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«La campagna per il no al referendum è piena di balle»

Di Francesco Amicone
26 Febbraio 2026
«Non è destra contro sinistra. La separazione delle carriere divide chi giudica da chi accusa». Il direttore del Tempo Daniele Capezzone smonta le bugie di chi si oppone alla riforma Nordio
Protesta dell’Anm davanti al Palazzo di giustizia a Milano contro la riforma Nordio per la separazione delle carriere dei magistrati tra giudici e pm, 10 giugno 2025. Al centro della foto (Ansa), Cesare Parodi, presidente dell’associazione
Protesta dell’Anm davanti al Palazzo di giustizia a Milano contro la riforma Nordio per la separazione delle carriere dei magistrati tra giudici e pm, 10 giugno 2025. Al centro della foto (Ansa), Cesare Parodi, presidente dell’associazione

«La separazione delle carriere è la naturale evoluzione della riforma del codice di procedura penale del 1989» osserva Daniele Capezzone. Il direttore del Tempo, con trascorsi nel Partito radicale e Forza Italia, si è speso a favore della separazione dei magistrati fra giudici e pubblici ministeri già da parlamentare. A Tempi dice che la nuova riforma voluta dal ministro della giustizia Carlo Nordio «dovrebbe avere consenso trasversale ed essere supportata da destra e sinistra. Invece si assiste ai soliti giochini…».

La separazione delle carriere dei magistrati non è solo un tema di destra?
Anche il padre della riforma del codice di procedura penale Giuliano Vassalli (socialista, ndr) era a favore della separazione delle carriere. Purtroppo, c’è un tentativo di occultamento storico. Una sinistra un po’ disperata cerca il muro contro muro, la rissa da stadio, perché sa che esistono persone nel suo schieramento a favore del sì. Ci sono fratture e vogliono bloccare i loro elettori.

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C’è chi obietta anche sul nuovo metodo elettivo del Consiglio superiore della magistratura.
È da 20 anni che si sostiene che il sistema delle correnti non va bene. E il sorteggio dei componenti del Csm è un meccanismo spazza-correnti. Non vogliamo più smontarle?

Secondo alcuni sondaggi, il fronte del “sì” al referendum sarebbe un po’ in sofferenza.
Il centrodestra dovrebbe disarticolare lo schema “sinistra contro destra” e avvicinare la giustizia alle persone con racconti “caldi” sugli episodi di malagiustizia, evitando discorsi troppo tecnici.

Perché i magistrati dovrebbero avere carriere separate?
Nello sport ci sembra assurdo che un arbitro possa essere un giocatore della squadra dell’avversario. Dovrebbe essere diverso in un procedimento penale? Non ho capito perché per un incarico pubblico bisogna firmare molte carte su conflitti di interesse, pratiche su pratiche, se poi chi giudica è collega di chi accusa.

Un esempio del problema in concreto?
È da anni che in Italia si discute il tema del giudice delle indagini preliminari “catturato” dal pm. Il gip accoglie la maggior parte delle richieste di chi indaga. La separazione delle carriere rafforza l’indipendenza del giudice.

La paura maggiore, viene detto, è il possibile asservimento del pm all’esecutivo.
È un processo alle intenzioni. Una polemica su qualcosa che non è vero. La campagna del “no” è piena di balle.

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In fase investigativa il pm è “super partes”. Non è un po’ un giudice anche lui?
Occorre che il cittadino e l’indagato abbiano chiaro che la sua tesi è quella accusatoria. Invece si sa come funziona. Appena arriva un avviso di garanzia dal pm significa automaticamente condanna.

E questo succede perché il pm viene visto dai cittadini come un giudice?
Ha la medesima carriera di chi giudica… ma non è solo un meccanismo psicologico. Qualche anno fa l’Unione delle camere penali ha svolto una ricerca sulla copertura mediatica durante la fase investigativa di un procedimento e si è scoperto che chi indaga ha l’80 per cento dell’attenzione dei media. Così l’opinione pubblica tende ad avvallare la tesi dell’accusa.

Lo spazio dedicato all’accusa però dipenderebbe dai media.
Anche dal sistema. Si conosce il meccanismo. Il gip autorizza gli arresti domiciliari. Clamore mediatico. C’è una conferenza stampa della Procura. Si fanno nomi, si pubblicano intercettazioni, si scredita… per tre, quattro mesi, la difesa non tocca palla.

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