Appello dei cattolici ai parlamentari: non lasciate il fine vita in mano ai giudici

Il comunicato congiunto delle 76 associazioni che hanno preso parte al convegno della Cei su eutanasia e suicidio assistito, in vista dell'”ultimatum” imposto dalla Corte costituzionale

Pubblichiamo l'”Appello al Parlamento e ai parlamentari” contenuto nel comunicato congiunto sottoscritto dalle 76 sigle promotrici con la Cei del convegno su eutanasia e suicidio assistito che si è svolto mercoledì scorso a Roma. Durante il convegno è intervento sul tema anche il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza episcopale italiana: qui il suo discorso integrale.

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Le oltre settanta associazioni partecipanti al convegno “Eutanasia e suicidio assistito: quale dignità della morte e del morire?”, l’11 settembre 2019 presso il centro congressi della Cei, in Roma, nell’avvicinarsi dell’udienza della Corte costituzionale del 24 settembre 2019, all’esito della quale – come si prospetta nell’ordinanza n. 207/18 – potrebbe venire legalizzato il suicidio anche medicalmente assistito, in quanto il Parlamento non ha legiferato sul tema nel termine assegnato,

SI APPELLANO AI PRESIDENTI DELLA CAMERA DEI DEPUTATI E DEL SENATO DELLA REPUBBLICA, NONCHÉ A CIASCUN PARLAMENTARE

affinché:

1. a prescindere da ogni opinione nel merito, non rifiutino il compito che la Costituzione ha assegnato in via esclusiva al Parlamento, come accadrebbe, invece, qualora la disciplina sulla liceità o meno del procurare la morte a una persona, anche a mezzo di assistenza sanitaria, non derivasse da un voto di Camera e Senato, unici rappresentanti di quella sovranità popolare che dà esistenza stessa alla Repubblica italiana;

2. in ogni caso rappresentino alla Corte costituzionale la necessità che il prossimo 24 settembre l’udienza sia differita, atteso che disciplinare la vita e la morte e con esse la funzione e il senso stesso del Servizio sanitario nazionale sono questioni da inserire in un dibattito parlamentare ampio e consapevole, nei tempi che si renderanno necessari a Camera e Senato senza compressioni esterne, e ciò persino a prescindere dalla oggettiva limitazione dei calendari del legislatore a causa delle sopravvenute urgenze istituzionali emerse nella corrente estate;

3. convengano che il tema dell’eutanasia non può dipendere dalle occasionali maggioranze politiche, bensì all’autonomia di giudizio e alla libera coscienza di ciascun rappresentante della sovranità popolare, al fine di consentire che i lavori, il dibattito e il confronto parlamentari siano sostenuti da una forte e trasparente tensione di ciascuno alla verità delle scelte antropologiche e di significato del Ssn, che saranno compiute;

4. considerino che un serio riscontro alle problematiche poste nell’ordinanza n. 207/18 della Corte costituzionale appare possibile modulando più articolatamente le fattispecie penali dell’art. 580 c.p., nonché valorizzando più congruamente la risorsa delle cure palliative.

Roma, 11 settembre 2019

Foto Felipe Caparros/Shutterstock