Adele, tutti hanno diritto a una biografia non autorizzata

Anche la persona apparentemente più impeccabile nasconde un segreto, e se si tratta di una personaggio famoso state pur certi che verrà raccontato in una biografia non autorizzata che farà infuriare il suo entourage e il diretto interessato. Smentire non servirà a niente, saranno le copie vendute a contare di più. A finire nel mirino editoriale è Adele, la cantante di successo più in vista del momento, la più premiata, la più invidiata, pur avendo solo 24 anni. La biografia è firmata dalla penna del giornalista del New York Times Marc Shapiro.

Il giornalista racconta della lotta durissima della cantante contro l’abuso di alcol, di cui pochi erano a conoscenza e in cui la cantante è incappata durante il primo tour, di quella volta in cui non riusciva a proseguire a cantare e offuscata dalla sua dipendenza non ricordava le parole delle sue canzoni. Il libro parte dall’infanzia di Adele, sempre vissuta nei sobborghi a nord di Londra, badata solo dalla madre single perché suo padre le aveva abbandonate quando la piccola aveva solo tre anni. Un fatto che l’ha molto segnata, ma non tanto quanto la delusione d’amore provata qualche anno fa, che ha dato vita all’album 21, quello dei record. E arriva fino alla sofferenza fisica dei problemi alle corde vocali, le emorragie, la paura di perdere quella voce da Grammy e capace di svegliare una bambina dal coma.

Charlotte, sette anni, del Lancashire, infatti era in coma da più di una settimana a causa di un’emorragia cerebrale per via di un incidente. Quando alla radio che sua mamma teneva sempre accesa sul comodino per farle compagnia trasmettono Rolling in the deep, il primo singolo di 21, Charlotte apre gli occhi e sorride a sua mamma. Da lì in poi le sue condizioni sono andate migliorando. Vincere sei grammy e avere proprietà miracolose non è davvero da tutti.