Ottantadue candele. Come i bambini non nati ogni giorno per l’aborto. La Messa del cardinale Pell

Con un gesto fortemente simbolico, il cardinale australiano ha voluto ricordare quanti figli non vengono alla luce ogni giorno nel Nuovo Galles del Sud

Una Messa per i bimbi non nati a causa dell’aborto. L’ha celebrata il 13 settembre il cardinale arcivescovo di Sydney, George Pell (nella foto con Benedetto XVI), confermando «un appuntamento liturgico del calendario dell’arcidiocesi fortemente voluto, già l’anno scorso, dal porporato, e ispirato alla messa di Requiem per la vita nascente dell’arcidiocesi di Los Angeles».
Anche nel 2014, dunque, l’arcidiocesi di Sydney ha voluto ricordare i bambini australiani che non hanno potuto vedere la luce a causa dell’aborto, con una solenne celebrazione eucaristica nella cattedrale di Saint Mary, presieduta personalmente dal cardinale Pell che, con questa iniziativa, si conferma come uno dei porporati più alle battaglie pro life. Nel recente volume God and Caesar: Selected Essays on Religion, Politics, and Society (Connor Court Publishing/Catholic University of America Press, 2007), il cardinale Pell aveva già fissato in termini molto chiari il corretto modo d’impostare il rapporto fra legge e morale. Nel primo dei dieci saggi che compongono il libro, infatti, il porporato ha ribadito, in accordo alla dottrina cattolica tradizionale, che la legge morale naturale deve essere applicabile e deve essere applicata a tutti, quali che siano i convincimenti personali. E, ciò, cominciando da quello che è il primo dei diritti umani, cioè il diritto alla vita dell’essere umano innocente.

OTTANTADUE. Per evidenziare nel modo più efficace questa sacrosanta esigenza della convivenza sociale, nella celebrazione pro life di Saint Mary, il cardinale ha voluto anche quest’anno che, all’interno della cattedrale, 82 candeline fossero accese a rappresentare il numero di bambini non nati ogni giorno nello Stato australiano del Nuovo Galles del Sud (New South Wales). Va comunque precisato che, la messa, che è stata concelebrata da numerosi sacerdoti, ha voluto ricordare non solo i bambini non nati, ma anche offrire preghiere, consolazione, conforto, compassione e guarigione a tutti coloro che sono stati feriti dalla tragedia dell’aborto. Durante la celebrazione, le 82 candeline sono state portate in processione davanti all’altare dai rappresentanti delle scuole cattoliche, delle cappellanie universitarie, delle parrocchie, dei movimenti pro vita e dei gruppi di sostegno alla gravidanza. Dopo la processione, le luci delle candele sono state spente e sono stati osservati 82 secondi di silenzio durante i quali tutti si sono inginocchiati spontaneamente a pregare per ricordare i bambini.

IL PEGGIORE RELATIVISMO. Nel suo magistero episcopale il cardinale Pell è spesso uso a richiamarsi all’insegnamento sociale di papa Giovanni Paolo II, in particolare osservando con lui che le democrazie contemporanee stanno presentando sempre più difficoltà ed ostacoli a difendere i diritti finendo per trovarsi in una situazione in cui le questioni fondamentali vengono affrontate nel modo più arbitrario ed assecondando logiche puramente individualistiche. Quando la libertà è esaltata come un valore assoluto privo di ogni limite, ripete spesso l’arcivescovo di Sidney, essa finisce per degenerare nel peggiore relativismo. A sua volta, questo trasforma la legge da elemento di tutela a forza di distruzione della vita e della società.