Dalle elezioni in Etiopia ai festeggiamenti per gli ottant’anni della Rupubblica. Dalle primarie negli Stati Uniti alla giornata della bicicletta. E un appuntamento a Spoleto con una novella di Čechov
Lunedì 1 giugno
Dopo le elezioni farlocche del 2021, l’Etiopia torna a votare. Si va alle urne tra conflitti interni (Amhara, Oromia, Tigray) e ai confini (Somalia, Eritrea, Sudan). Il primo ministro Abiy Ahmed del Partito della Prosperità è ottimista per la sua democrazia. Non molti osservatori lo sono. Come in diversi stati africani la corruzione domina il sistema politico, la via di una modernizzazione, che superi i deficit anche antropologici della società etiope nonché le eredità paleo e neocolonialistiche, non è ancora ben visibile. E gli stretti legami, come avviene in tutto il Global South, con Pechino la rendono ancora più difficile.
Martedì 2
La Repubblica fa 80 anni: i primi 46 sono stati difficili (Guerra fredda, mafie, terrorismi di destra e di sinistra, debito pubblico, corruzione) ma hanno visto una classe politica spesso di qualità che ha aiutato l’Italia a trasformarsi da agricola-industriale a industriale-agricola facendone la quinta potenza economica mondiale. Dopo i...
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