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Referendum Giustizia. Finiamo il lavoro

Di Emanuele Boffi
23 Febbraio 2026
La separazione delle carriere garantirà «che accusa e difesa siano sullo stesso piano e che il giudice sia davvero terzo tra loro». L’ex presidente della Consulta Antonio Baldassarre spiega il suo “sì” al referendum: «Mi stupisco che l’Anm usi slogan falsi per il “no”»
Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio (Foto Ansa)
Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio (Foto Ansa)

Antonio Baldassarre, presidente emerito della Corte Costituzionale, ha aderito al comitato “Per un giusto sì” che riunisce oltre cinquanta personalità del mondo cattolico favorevoli alla riforma Nordio in vista del referendum che si terrà il 22 e 23 marzo. Ha scritto sul Giornale il politologo Giovanni Orsina: «Quando, la primavera prossima, voteremo al referendum sulla riforma costituzionale della giustizia che ha appena completato il suo iter parlamentare, ci troveremo a dare tre voti in uno. Il primo sarà sul merito della riforma. Il secondo sul rapporto fra politica e magistratura. Il terzo, purtroppo ma inevitabilmente, sarà un voto politico pro o contro il governo Meloni. Ciascun elettore dovrà innanzitutto decidere quale peso dare a questi tre elementi». Si ritrova in una delle tre posizioni? Se sì, quale? Oppure è un altro il motivo che la spinge a votare al referendum?Mi ritrovo nella prima posizione, io voterò sul merito della riforma. Anche perché credo che la separazione de...

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