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L’Unar colpisce ancora: sitcom gay per le scuole. Toccafondi: «Tutti dobbiamo prendere posizione. Anche il governo»

marzo 21, 2014 Benedetta Frigerio

Prodotta per le scuole una serie ambientata in un condominio “only for gays”. Intervista al sottosegretario del Miur: «L’Ufficio antidiscriminazioni deve chiarire i suoi scopi»

unar-sitcom-gay-viciniL’offensiva per introdurre la teoria del gender nelle scuole italiane non si ferma. L’ultima trovata patrocinata dall’Unar (Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali), in occasione della settimana contro il razzismo, è la proposta alle scuole di una sitcom, Vicini, in cui si parla di un condominio che accoglie le coppie omosessuali ma non le famiglie con bambini. Inoltre non si contano più ormai le proteste da parte dei genitori per il moltiplicarsi delle iniziative dell’Unar e delle associazioni Lgbt che negli ultimi mesi hanno usato la scuola per promuovere la loro agenda: pubblicazioni, convegni, giornate di formazione per insegnanti e studenti.
Per questo il sottosegretario al ministero dell’Istruzione Gabriele Toccafondi (foto sotto a sinistra) – che il mese scorso aveva già spiegato di «non sapere niente di quanto deciso da questo ufficio (l’Unar, ndr) che produce materiale per le scuole, gli studenti e gli insegnanti, con un’impronta culturale a senso unico» – ora dice a tempi.it che «bisogna che siano presi dei provvedimenti per fare chiarezza sugli scopi dell’Unar».

Lei ha chiesto il ritiro degli opuscoli dell’Unar che introducono nelle scuole la teoria del gender, però alcuni istituti (pochi per ora) li hanno già scaricati dal sito e ogni giorno vengono denunciati tentativi di imporre questa dottrina nelle scuole di tutti i gradi, compresa quella dell’infanzia. Come pensate di intervenire?
I libretti sono stati commissionati dal ministero delle Pari opportunità all’istituto Beck per una spesa di circa 24 mila euro. Alla notizia dei gravi contenuti di questi opuscoli con il ministero dell’Istruzione ho chiesto di bloccarne la distribuzione. Il problema è che qualcuno li aveva già stampati e non si può escludere che siano stati usati o che possano essere fotocopiati. La cosa grave di tutta la vicenda però sta a monte, quando queste tematiche sono state assunte come modello educativo senza il consenso dei genitori, rimasti completamente esclusi dalla cosiddetta strategia per la lotta contro la discriminazione nelle scuole.

La “Strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere (2013-2015)”, varata dall’allora ministro del Lavoro con delega alle Pari opportunità, Elsa Fornero, è stata affidata per decreto a 29 associazioni, tutte rigorosamente Lgbt, e all’Unar. Cosa c’entra un Ufficio antidiscriminazioni con l’educazione e con i cosiddetti diritti gay?
Nulla. A questo punto l’Unar deve chiarire i suoi scopi. Nato nel 2003 per via di una direttiva europea che spingeva gli Stati a combattere le discriminazioni fondate sulla razza e l’etnia, oggi si fa veicolo di tutt’altro. È chiaro che occorre educare all’accoglienza di ogni persona, combattendo ogni forma di violenza, ma ora sotto la dicitura di lotta alla discriminazione e al bullismo sta mirando a tutt’altro: all’imposizione della teoria del gender e alla promozione di nuove forme di famiglia. Ancora una volta l’Unar ha destinato alle scuole un filmato ideologico senza il consenso dei genitori, a cui per primi compete l’educazione dei figli. A maggior ragione bisogna chiedere conto all’Unar del repentino mutamento dei suoi fini.

Cosa pensano il nuovo ministro dell’Istruzione e il governo dei corsi sul gender per insegnanti e alunni che già si tengono nelle scuole, spesso all’insaputa dei genitori?
Giunto fino a qui il governo si deve esprimere sui problemi a monte, che risiedono nell’ambiguità di certi organismi come l’Unar, e poi sulle loro conseguenze che vediamo in atto. Non c’è giorno che passa in cui non ci siano genitori costretti a dar battaglia vedendo lesa la loro libertà di educazione, per altro protetta dall’articolo 30 della Costituzione. Penso all’ultimo episodio di Modena in cui si pretendeva che Vladimir Luxuria entrasse a parlare al liceo classico Muratori senza nemmeno un contraddittorio. Non si può usare la scuola così, come un campo di battaglia ideologico. Oltre al governo quindi tutti dovranno fare un passo in avanti per fermare questa invasione di campo.

Eppure gli enti locali finanziano la formazione gender delle maestre o lasciano che circolino fiabe “gay-friendly”. Il ministero dell’Istruzione interverrà anche a questo livello?
Spetterebbe agli enti locali stabilire il materiale da far entrare negli asili. Proprio per tutelare l’alleanza genitori-scuola e rendere effettiva la libertà di educazione, il ministero non può vagliare o imporre tutto quello che entra negli istituti. Anche se poi a tutto c’è un limite, davanti a cui le istituzioni devono intervenire. Quanto sta succedendo, però, dimostra che occorre che i genitori si riprendano il loro posto e che le scuole glielo diano. Anche perché chi riesce a incidere di più sono proprio le associazioni o i singoli genitori che si ribellano all’ideologia imposta. Come la mamma milanese che si è rifiutata di apporre la sua firma sul modulo che la indicava come “genitore 1”: ha dato coraggio a molti, scatenando l’emulazione. Quindi ripeto che serve una presa di posizione di ciascuno: del governo, dei ministeri, delle istituzioni locali, delle scuole e delle famiglie.

