A scuola, un welfare mai visto

Di Redazione
12 Agosto 2026
Per la prima volta oltre 1,2 milioni di lavoratori scolastici avranno una assicurazione sanitaria gratuita: il ministero dell'Istruzione guidato da Valditara firma un accordo da 320 milioni di euro, senza precedenti nella pa per numero di beneficiari e capitale investito
Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara insieme ad alcune maestre di una scuola romana durante la presentazione della mostra Radio is great 4 kids al polo espositivo La Vaccheria, Roma 3 ottobre 2024
Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara insieme ad alcune maestre di una scuola romana (foto Ansa)

Per la prima volta nella storia della pubblica amministrazione italiana, un intero comparto – quello scolastico, oltre 1,2 milioni di persone tra docenti, personale amministrativo, tecnico e ausiliario, dirigenti – avrà una copertura sanitaria integrativa gratuita. Il contratto è stato sottoscritto dal ministero dell’Istruzione e del Merito: non un bonus una tantum, ma un’assicurazione con un massimale complessivo di 600mila euro, che copre chirurgia complessa, oncologia, maternità, non autosufficienza. Per numero di beneficiari e capitali investiti, non ha precedenti nella pa.

L’operazione vale 320 milioni di euro ed è stata aggiudicata tramite Consip a un raggruppamento temporaneo di imprese composto da UniSalute, Intesa Sanpaolo Protezione e Poste Assicura, al termine di un bando lanciato dal ministero dell’Istruzione e del Merito a gennaio 2026. Il contratto è ora all’esame della Corte dei conti; una volta registrato — la previsione è per settembre — partirà una campagna di adesione su scala altrettanto inedita: 1,25 milioni di email agli indirizzi istituzionali di tutto il personale, a tempo determinato e indeterminato.

Perché aderiranno quasi tutti

L’adesione resta formalmente facoltativa, ma la gratuità la rende di fatto scontata: è ragionevole aspettarsi un’adesione vicina alla totalità della platea. Il meccanismo cambia a seconda del profilo contrattuale. Chi ha un posto a tempo indeterminato attiva la polizza una sola volta, al primo accesso, e resta coperto per l’intero quadriennio su cui è costruito il contratto. Chi lavora con incarichi a termine — fino al 30 giugno o al 31 agosto — deve invece rinnovare il consenso ogni anno, insieme alla firma del nuovo contratto. Raccolti i consensi, i dati confluiscono in un registro gestito da UniSalute, capofila del raggruppamento, che diventa il punto di riferimento operativo per l’attivazione delle prestazioni.

Il ministero si è tenuto un margine di sicurezza, fissando un tetto a 1,4 milioni di lavoratori coperti, per assorbire eventuali nuove assunzioni a tempo indeterminato non ancora contabilizzate al momento della firma. Il perimetro dei beneficiari comprende docenti, personale tecnico-amministrativo-ausiliario, dirigenti scolastici, dipendenti del ministero centrale e periferico, personale in distacco.

Chirurgia, maternità, prevenzione, non autosufficienza

Il pacchetto di prestazioni si muove su due binari. Da una parte gli eventi di salute più gravi: interventi chirurgici complessi, con copertura estesa non solo alla degenza e all’équipe medica ma anche alle cure nei novanta giorni precedenti e successivi al ricovero, e un capitolo dedicato alla maternità, con rimborsi fino a 2.500 euro per un parto naturale in struttura privata e 4.000 euro per un cesareo. Dall’altra la prevenzione: una visita specialistica e una seduta di igiene orale gratuite ogni anno, un programma di prevenzione cardiovascolare, screening oncologici differenziati per genere.

Chiude il quadro un sostegno alla non autosufficienza permanente – 500 euro al mese per quattro anni, a copertura delle spese socio-assistenziali – oltre a una scontistica dedicata ai dipendenti scolastici su tutte le prestazioni sanitarie non incluse nella polizza base. Se il calendario annunciato terrà, la copertura diventerà operativa a ottobre, con un vademecum messo a punto dal consorzio assicurativo per orientare il personale tra le diverse prestazioni.

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Il welfare secondo Valditara

La polizza sanitaria si inserisce in una strategia di welfare per il personale scolastico costruita negli ultimi anni dal ministro Giuseppe Valditara, fatta di agevolazioni sui trasporti, sconti su beni e servizi, un Piano casa per chi cambia sede di lavoro. Annunciando la misura, il ministro ha rivendicato questa coerenza: «Non solo abbiamo rinnovato tre contratti, con aumenti per 416 euro complessivi mensili, ma abbiamo investito per costruire un sistema di welfare moderno e strutturato che valorizza il fondamentale ruolo svolto dal personale scolastico».

Non sono mancate negli ultimi mesi anche importanti misure rivolte alle famiglie e agli studenti. La più decisiva: il buono scuola. A dicembre 2025 il Senato ha approvato infatti, nell’ambito della manovra 2026, un emendamento – primo firmatario la senatrice Maria Stella Gelmini – che stanzia 20 milioni di euro per il 2026 per un contributo fino a 1.500 euro per studente, riservato alle famiglie con Isee basso che scelgono una scuola paritaria di primo grado o il primo biennio delle superiori. Valditara lo ha definito «il coronamento di una battaglia di libertà portata avanti da tutti i partiti di centrodestra da 30 anni a questa parte»; il decreto attuativo è stato firmato a inizio luglio 2026.

Sempre nella manovra 2026 figura un ulteriore stanziamento di 20 milioni di euro per l’acquisto di libri di testo destinato alle famiglie meno abbienti. A maggio 2026, il ministro ha firmato un decreto da 300 milioni per il Piano Estate, destinato a finanziare l’apertura estiva delle scuole: l’obiettivo dichiarato è «rendere la scuola un luogo di aggregazione» per i ragazzi che d’estate perdono un punto di riferimento, con un sostegno concreto alle famiglie che lavorano. Via libera, infine, approvata dal Senato il 4 giugno scorso, alla legge sul consenso informato: «Tuteliamo i bambini, ridiamo voce ai genitori».

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