Perché Torino è la sede perfetta per le Finals di tennis

Di Sandro Bocchio
08 Novembre 2025
Inizia il torneo con i migliori del mondo, un evento che si respira in tutta la città come da nessuna parte al mondo. «In futuro a Milano? Partita complessa». Intervista a Pietro Garibaldi
Una grande pallina da tennis in piazza San Carlo, a Torino, durante le Atp Finals 2024
Piazza San Carlo, a Torino, durante le Atp Finals 2024 (foto Ansa)

«Quando cammini per Torino si respira l’evento tutta la settimana, cosa che ho visto raramente in altre città del mondo». Le parole di Andrea Gaudenzi, presidente Atp, spiegano al meglio il legame creatosi tra le Nitto Atp Finals e Torino. Il legame ma anche il successo, come raccontano i dati. Secondo il report di Boston Consulting Group l’edizione 2024 ha avuto un impatto economico di 503 milioni di euro, con un incremento del 60 per cento rispetto al 2023.

I numeri da record delle Atp Finals di Torino

Per quella dal 9 al 16 novembre si profilano altri numeri da record, grazie anche alle modifiche dell’allestimento nella Inalpi Arena, 700 nuovi posti che hanno portato la capienza a 13mila persone. Alla vigilia dell’evento sono stati venduti oltre 200mila biglietti mentre è stimata in quasi 400 milioni di telespettatori l’audience globale degli incontri che metteranno di fronte gli otto “maestri” del tennis (oltre alle otto coppie di doppio), in quello che dovrebbe risolversi come l’ennesimo duello del 2025 tra i due dominatori del ranking: Jannik Sinner e Carlos Alcaraz.

Torino ospita per il quinto anno consecutivo la finale dell’evento nato nel 1970. E se le prima edizione fece i conti con le restrizioni dovute alla pandemia di Covid-19, le successive hanno visto un successo crescente, che ha portato quasi al 100 per cento la percentuale di riempimento dell’impianto. Con benefici allargati alla città.

Il tennista italiano Jannik Sinner, a sinistra, e il tennista spagnolo Carlos Alcaraz, a destra, si scattano un selfie al termine dell'allenamento di venerdì 7 novembre a Torino
Jannik Sinner, a sinistra, e Carlos Alcaraz si scattano un selfie al termine dell’allenamento di venerdì 7 novembre a Torino, dove i due saranno impegnati nelle ATP Finals (foto Ansa)

E adesso il tennis tira più della Juve

«L’effetto reputazionale come brand è impressionante – sottolinea a Tempi Pietro Garibaldi, professore ordinario di Economia politica all’Università di Torino –, ogni appassionato di tennis associa le Nitto Atp Finals a Torino. Prima capitava quando la Juventus andava bene in Europa, ma il tennis è più neutro e si trasforma in un volano pazzesco. L’impatto economico è molto forte in termini di turismo per alberghi e ristoranti. I posti di lavoro ci sono, pur temporanei, con una ripetizione annuale».

Gli effetti sul turismo, dice, «si mantengono di più perché chi viene qui scopre una città straordinaria. Viviamo l’eredità di una company town, determinata dalla Fiat. Chi non conosce Torino non ha aspettative alte. Poi scopre il centro, cammina in una realtà a misura d’uomo e se ne innamora. Perché la città offre esperienze positive tra musei, palazzi e chiese. Sono coordinatore del Festival internazionale dell’economia, accolgo professori da tutto il mondo, tutti mi dicono come Torino sia bella e godibile, e lo raccontano in giro».

Lo Sporting, la “casa” dei giocatori

Pietro Garibaldi durante la giornata inaugurale del Festival Internazionale dell'economia presso il teatro Carignano, Torino, 30 maggio 2024
Pietro Garibaldi durante la giornata inaugurale del Festival Internazionale dell’economia, 30 maggio 2024 (foto Ansa)

Garibaldi è coinvolto in prima persona nell’evento come presidente del Circolo della Stampa-Sporting, a pochi passi dalla Inalpi Arena. Durante l’anno è uno dei luoghi cittadini privilegiati per sport e vita all’aria aperta, nei giorni delle Finals è la “casa” dei giocatori. «Una casa che gli piace molto», osserva. «Lo Sporting è un circolo, quindi non un luogo artificiale e anonimo, interamente dedicato a loro. Possono allenarsi nella tranquillità del Training center. I torinesi lo chiamavano il capannone, aveva i campi in terra rossa. Lo abbiamo trasformato, stendendo la stessa superficie delle Finals. Quando il direttore degli US Open venne qui, disse solo: “Wow, che bello!”. Il Training center è l’icona dell’evento. Abbiamo anche restaurato la Club house per i finalisti e le loro famiglie, possono passeggiare in un circolo immerso nel verde».

Chi pensa a possibili lamentele dei soci, si sbaglia: «Abbiamo pensato anche a loro, in questi giorni fruiscono dello Sporting in modi diversi, interagendo con discrezione con i tennisti. Capita di vedere Sinner giocare a pallone con i ragazzini». E ritorna il concetto di Gaudenzi: «Questi campioni capiscono che la città è totalmente dedicata alle Finals. Nell’immensità di Londra gli abitanti non si rendevano conto che ci fosse l’evento. Qui investe tutta Torino, città accogliente, luogo di cultura e di passione». E che dovrà vedersela con Milano.

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Il futuro delle Atp Finals è a Milano?

Le Nitto Atp Finals sono assegnate all’Italia fino al 2030. Torino le ospiterà ancora l’anno prossimo, poi dovrebbero trasferirsi in Lombardia nella nuova Arena Santa Giulia da 16mila posti: «Ma la partita è complessa», conclude Garibaldi, «e riguarda tutti gli attori in gioco. In questo momento sono cautamente più ottimista su Torino perché quanto successo con il contributo pubblico per il finanziamento delle Finals, legato alla partecipazione dei rappresentanti del governo all’interno della Commissione tecnica, ha creato un po’ di spavento e malumore in Federtennis e Atp. Potrebbe influenzare il passaggio a Milano».

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