Cosa pensa che avverrà se il Senato approvasse il ddl Scalfarotto che punisce il reato di “omofobia” con il carcere?
Con tutto il rispetto per il Parlamento che sta votando la norma ora al Senato, anche qui la legge è presentata come una misura volta a contrastare la lotta alla discriminazione, ma quello che comporta è ben altro: tra le altre viene messa in discussione la libertà di espressione e quella educativa, entrambe protette dalla Costituzione.

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82 Commenti

  1. Ellas scrive:

    Per il momento, grazie a Dio, non ho figli. Quando e se mi capiterà di averne uno lo educherò a casa nel rispetto di TUTTI. E rispetto non significherà certo a chi dovrà porgere le terga.
    Rispetto è cooperazione, comprensione, tolleranza (la vera, non sta robaccia che vogiono rifilarci al giorno d’oggi) nonostante pareri diversi.

    Se il governo approva la legge scalfarotto, posso assicurarvi che le carceri saranno talmente piene che non ci sarà posto per tutti.

    • giovanni scrive:

      Se approvano la legge scalfa-rotto, il numero dei carcerati non aumenterà, tutti faranno come le tre scimmiette, non vedono, non sentono, non parlano.

  2. malta scrive:

    che la spending review si abbatta sull’unar

  3. francesco taddei scrive:

    negano la libertà di educazione negando la parità scolastica, grazie alla costituzione più brutta del mondo, poi ti obbligano alla loro educazione. violenti.

  4. Su Connottu scrive:

    Si può cambiare la foto di apertura dell’articolo?
    Capisco la quaresima, ma a tutto c’è un limite…

  5. Cisco scrive:

    Che figata il condominio gay che discrima le famiglie con bambini, educativo non c’è che dire!

  6. Daniele Ridolfi scrive:

    Il ddl Scalfarotto è palesemente incostituzionale (non serve una Laurea in Giurisprudenza per capirlo), in quanto è in contrasto con gli Articoli 21 (sulla libertà d’espressione), 29 (sul fatto che l’unica famiglia è quella naturale, cioè fondata sulla complementarietà dei sessi) e 30 (sulla libertà d’educazione dei figli) della Costituzione.
    Forse Scalfarotto ha intenzione di abrogare, oltre al Senato (Costituzione, Articoli 55 e seguenti), anche gli Articoli 21, 29 e 30 della Costituzione?

    • filomena scrive:

      Art. 29 della Costituzione:
      La repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.
      Altra cosa è dire che è fondata sulla complementarietà dei sessi. Questa è di fatto una interpretazione.

      • Giannino Stoppani scrive:

        Non ti resta che convincere la Corte Costituzionale e sei a cavallo.

      • Daniele Ridolfi scrive:

        Nell’Art. 29 la famiglia è identificata come “società NATURALE fondata sul matrimonio”.
        Quel “NATURALE” sta a significare che l’unica forma di unione che la Costituzione riconosce come famiglia è quella che avviene “SECONDO NATURA”, cioè basata su uno dei principi-cardine della biologia noto come COMPLEMENTARIETA’ DEI SESSI.
        Soltanto le unioni uomo-donna, perciò, sono naturali, mentre sono innaturali tutti gli altri tipi unione (uomo-uomo o donna-donna).
        Accusatemi pure di omofobia: ma se accusate me di omofobia, abbiare, per favore, l’onestà intellettuale di accusare anche la biologia, cioè la natura, di essere omofoba.

      • Toni scrive:

        Filomena

        l’interpretazione della costituzione obbedisce a delle regole (si… maledizione… sempre loro le regole)
        e non è soggetta al ” a me piace così! ” oppure “ognuno può avere l’ordinamento giuridico che più gli aggrada”.
        Di seguito ti riporto estratti della sentenza Corte Costituzionale n. 138 del 15 aprile 2010

        “è vero che i concetti di famiglia e di matrimonio non si possono ritenere cristallizzati con riferimento all’epoca in cui la Costituzione entrò in rigore”; “detta interpretazione, però, non può spingersi fino al punto di incidere sul nucleo della norma, modificandola in modo tale da includere in essa fenomeni e problematiche non considerate in alcun modo quando fu emanata”; “i costituenti, elaborando l’articolo 29 della Costituzione, tennero presente la nozione di matrimonio definita dal Codice Civile entrato in rigore nel 1942, che, come sopra si è risto, stabiliva (e tuttora stabilisce) che i coniugi dovessero essere persone di sesso diverso”; “questo significato del precetto costituzionale non può essere superato per via ermeneutica, perché non si tratterebbe di una semplice rilettura del sistema o di abbandonare una mera prassi interpretativa, bensì di procedere a UN’INTERPRETAZIONE CREATIVA”.

