Dovevano salutare già quattro anni fa, ma sono pronti a sfidarsi ancora, dopo avere portato il calcio europeo oltre i propri limiti e cambiato il modo in cui si racconta questo sport. E adesso?
Neymar Jr., Lionel Messi e Cristiano Ronaldo disegnati in un murale a Karachi, in Pakistan (foto Ansa)
C’è una storia che questa Coppa del mondo non potrà esimersi dal raccontare. Indipendentemente da chi sarà ad alzare il trofeo sotto il cielo americano. Perché il Mondiale che si espande dall’Atlantico al Pacifico si porterà via proprio quei giocatori che hanno spinto il calcio europeo oltre i suoi stessi limiti. È una questione indifferibile e ineluttabile, che costringe a fare i conti con il concetto di vecchiaia e di obsolescenza. Ma anche con quello di mancanza. Da un punto di vista tecnico, ma soprattutto narrativo.
Negli ultimi 20 anni Lionel Messi e Cristiano Ronaldo hanno cannibalizzato il loro stesso sport. L’argentino e il portoghese non si sono limitati a monopolizzare la narrazione sportiva, ne hanno stravolto le regole. La loro rivalità ha assunto i contorni della guerra di religione. Fino a renderli alternativi. I fedeli di uno non potevano simpatizzare anche per l’altro. La loro immedesimazione con il Barcellona e il Real Madrid ha elevato a sistema questa dicotomia, po...
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