizzazioni della vicenda, il Comune di Bologna ha predisposto un’agile guida che spiega a tutti come si compone il modello pubblico integrato degli asili in città. E che fa vedere come e dove si generano i risparmi per la collettività e la maggiore efficienza del servizio.
Virginio Merola, il sindaco di Bologna, ha anche scritto una lettera aperta alle famiglie per spiegare loro l’importanza dell’esistenza della convenzione con le scuole d’infanzia private paritarie in città.