        • filomena scrive:

          A Daniele non replicò perché lui stesso si è qualificato per ciò che è.
          Per quanto riguarda Toni, la sentenza che citi ovviamente come ben sai non ha valore vincolante di legge. Inoltre è una legittima interpretazione di un giudice che potrebbe (e probabilmente ci sarà) essere molto diversa se espressa da un altro giudice. Di fatto interpretare il termine naturale intendendo la complementarietà tra sessi diversi è alquanto “tirata per i capelli” posto che questo sia un requisito essenziale nel contratto di matrimonio. Sui giusnaturalisti poi ci sarebbe molto da dire ma non è questa la sede.

          • filomena scrive:

            Toni,
            Ti ricordo poi che la costituzione è stata scritta dopo un ventennio di dittatura, ed è il frutto di una mediazione tra i cattolici e gli atei che avevano liberato il paese da Mussolini. Rispetto alla famiglia l’art. 29 inoltre sostiene che si fonda sull’uguaglianza tra i coniugi ma…nei limiti che la legge pone a salvaguardia dell’unità famigliare (vado a memoria e posso sbagliare qualche termine ma il senso è questo). A proposito di quel ma.. dall’entrata in vigore della costituzione al 1975 con la riforma del diritto di famiglia le donne di fatto non avevano uguali diritti e doveri agli uomini. Erano soggette alla potestà maritale per esempio e fino al 1981 in caso di stupro, sposando il loro violentatore veniva estinto il reato (comunque contro la morale e non contro la persona) da lui commesso. Ammetterai che questi presupposti insieme ad altri che ti potrei citare, non sono esattamente perle da affiancare ai ragionamenti che i padri costituenti hanno fatto in sede di scrittura della costituzione.

            • Toni scrive:

              Filomena
              Posso chiederti se mentre scrivi certe risposte senti un qualcosa che ti dice …..“ma a chi voglio prendere in giro? “
              La Corte non è “un giudice”, è un organo collegiale deputato principalmente a pronunciarsi sulla rispondenza della legge alla norma costituzionale. E’ il suo mestiere!
              La Corte, nella sentenza citata (anno 2010 non nel ventennio post fascismo), indica che se nella costituzione è scritto “bianco” non puoi arrivare ad interpretarlo come ” nero”. Giusta la brillante operazione creativa fatta nel tuo post.
              Poi, grazie, che tutto può essere cambiato con delle riforme, avendo i numeri, ma oggi, stando alle regole del diritto, non puoi stravolgere con “le cose che ti piacciono” il significato delle parole.
              In questo modo credi al dialogo?

              • filomena scrive:

                Quando dici tutto può essere cambiato con le riforme (e quelle fatte erano doverose, in un periodo che a livello sociale voi contestate e considerate nefasto), entriamo nella sfera politica e si tratta di votare delle norme democraticamente a maggioranza non in quanto pro o contro la morale. Mi rendo conto che questa è una valutazione politicaa dal mio punto di vista dubito che riforme così importanti come quelle degli anni 70 potevano essere fatte dalle forze politiche che hanno governato nell’ultimo ventennio il cui leader grande difensore della famiglia tradizionale… a parole salvo poi…attenzionare anche una vongola basta che respiri!!

              • filomena scrive:

                Il dialogo a cui io mi riferisco è quello tra noi “poveri mortali”, nel senso che è ovvio che le norme poi vanno sostenute in parlamento, ma secondo me la coscienza politica si costruisce prima a livello sociale anche discutendo delle norme attualmente in vigore. Questo era anche per dire che il codice civile di mussoliniana memoria non è esattamente una norma attualissima e lungimirante. In parte è stata corretta dove palesemente era “un mostro giuridico”ma in virtù del fatto che è anacronistica, se la prendi alla lettera come ho visto fare da alcuni di voi anche con altre leggi, la puoi usare a rigor di logica per esempio per evidenziare delle incongruenze macroscopiche rispetto a leggi successive
                E’ il caso della legge 40 che per la prima volta conferisce dei diritti a un ” non nato”, mentre il c.c. definisce la persona titolare di diritti l’essere umano nato vivo.
                Non credi che prima andava cambiato l’art. 1 del c.c. sui diritti della persona? Se non altro per una sorta di rispetto per la gerarchia delle fonti.
                Infine se poi ti piace discutiamo di questi concetti in politica, questo potrebbe anche essere una forma di dialogo, perché no?

                • Toni scrive:

                  @Filomena
                  La mia pretesa è moto più modesta. sostengo infatti che in base alle regole del diritto oggi il termine “famiglia” nella costituzione ha una sola interpretazione. Questo chiaramente non significa che la politica non può cambiare tutto, ma sicuramente ad oggi non consente a nessun giudice ordinario di prendersi la briga di interpretare a piacimento. Cosa, questa, che oggi, giudici allegri, professionisti del “faccio come mi pare”, appartenenti alla categoria creativa di cui ti ho accennato in altri post, fanno sempre più spesso tradendo il loro ruolo che è applicare la legge vigente.
                  La cosa che mi disturba è l’idea che persone, tra le quali immagino te, plaudono alle ventate di novità quando questi giudici creano sentenze a favore di diritti inesistenti perché non riescono a “vedere”, aldilà del piacere momentaneo, il reale pericolo di una magistratura che si appropria di questo potere.

