«Dalla manovra ci aspettiamo di più per la libertà di scelta educativa delle famiglie»
Pubblichiamo di seguito il comunicato stampa sottoscritto il 31 ottobre scorso da diverse associazioni che rappresentano famiglie, dirigenti, docenti e scuole, per rafforzare le richieste al mondo politico affinché nel testo definitivo legge di bilancio 2026, in discussione al Senato, si preveda lo stanziamento di adeguati interventi economici utili a garantire un effettivo esercizio del diritto alla libera scelta educativa.
* * *
Le associazioni firmatarie, in rappresentanza di famiglie, dirigenti, docenti e scuole, non nascondono la delusione avuta nel leggere il testo della legge di bilancio 2026, tabelle incluse, depositato in Senato per la discussione e successiva approvazione.
A seguito dei positivi interventi tenuti sia dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni sia dal ministro Giuseppe Valditara a fine estate, l’attesa era alta nella speranza di assistere ad una svolta politica che ponesse fine alla mancata attuazione del dettato costituzionale in tema di libera scelta educativa delle famiglie anche in considerazione del grande lavoro unitario svolto da tutte le associazioni del settore paritario, teso a ribadirlo.
Un convegno di matematici, anni fa, titolava: “Parlano più i numeri delle parole”!
I numeri dicono che la legge di bilancio per l’anno 2025 ha visto un incremento complessivo (aiuto alle famiglie con disabili, incremento del fondo ordinario, detrazioni per le spese scolastiche e assestamento di bilancio) di circa 125 milioni di euro.
L’attuale testo di bilancio 2026 prevede un incremento di 88 milioni complessivi di cui attendiamo specifica.
Pur riconoscendo un positivo incremento a favore delle scuole paritarie, siamo convinti che occorra un altro deciso e coraggioso passo concreto per dare alle famiglie la possibilità di scegliere la scuola ritenuta migliore per i loro figli, anche nell’ambito di una più vasta ricostruzione del patto scuola-famiglia.
Auspichiamo di poter continuare ad essere interlocutori del governo e che la discussione parlamentare porti ad un incremento di risorse che permetta l’avvio di un aiuto diretto alle famiglie, con un buono scuola nazionale.
Le recenti parole di papa Leone XIV nel documento sull’educazione Disegnare nuove mappe di speranza, dove si legge che «occorre coraggio nel garantire accesso ai più poveri, nel sostenere famiglie fragili, nel promuovere borse di studio e politiche inclusive … perché perdere i poveri equivale a perdere la scuola stessa», ci spingono a proseguire con determinazione, in una rinnovata unità associativa, la nostra battaglia civile che non è solo di rivendicazione di un diritto costituzionale ma ha un valore etico perché fatta proprio a favore delle classi più disagiate che non possono permettersi il “privilegio” di una scuola paritaria.
Auspicando di poter contare ancora sull’appoggio sia del presidente del Consiglio Giorgia Meloni, sia del ministro Giuseppe Valditara, continueremo con decisione e studieremo nuove forme di richiesta più incisive ed efficaci per perseguire l’obiettivo che il settore paritario abbia il giusto riconoscimento, cessi la discriminazione subita dalle famiglie che iscrivono i loro figli alla scuola paritaria, soprattutto le meno abbienti, attraverso azioni politiche e si stanzino risorse utili a permettere ai cittadini di poter esercitare il loro diritto costituzionale alla libera scelta educativa come previsto, in particolare dagli articoli 30 e 3 della nostra Costituzione.
Le associazioni firmatarie:
Age – Associazione italiana genitori
Non si tocca la famiglia
Aninsei
Ditelo sui tetti
Fiinsei
Nonni 2.0
Comitato politico scolastico non statale
Assonidi
Opera nazionale Montessori
Articolo 26
Confederex
Disal
Faes
Associazione nazionale Famiglie numerose
Sindacato delle famiglie
Associazione italiana maestri cattolici
Generazione famiglia
Moige
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!