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Chi crolla prima, perde. L’economia deciderà la guerra tra Usa e Iran

Di Rodolfo Casadei
14 Maggio 2026
Il blocco navale americano danneggia Teheran, ma il regime può andare avanti per mesi, se non anni, con le riserve valutarie. Intanto sui conti delle famiglie americane il conflitto inizia a pesare
Un cartellone di propaganda a Teheran mostra la bocca di Trump tappata dalla chiusura dello Stretto di Hormuz da parte del regime iraniano
Un cartellone di propaganda a Teheran mostra la bocca di Trump tappata dalla chiusura dello Stretto di Hormuz da parte del regime iraniano (foto Ansa)

Donald Trump e il regime iraniano respingono le rispettive proposte di accordo di pace perché entrambi ritengono di essere in grado di strangolare economicamente l’avversario. Dei due contendenti sicuramente il più preoccupato è Trump, perché un risultato molto negativo per i Repubblicani alle elezioni per il Congresso di novembre in conseguenza di una mancata stabilizzazione della situazione nelle prossime settimane lo trasformerebbe, secondo il lessico politico americano, in un'"anatra zoppa", un presidente dai poteri ridotti perché non può più garantirsi l’appoggio parlamentare a quei provvedimenti che non può decidere da solo. L'Operation Economic Fury americana Per costringere Teheran a piegarsi gli Usa hanno sin dall’inizio abbinato ai bombardamenti una serie di provvedimenti volti a provocare il collasso dell’economia iraniana sotto il nome di Operation Economic Fury. L’operazione, coordinata dal ministero del Tesoro americano, mira ad azzerare le entrate dall’export petrolifero...

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