                  • filomena scrive:

                    Al di la del fatto che, modestia a parte, alla fine il pensiero sui grandi temi si traduce sempre in politica e quindi personalmente non ho timore a prendere posizioni, con tutte le contraddizioni della politica.
                    Comunque in senso ampio parlare del ruolo della magistratura attiene evidentemente al vivere sociale e quindi anche all’intreccio con la politica a partire dalla divisione dei poteri dello stato ecc. ecc.
                    Come è noto il giudice deve applicare la norma, per definizione astratta, al caso concreto e in questo senso gli viene attribuito un certo margine di discrezionalità che naturalmente essendo il giudice un uomo suo malgrado è di fatto condizionato dalla propria visione delle cose oltre che dall’esperienza vissuta. Il discorso sarebbe lungo e ci porta lontano. I diritti inesistenti come li definisci tu potevano essere considerati tali rispetto a qualsiasi interpretazione della norma al caso concreto, sia nel senso estensivo, che restrittivo di un principio.
                    Questo succede dalla notte dei tempi ad oggi quindi dire che l’atteggiamento dei giudici tenderebbe a sovvertire l’ordine democratico a mio parere è un po’ fazioso e basato sul fatto che di solito rispecchia le modificazioni culturali della società. In altre parole se assistiamo ad una interpretazione estensiva del concetto di famiglia probabilmente è questo quello che pensa la maggioranza della popolazione. Si può essere d’accordo o meno ma questa è la democrazia e di fatto anche la morale è soggetta a dei mutamenti checché ne dica la legge naturale che tanto ti piace. Sta a noi comuni mortali rendere a misura d’uomo le regole che vogliamo darci anche rispetto all’orizzonte temporale di vita. Qui però sfociano a mio parere nel campo della religione e della spiritualità e perdiamo concretezza. Ma è solo un mio parere di agnostica. Scusami se ti ho tediato con le mie elocubrazioni ma lo ritengo stimolante come esercizio del pensiero. E’ sempre meglio che ridursi a dare del cretino agli altri come ho visto fare da qualcuno qua sotto quando non si hanno più argomenti.

                    • Toni scrive:

                      @ Filomena
                      Neanche io ho paura di prendere posizioni in politica … ma si tratta di un ambito diverso.
                      Che il giudice applica la norma “per definizione astratta” è pacifico come lo è sull’elemento del margine di “discrezionalità” ( ma anche questo termine ,nel diritto, ha definizione). Quando invece sostieni morbidamente che il giudice può essere condizionato dal “propria visione delle cose oltre che dall’esperienza vissuta” la differenza, tra e me e te, diventa abissale. Semplicemente perché può diventare, come di fatto è successo , un alibi pericoloso nel quale la legge stessa viene svuotata di significato con il pericolo di uno spostamento di potere (e dov’è scritto questo nella Costituzione?) dal parlamento ad un organo esterno magari espressione di forze politiche del tutto diverse da quelle rappresentate in parlamento.
                      Ti sembra una stupidagine un poco “faziosa” …. Filomena? Ricadiamo , ancora una volta nel “ e che ce fa”?
                      Immagina per un momento che un giudice grazie alla “propria visione delle cose oltre che dall’esperienza vissuta” sia vicino ad una ipotetica forza politica che propugna la pena di morte (prendo “la pena di morte” ad esempio , ma tu comodamente puoi sostituire con qualcosa per te disturbante e nel contempo contrario alla legge) non troveresti pericoloso se il giudice abilmente arzigogolasse, razionalizzasse per applicarla in quanto, secondo “la propria visione delle cose” gli aggrada?
                      Filomena … non arrivare a sostenere questo… solo per farmi dispetto!

          • Daniele Ridolfi scrive:

            Filomena,
            non devi replicare a me, ma alla biologia (cioè alla natura), che, volenti o nolenti, ha stabilito che l’uomo è fatto per stare con la donna e non con un altro uomo e che la donna è fatta per stare con un uomo e non con un’altra donna.

            • filomena scrive:

              Sarebbe fin troppo facile rispondenti che non solo perché un fatto sarebbe naturale é anche giusto e se l’uomo non avesse storicamente corretto le distorsioni della natura saremmo ancora dei trogloditi.
              Il problema riguarda invece coloro che per paura di muovere anche una sola foglia rifiutano qualsiasi trasformazione sociale.

              • Giannino Stoppani scrive:

                Dove sarebbe la differenza tra chi si accoppia con uno dello stesso sesso e un troglodita?
                Non sono gli stessi gay che considerano “naturale” e dunque anche “primordiale” l’accoppiamento omosessuale? Dunque?

              • Daniele Ridolfi scrive:

                Cara Filomena,
                quindi secondo te il fatto che l’uomo è fatto per stare con la donna e la donna è fatta per stare con l’uomo sarebbe nient’altro che una delle “distorsioni della natura” che il genere umano sarebbe chiamato a correggere?
                Ma per favore!
                Dici cavolate così grosse che nessuno può prenderti sul serio!
                Qui di “distorto” vedonsolo una cosa: i tuoi ragionamenti.

            • filomena scrive:

              Toni,
              anche se sono sempre stata una ribelle nei confronti del potere calato dall’alto, non ti faccio i dispetti (magari sarei tentata quando arriviamo al muro contro muro ma poi prevale la ragione). Io ho precisato che le interpretazioni diciamo “innovative” di qualche giudice di solito oltre a corrispondere alla sua visione, sono rappresentative dei mutamenti sociali e culturali della maggioranza degli italiani. Poi è vero che magari questo non corrisponde alla maggioranza in parlamento ma è anche vero che prelude a un cambio di rotta alla elezioni successive. Qui si tratta di stabilire se viene prima l’uovo o prima la gallina e poi anche altri fattori come l’influenza dei mass media oltre alle sentenze, giocano un ruolo determinante nei cambiamenti culturali. So che forse ti spiazzerò ma sono fermamente contraria alla pena di morte.

