Ancora un egiziano accusato di blasfemia. Libertà di espressione a rischio?

Inizia domani il processo ad Albert Saber, egiziano arrestato il 13 settembre scorso ed accusato di blasfemia. Associazioni per i diritti umani affermano che la polizia l’ha arrestato senza mandato e picchiato.

Inizia domani il processo ad Albert Saber, egiziano arrestato il 13 settembre scorso ed accusato di blasfemia per avere pubblicato sulla sua pagina Facebook il video del film “L’innocenza dei musulmani”, che ha scatenato la violenta reazione degli islamici in tutto il mondo arabo.

ARRESTO SENZA MANDATO. Albert Saber, laureato in scienze informatiche, è stato denunciato dal suo vicino di casa ma diverse associazioni per i diritti umani hanno protestato affermando che la polizia l’ha arrestato senza un mandato e picchiato durante l’interrogatorio. Secondo l’accusa Saber avrebbe anche promosso su Facebook l’ateismo, insultando sia l’islam che il cristianesimo. La madre di Saber sostiene che suo figlio non ha fatto niente del genere.

ALTRE CONDANNE. Il caso è scoppiato una settimana dopo la condanna a sei anni di carcere di un insegnante cristiano copto, Bishoy Kamel, per avere pubblicato su Facebook vignette irriverenti di Maometto e diffamatorie verso l’islam, per avere insultato Mohamed Safwat, che l’ha denunciato, e per avere offeso il presidente egiziano dei Fratelli Musulmani Mohamed Morsi, eletto nel 2011.

LIBERTÀ DI ESPRESSIONE. Anche tra i cristiani è in aumento la preoccupazione che la presa del potere da parte dei Fratelli Musulmani e dei salafiti in Egitto possa portare a una restrizione della libertà di espressione pari a quella degli anni del rais Hosni Mubarak. L’aumento negli ultimi mesi delle accuse di blasfemia rivolte a chiunque insulti l’islam, infatti, non fanno ben sperare.