Anche il Cipe approva il Tav, ma i No Tav tornano in piazza

A Torino la manifestazione nazionale, con l’ampia galassia del movimento No Tav e gli amministratori valsusini contrari alla Torino-Lione

Tornano in piazza insieme, sfilando oggi pomeriggio a Torino alla manifestazione nazionale, l’ampia galassia del movimento No Tav e gli amministratori valsusini contrari alla nuova Torino-Lione. Lo fanno – parole d’ordine: “Ogni euro speso per il Tav è un euro rubato a qualcosa di utile per tutti e tutte” – dopo che la magistratura ha inferto più di un colpo al fronte trenocrociato (ultime le 19 condanne, tra i cinque e gli otto mesi, per l’assalto a uno degli studi di progettazione dell’opera nell’agosto 2012) e all’indomani del via libera del Cipe.

Ieri, infatti, con la presidenza di Matteo Renzi, il Comitato interministeriale per la programmazione economica ha licenziato il progetto definitivo della tratta internazionale della Torino-Lione.
Questo “via libera” era una delle condizioni necessarie per ottenere il contributo dell’Unione Europea, che può arrivare fino al 40 per cento del costo complessivo dell’opera stimato in 8,6 miliardi. La pronuncia positiva del Cipe permette anche di sbloccare la partita delle compensazioni per il territorio.

In questo contesto il movimento, che sembra aver rinserrato le fila con gli amministratori, che non cercano una piattaforma soft ma accolgono integralmente la linea dura, deve dimostrarsi in vita. Difficile, però, che la partecipazione si avvicini a quella dei momenti d’oro. Si parla di “sistema Tav” e di “costruzione del nemico”. Attacco frontale, insomma, a politica e magistratura. Aderiscono anche Legambiente e Cgil. Quest’ultima sempre più coinvolta nella costruzione di un’area critica.

Non mancano le preoccupazioni per l’ordine pubblico, anche perché gli organizzatori puntano non poco sulla rabbia sociale. Accusando il governo di non individuare le giuste priorità. Pensano alla Tav, scrivono gli organizzatori, “quando ogni volta che piove ci tocca contare le vittime dell’incuria del territorio, quando cade il tetto di una scuola, quando una famiglia dorme in macchina, quando si taglia sul trasporto pubblico ma aumenta il biglietto per bus e tram, quando senza soldi non ci si può curare”.