Movimento 5 Stelle. Imprenditori veneti delusi. Confartigianato: «Voto inutile»

Giuseppe Sbalchiero (Confartigianato Veneto): «Il voto di protesta si è rivelato fine a se stesso». A Parma si dimette l’assessore al Bilancio. Grillo va la mare anziché da Napolitano

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A Treviso e in molte città del veneto il Movimento 5 Stelle è passato dal 24 per cento di febbraio al 6 – 7 per cento di giugno. Ha perso tre elettori su quattro in pochissimi mesi.
Le ragioni del crollo della fiducia dei veneti, soprattutto fra i piccoli e medi imprenditori le spiega oggi su Repubblica Giuseppe Sbalchiero, presidente di Confartigianato Veneto (lui stesso alle elezioni nazionali votò il Movimento 5 Stelle).
«Il voto di protesta si è rivelato fine a se stesso, quindi inutile» commenta Sbalchiero. «In tantissimi, tra i nostri associati diedero il loro voto a Beppe Grillo», credendo che forse sarebbe cambiato qualcosa. Invece, niente. Il voto, secondo il presidente di Confartigianato Veneto, avrebbe dovuto anche «dare un segnale forte a centrodestra e centrosinistra, per dirgli “guardate che la nostra pazienza sta finendo, datevi una mossa». Ma alla fine, «il M5S ha scelto la via del rifiutare tutto e tutti» e i veneti, come altri italiani, nelle ultime elezioni comunali hanno deciso di astenersi.

SI DIMETTE ASSESSORE A PARMA. Non solo il termovalorizzatore. AIl sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, non riesce a fermare nemmeno la partenza e le dimissioni dell’assessore al bilancio del Comune, Gino Capelli, colui che avrebbe dovuto trovare una soluzione agli 800 milioni di debiti contratti dal Comune e dalle partecipate. Pizzarotti ha dichiarato che la questione delle dimissioni «è stata concordata insieme, e insieme abbiamo provveduto a selezionare un’altra persona». Il nuovo assessore con il compito di risanare un bilancio in negativo della città emiliana è Marco Ferretti, ex consigliere di zona con Parma Civica e docente di economia all’Università di Parma.

GRILLO BIDONA NAPOLITANO. Dopo aver denunciato ancora una volta sul suo blog l’acquisto degli F35 da parte dell’Italia e l'”avocazione” della questione da parte del Consiglio Supremo della Difesa (guidato da Giorgio Napolitano), Beppe Grillo aveva chiesto al Quirinale un chiarimento sull’estromissione del parlamento dalla vicenda. Napolitano aveva subito concesso a Grillo un incontro pubblico, lo scorso venerdì alle 11,  ma il leader 5 Stelle ha chiesto di rimandare perché non ci sarebbe stato. Saltato l’incontro «per impegni privati» (il leader a 5 Stelle è stato fotografato in vacanza in Sardegna), dopodomani dovrebbe finalmente presentarsi al Quirinale insieme ai capigruppo di Camera e Senato e, forse, il guru Gianroberto Casaleggio.

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