Il presidente del Senato Ignazio La Russa (foto Ansa)
Il presidente del Senato Ignazio La Russa (foto Ansa)segna
Sugli Stati generali Jacopo Tondelli dice: «Decisamente meno positivo, invece, è doversi confrontare ancora una volta, con le uscite da bar malfrequentato da relitti sanbabilini degli anni Settanta proferite naturalmente da Ignazio La Russa. Non facesse di mestiere il presidente del Senato, cioè la seconda carica dello Stato, potremmo alzare le spalle e dire: “Va beh, ma è La Russa, che cosa vi aspettate?”. Solo che di mestiere, adesso, non fa più il capo di una corrente nostalgica del fascismo in un partito pieno di ex fascisti, e non è più nemmeno l’uomo di fiducia di Salvatore Ligresti che taglia e cuce tra Roma e Milano, tra la consulenza legale e il lobbismo politico. Adesso in teoria ha proprio cambiato mestiere, e dovrebbe saperlo anche lui, che del suo “uomo di parte” ha fatto rivendicazione in un lungo discorso d’insediamento che sembrava pronunciato e scritto al più tardi nei primi anni Ottanta del Novecento e invece...
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