Ma chi comanda all’Onu? Ormai non ci sono più dubbi: l’Arabia Saudita

Chi comanda alle Nazioni Unite? L’Arabia Saudita. Ć questa l’unica conclusione possibile dopo le ultime vergognose decisioniĀ del Consiglio per i diritti umani dell’Onu, presieduto proprio da Riyad. Da una parte, con una mozione ha condannato Russia e Iran per il loro intervento in Siria, dall’altra ha fatto sparire nel nulla la richiesta di inviare una missione in Yemen per verificare i responsabili delle violazioni dei diritti umani.
LE ACCUSE DI PUTIN. Dopo che il presidente Vladimir Putin ha apertamente accusato Arabia Saudita e altri paesi della Regione di finanziare l’Isis, ieri Riyad ha fatto approvare a tutto il Consiglio Onu per i diritti umani una mozione che accusa Iran e Russia di Ā«favorire il cosiddetto Stato islamico e altri gruppi terroristici, come il Fronte al-Nusra (fazione siriana di Al-Qaeda, ndr)Ā». Lo scopo politico della mozione ĆØ chiaro: al Re Salman non va giù che la Russia sia intervenuta in Siria, impedendo la caduta del governo di Bashar al-Assad e preservando cosƬ ilĀ governo sciita nemico dei sunniti sauditi.
TRAGEDIA YEMEN. Al contrario, gli sceicchi hannoĀ fatto orecchie da mercante sullo Yemen, che non rientra certo tra le prioritĆ mondiali, maĀ nel paese della Penisola arabicaĀ sono morte 5.700 personeĀ dal 26 marzo, giorno in cui ĆØ cominciata l’offensiva dell’Arabia Saudita perĀ eliminare i ribelli sciiti Houthi, che avevano conquistato il potere con la forza.
Su 5.700 vittime, ricorda il New York Times, almeno la metĆ sono rappresentate da civili, tra i quali 830 donne e bambini. La coalizione saudita guidata da Riyad, e appoggiata dagli Stati Uniti, ha prima bombardato a tappeto il paese e poi l’ha invasoĀ con truppe di terra, cacciando gli Houthi da alcune importanti roccaforti maĀ lasciando campoĀ libero per l’avanzata di Isis e Al-Qaeda, che hanno conquistato due importanti cittĆ .
EMERGENZA UMANITARIA. Ma la crisi yemenita non ĆØ finita qui: secondoĀ un rapporto delle Nazioni Unite, che ha fornito anche il dato delle vittime, su 21,2 milioni di persone ben l’82 per cento ha bisognoĀ di assistenza umanitaria. Ci sono 14 milioni che non hanno un accesso adeguato alleĀ cure sanitarie e 1,8 milioni diĀ bambini non possono andare a scuola da marzo.
VIOLAZIONI DEI DIRITTI UMANI.Ā La crisi di Sana’aĀ non ĆØ causata solo dalla guerra ma anche dalla decisione dell’Arabia Saudita di bloccare nel paese tutte le importazioni di carburante eĀ medicine. Secondo il coordinatore umanitario delle Nazioni Unite per lo Yemen, Johannes Van Der Klaauw, anche le scorte di cibo stanno per finire. Infine, ha dichiarato, 120 mila persone hanno giĆ abbandonato il paese, 2,3 milioni sono sfollate internamente e almeno 8.800 violazioni dei diritti umani si sono verificate da marzo.
ARABIA SAUDITA. Il disastro non ĆØ paragonabile in alcun modo alla guerra siriana, ma i numeri elencati dalle Nazioni UniteĀ giustificherebbero almeno un’indagine ufficiale per determinare i responsabili. Lo stesso Van Der Klaauw ha più volte chiesto alĀ Consiglio per i diritti umani dell’Onu di dare il via libera aĀ una missione nel paese, ma non se ne ĆØ mai fatto niente. Come mai? Come giĆ detto,Ā proprio l’Arabia Saudita ĆØ a capo di questo Consiglio Onu e secondo quanto dichiarato da Human Rights Watch «è la fortissima pressione di RiyadĀ» che ha affossato la proposta di avviare l’indagine. Ennesima dimostrazione che non tutte leĀ violazioni dei diritti umaniĀ sono uguali e che all’Onu comandano i petrodollari sauditi.
Foto Ansa/Ap
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Non ricordo se l’avevo giĆ detta o se era diversa, comunque la ripropongo: “hanno messo il topo a far la guardia al formaggio”