La rivolta sociale promossa dalla Cgil, le rivendicazioni autolesioniste come la patrimoniale, le responsabilità di Landini e Schlein. Rassegna ragionata dal web
Il segretario generale della Cgil Maurizio Landini (foto Ansa)
Su Strisciarossa Alessandro Genovesi scrive:
«Uno sciopero per cambiare una legge finanziaria che non risponde ai bisogni del paese, dei lavoratori, dei pensionati, dei giovani e delle stesse imprese che vogliono competere nel mondo. Uno sciopero contro il governo e le sue politiche sistematicamente volte ad allargare la forbice sociale, indebolire i presidi pubblici, ridurre gli investimenti strategici in produzioni che non siano finalizzate ad una corsa al riarmo che, in Italia e in Europa, non conoscevamo (per dimensioni e incidenza sul Pil) dai tempi dell’ultimo conflitto mondiale. Troppe fabbriche stanno chiudendo, troppi settori economici sono in sofferenza, troppi lavoratori rischiano la cassa integrazione per l’assenza di una politica industriale all’altezza delle sfide globali, del passaggio alle nuove energie, dell’utilizzo dell’Ai e dell’Internet delle cose. Quello della Cgil sarà uno sciopero politico, nel senso pieno della parola, perché si punta a cambiare una serie di p...
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