              • Toni scrive:

                @ Fiilomena
                non sono giustificabili le interpretazioni “innovative di qualche giudice” solo perché “oltre a corrispondere alla sua visione, sono rappresentative dei mutamenti sociali e culturali della maggioranza degli italiani”. A parte il fatto che la democrazia ha una sola modalità per rappresentare le maggioranza e passa attraverso il parlamento (e poi è da vedere se esistono o meno queste “mutamenti sociali e culturali della maggioranza degli italiani”). Un giudice non può andare oltre al significato della legge basandosi sul suo” sentire”. Un giudice può sbagliare ad applicare la legge (umanamente succede a tutti di sbagliare) ma non partendo da quella prospettiva. E questo indipendentemente dall’argomento (se sia più meno simpatico ad entrambi).

                Poi, correggimi se sbaglio, si tratta di un pensierino nato sul momento (forse non focalizzato bene… ma ci sei tu che mi aiuti), …. noto un’altra contraddizione nel tuo ragionamento:
                Giustifichi il giudice con il suo “sentire…..ecc. ” . Mostri un coefficiente di tolleranza notevole per il giudice con le sue “personali” visioni.
                Ma se si trattasse di un medico che nel suo “sentire” ritiene l’aborto un omicidio il tuo orientamento diventa intransigente.
                Una funzione ha il giudice;
                Una funzione ha il medico;
                Tuo hai una misura diversa rispetto alle loro funzioni!

                PS – Non mi sostenere che la differenza risiede nel fatto che il sentire del giudice rispetta maggioranze (perché è un atto di fede tua non dimostrata).

                • Toni scrive:

                  @ Filomena
                  sai quanto ci tengo a risponderti… ma il mio commento è sotto osservazione del moderatore.

                  • filomena scrive:

                    La devo considerare una minaccia o una promessa?!
                    Non mi sembri il tipo di abbassarti a volgarità non pubblicabili quindi. ..ti lancio il guanto della sfida.

                    • Toni scrive:

                      Ma… in effetti è un paio d’ore che lo osserva… ti assicuro, è castissimo … per questo mi sembra esagerato!

                    • giovanna scrive:

                      Caro Toni, per la mia esperienza vengono messi in moderazione gli interventi con delle parole chiave, un primo filtro, per poterli valutare in seguito.
                      E sempre per la mia esperienza , di sabato e di domenica questa valutazione è rallentata: mi pare giusto che i moderatori abbiano la loro pausa !
                      E comunque, pur avendo avuto decine di interventi in moderazione, non essendoci bestemmie, parolacce tremende e volgarità varie, non mi è mai capitato che un mio intervento non fosse pubblicato…prima o poi.
                      Chissà se questo andrà in moderazione…qualche parola a rischio c’è….ma capisco anche che data l’estrema violenza di tanti non ci sia altra scelta.

                    • filomena scrive:

                      Non capisco, non mi ricordo di qualche post in moderazione. Come si fa a capire quando un commento è in moderazione, semplicemente perché non compare?

                    • giovanna scrive:

                      Nella pagina dove l’hai inviato compare “il tuo commento è in attesa …”o qualcosa di simile, mentre se ci arrivi da un’altra parte il commento non è visibile.
                      Comunque ci credo che i tuoi commenti non siano mai stati in moderazione, come mettere in moderazione l’elenco telefonico ! :-)

                    • filomena scrive:

                      Almeno stavolta sei spiritosa…
                      Comunque grazie dell’informazione, non si sa mai per il mio prossimo romanzo con tanti personaggi e poca trama…..

      • beppe scrive:

        filomena sei una cretina.

    • beppe scrive:

      daniele, non preoccuparti, l’azione cattolica scatterà come un sol uomo a difesa della CARTA ( l’ha già fatto negli anni scorsi quando berlusconi minacciava la costituzione e la democrazia). vedrai, non temere, vedrai…vedrai….vedrai………vedrai………..

  7. Enrico Z scrive:

    Va fatta informazione presso i genitori su quali siano i partiti che stanno cercando di trasformargli il figlio o la figlia in gay.
    Partito Democratico in primis

    • filomena scrive:

      Guarda che se una persona è eterosessuale non la si convince a diventare gay. Del resto prova ne è chi è stato indotto a nascondere la propria omosessualità e ne ha sofferto finché non ha potuto seguire la propria inclinazione.

      • leo aletti scrive:

        Forza Toccafondi, sveglia.

      • AndreaB scrive:

        I bambini sono come delle pianticelle che crescono ed e’ pacifico che possano essere condizionati a fare cio’ che e’ sbagliato. Sono anche il nostro futuro, una cosa talmente naturale che molti la suppongono superficialmente, ragionando esclusivamente sulle ipotesi del loro cieco egoismo.

        Omosessuali si nasce o si diventa? Nel caso di questo articolo la risposta non fa differenza… Siamo di fronte a persone che tentano di inculcare nei nostri bambini che la sodomia e’ qualcosa di bello, che va incentivata e provata. Cio’ e’ ben diverso dall’insegnare il rispetto per tutte le persone, che siano o meno omosessuali.

  8. Utrillo scrive:

    La prima foto da dove è stata presa? Cosa c’entra con l’articolo?

    Ah, se davvero i problemi dell’Italia fossero solo il complottismo arcobaleno, la potente e occulta lobby gay, la massoneria giudaico-omosessuale bolscevica il cui scopo è l’estinzione totale della razza umana e la lobotomizzazione dei nostri poveri fanciulli, allora potremmo permetterci di dedicare tanto spazio a queste simpatiche digressioni.

    Buona giornata, e buon divertimento con le vostre teorie!

    • Giannino Stoppani scrive:

      Giusto, i veri problemi dell’Italia sono altri, ad esempio la mania di certi topi di fogna di abusare di una connessione internet per espettorare certi commenti dementi, con l’aggravante di cambiare nickname ogni due per tre nella vana speranza di non esser riconosciuti per quello che sono.

  9. giovanni scrive:

    Toccafondi, buona notte, dormi bene e sogni d’oro! In brianza si dice: “quant e scapà ul purcell, te ciavett sù ul stabiett”

  10. Salvo scrive:

    Ma chi è ‘sto Uguccioni? Se se ne vuole andare via dall’Italia, lui e tutti quelli come lui, è libero di farlo. Bene ha detto Giorgio Barillà, in maniera sarcastica: “siete un pericolo per i figli, e se io non vorrò mandare mio figlio a scuola per non educarlo all’eterosessualismo accanito come voi sporchi traditori della democrazia devo essere libero di farlo. :)” È inammissibile che a scuola s’imponga il modello eterosessualista, questa è VIOLENZA che istiga alla VIOLENZA, che ancora non si faccia nulla per migliorare i programmi ministeriali di scuola media e licei, e rendere esplicito lo studio di letteratura e tematiche gay. Da Platone a Paterlini. Il compito tocca a RENZI insieme a FRANCESCHINI.
    Se no, la scuola continuerà a chiamarsi giustamente ‘scuola dell’obbligo: sì, l’obbligo dello studio eterosessualista…

    Nel frattempo, cari omofobi invidiosi, guardatevi questo video:

    http://www.gay.it/video/fa-coming-out-davanti-a-300-compagni-di-scuola

    e imparate da paesi più evoluti.

    • giovanna scrive:

      E tu, caro Salvo, hai intenzione di educare tuo figlio ( chiaramente un figlio cui impedisci di crescere con la madre,considerata meno una mucca , un figlio su commissione come un cicciobello ) all’omosessualismo? E sarai contento se, molto probabilmente,con cotanto stravolgimento del bene, ne uscirà un uomo che non ama la donna?
      Interessante, molto interessante, da stampare.
      Intanto rinnovo la mia constatazione: ancora non si è visto intervenire su questo sito, e credo ovunque, un gay con un minimo sindacale di ragione e cuore, che non sia stracolmo di risentimento e infelicità, con cui uno potrebbe confrontarsi in buona fede, una persona umanamente gradevole ( non intendo omosessuale, ma gay ideologozzato ): sarà una coincidenza, per la millesima volta,sarà sempre lo stesso gay acido e volgare che scrive sotto diversi nick, non lo so , ma così è.

      • Toni scrive:

        @ Giovanna
        scusa se mi intrufolo in una tua discussione , ma leggere….”Gli unici che rispettano le donne sono i gay, e risulta che sono i cosiddetti ‘uomini normali’ quelli che uccidono le donne, una ogni tre giorni” …. è brutto … tanto brutto!!!

  11. luca scrive:

    da quando in qua a scuola si guardano le sit com?

  12. Salvo scrive:

    Povera Giovanna ideologizzata. Cerca di leggere bene il sarcasmo di Giorgio Barillà sull’omosessualismo. Guarda che è la Chiesa a sancire la subordinazione della donna l’uomo, al punto che nella bibbia c’è la preghiera “Ti ringrazio Signore di non avermi fatto nascere donna”. Gli unici che rispettano le donne sono i gay, e risulta che sono i cosiddetti ‘uomini normali’ quelli che uccidono le donne, una ogni tre giorni… E poi con la storiella che i gay non potrebbero stare con le donne, non potrebbero fare figli, ma per favore… La tua è ignoranza, frustrazione, impastate con tanto livore. Ancora non hai capito che tanti gay se ne fregano degli omofobi infelici come te, tanti gay sono sposati, felici e con figli.

    • Toni scrive:

      @ Salvo

      “Ti ringrazio Signore di non avermi fatto nascere donna” è una preghiera ebraica, usata dai rabbini, non si trova nella Bibbia… tu dove l’hai trovata. Non è cattolica! Quindi prima di dare dell’ignorante … guarda in casa tua.

      Poi sul fatto che solo i gay rispettano le donne ….credo che i gay possono discutere, sicuramente, fare gli amichetti… ma non le completeranno mai.

      Sul fatto della subordinazione della donna all’uomo… non è così, è più complicato di così, ed è una cosa molto bella quello che dice la Chiesa,…. e ti assicuro che ha il fine di rendere felice e realizzata la donna.

      Lo so che non ci credi… che non ci crederai mai… ma è così!

    • giovanna scrive:

      Caro Salvo, lo sai che differenza c’è tra le mie parole di critica nei tuoi confronti e le tue nei miei?
      Che tu parli a venvera, giusto per reagire, mentre invece io penso veramente che sei una persona disturbata e sgradevole , pazienza per quello che vomiti qui, ma proprio nel quotidiano e così tutti, ma proprio tutti, i tuoi colleghi. Almeno finora non è uscito manco mezzo gay con un pò d’umanità e di reale desiderio di confronto e certo tu abbassi tantissimo la media già rasoterra.
      Poi, magari leggi prima di rispondere a casaccio: non ho detto che un gay non può avere figli, poveri figli, ma che un gay priva il figlio della madre.
      ( il sarcasmo di quell’individuo che mostra continuamente il suo squallore, che hai citato , che sicuramente interverrà anche qui con altri nomi , se era sarcasmo si ritorce contro, dimostra solo la ridicolaggine di voler mettere sullo stesso piano l’ amore di un uomo per la donna e quello di due barbuti e di voler educare i bambini come se i due rapporti fossero sullo stesso piano )

    • Paolo scrive:

      Salvo, preciso che sono a favore del matrimonio gay e anche dell’adozione, non credo affatto che si voglia “omosessualizzare” la società eccetera, ma dire che “solo i gay rispettano le donne” è una assoluta fesseroia. Un uomo gay può essere maschilista (come non esserlo) esattamente quanto un etero.

  13. Salvo scrive:

    Giovanna, cùrati!
    E poi io la barba me la faccio e sto veramente bene senza.
    Ma non è per caso che hai preso un due di picche da qualche ragazzo gay?!

  14. Warda Amal scrive:

    Scusate se intervengo anche se un po’ fuori argomento, ma a questo punto per eliminare ogni discriminazione chiedo che per noi mussulmani con cittadinanza italiana venga riconosciuta la poligamia, la nostra religione lo prevede, non è contro natura , non obblighiamo gli altri a praticarla e nei documenti scolastici basterà aggiungere genitore 3.

  15. filomena scrive:

    Rispondo al post di Toni di ieri pomeriggio pubblicato in seguito.
    Il discorso dell’atteggiamento dei giudici nei confronti dell’applicazione delle leggi è un discorso più complicato da trattare rispetto a quanto sia possibile fare in questa sede e onestamente anche rispetto alle mie competenze specifiche che non vanno oltre a un esame di diritto pubblico all’università. Per quanto riguarda la mia coerenza nel giudicare il medico obiettore rispetto al magistrato “creativo” non vedo differenze di trattamento. Io non ho mai detto che bisogna “sopprimere” i medici obiettori (al più…. fustigarli….dopo una decina d’anni di lavori forzati), che al netto di molte prese di posizione ipocrite, hanno legittimamente diritto all’obiezione di coscienza, ma sostengo che questo diritto non vale per le strutture sanitarie che hanno il dovere di fornire il servizio previsto per legge. Non è ammissibile quindi che alcuni ospedali non assumano medici non obiettori come sembra abbiano fatto molti ospedali in Lombardia.

    • Toni scrive:

      @ Filomena
      Sui giudici il discorso non è complicato, anzi tutt’altro, basta che tu immagini te stessa ( o un tuo caro ) vittima di un giudice innovativo. Che tu, a fronte ad una legge a te favorevole, trovi un’artista dell’interpretazione (ed a suo modo portatore eroico del comune sentire della maggioranza) che ti condanna. E’ superfluo (ma lo faccio ugualmente) sottolinearti che anche in caso di tua colpevolezza, per me, un giudice che agisce di testa sua… anzi di suo “sentire” è un barbaro (e barbaro è pure il sistema che lo permette).
      Anche i tribunali sono “strutture pubbliche” ma lì, il giudice, secondo te, ha più spazio di azione… bene!

      Per i medici … il tuo discorso è scorretto a due livelli:
      Il primo perché tu sostieni “una obiezione di coscienza” per i giudici (due pesi e due misure) e non per i medici;
      Il secondo, per il fatto che elevi a servizio un omicidio (intendiamoci … nell’ottica di un medico obiettore). Un “orientamento culturale” costringe una persona, pena la perdita dell’attività lavorativa, a compiere una azione così abietta. Secondo la tua logica … un “orientamento culturale” può avere questa forza?
      Sei Stimolante … e mi apri prospettive!
      Tanto per chiedere: Immagina che un “orientamento culturale” stabilisca che in filosofia , lo studio di Platone sia nocivo per la salute pubblica ( perché omofobo) secondo te un insegnate “obbiettore di coscienza” dovrebbe essere licenziato?
      Mi piacerebbe, in base alla tua risposta, discutere qualche volta con te su cosa è un sistema totalitario.

      • filomena scrive:

        Forse non hai capito bene quello che ho scritto. L’obiezione di coscienza di cui ho parlato era riferita ai medici non ai giudici. So benissimo che é un loro diritto che non avevo intenzione di mettere in discussione. Ho detto invece che questo non vale per le strutture in quanto tali che devono garantire l’interruzione volontaria di gravidanza. In altre parole un medico può benissimo dichiararsi obiettore ma la struttura deve assumere anche non obiettori che garantiscano il servizio. Il riferimento ad alcuni ospedali della Lombardia era per portare un esempio in cui non viene rispettata la legge 194.
        Poi se vuoi discutere dei sistemi totalitari, OK dimmi cosa ne pensi e soprattutto quali sono.

        • Toni scrive:

          Avevo tentato di guardare la cosa dal tuo punto di vista. Ho pensato che quasi inconsciamente tu, con la tua elasticità di giudizio nei confronti dei giudici, ammettessi una sorta di libertà di coscienza (il giudice con vissuto ed interprete della maggioranza….) rispetto all’applicazione della legge per poi essere intransigente nei conforti dei medici che prendono le distanze dal “servizio” aborto (tipo ….. licenziamoli dalle struttura pubbliche). Ho visto le cose assimilabili ed in contraddizione. Ma se ho interpretato male.. non tenerne conto.

          • filomena scrive:

            E’ sempre pericoloso interpretare il pensiero altrui, come insegni tu quando io cerco di saltare alle conclusioni dei tuoi post e più in generale di chi si definisce credente accusandomi di faciloneria. Ora siamo pari.
            In realtà io ho sempre detto che rispetto le scelte altrui, posto che siano nell’ambito della legalità, quindi anche quella degli obiettori. Mi aspetto però di essere ricambiata quando dico che bisogna garantire l’applicazione della 194. Il pensiero unico, che sia quello in un senso o nell’altro non aiuta mai e soprattutto non arricchisce la cultura.
            Io non ho mai sostenuto che la tua visione non sia legittima ma non può essere l’unica ad esserlo. Pur non essendo riuscito a convincermi delle tue posizioni, il dialogo mi ha permesso di capire la coerenza di comportamento che ne consegue e che non riuscivo a spiegarmi in chi la pensa come te. Io però resto sulle mie e spero di averti dimostrato che anch’io a mio modo sono coerente. A proposito della forma di stato (democrazia, sistemi totalitari ecc.) è questo quello che intendo per democrazia, non la legge naturale che ritengo essere per molti versi profondamente ingiusta.

            • Toni scrive:

              Filomena,
              non sono d’accordo con quello che scrivi, perché fai un errore di fondo: confondi il giusto con il legale. Il tuo ragionamento ha una plausibilità finché si mantiene in alcuni ambiti, assolutamente no quando si parla di vita o di morte.
              Se non esistesse alcun medico che praticasse l’aborto (o l’eutanasia), io sarei felice.
              Se un domani un medico rinuncia al lavoro perché non accetta di praticare l’aborto…. per me è eroico.
              Per me è un uomo che si eleva al di sopra del potere.
              Cosa è la vita non è negoziabile e non è determinabile a maggioranza.
              Io quando discuto cerco di capire il mio interlocutore, ed ancora non sono sicuro di aver sbagliato su di te. Il tuo ultimo post non scioglie i miei dubbi.
              Non mancheranno le occasioni per chiarire i punti di vista…. come quello che la mia visione è l’unica legittima…. perché non lo mai pensato.

    • Toni scrive:

      @ Filomena

      Ti ho risposto… stesso discorso di prima… moderatore, ….. ed arriverà (in effetti è difficile che questo sito censura).

  16. Marino scrive:

    Viviamo in una società maschilista ed eterocentrica e voi siete terrorizzati da un opuscolo che, fra le altre cose, non è neppure diretto agli alunni e alle alunne? Non esiste nessuna offensiva Gender. Non sapete neppure di cosa state parlando dal momento che gli studi sul genere nascono in nord America negli anni settanta e nei paesi seri sono stati portati avanti studi molto interessanti. Tutta questa retorica sul genitore 1 e 2 è al limite del ridicolo. Da sempre sui documenti per i minori c’è scritto: “Firma di un genitore o di chi ne fa le veci” non ho mai letto “firma di un papà o di una mamma!”. State impedendo una normale e civilissima dialettica, i ragazzi chiedono un incontro in una scuola con 700 alunni e a causa di una trentina di persone la cosa salta e, addirittura, si fa un’interrogazione parlamentare! Impedite alle persone GLBT di avere diritti e poi andate a fare le sentinelle (di quale morale?) in piedi e vi lamentate che vi stanno discriminando. Non vedo nessun contraddittorio durante l’ora di religione, eppure io ho sempre avuto gente che non insegnava storia delle religioni, si limitava a inculcare il proprio credo e i propri pregiudizi. Esistono già famiglie omosessuali con prole e voi state discriminando i loro figli impedendo che le istituzioni legiferino. Le persone GLBT sono diventate un capro espiatorio contro ogni male. Che direste se qualcuno scendesse in piazza contro le unioni fra coppie miste? O contro gli ebrei? Però visto che si scende in piazza contro le persone GLBT va tutto bene! State esasperando un clima già tesissimo. Assumetevi le vostre responabilità, di fronte a nuove aggressioni alle persone GLBT farete i conti con la vostra coscienza.

  17. alessandra quattrocchi scrive:

    E questo signore è sottosegretario all’istruzione nel governo Renzi? Andiamo bene andiamo. Intervista vergognosa, opinioni settarie.

  18. Agata scrive:

    Basta. Anche i cattolici omosessuali meritano solidarietà. I nostri figli e figlie omosessuali devono essere rispettati. Il messaggio di Gesù era prima di tutto un messaggio d’amore! Io trovo che la persecuzione dei cristiani omosessuali sia un’inutile crudeltà.

  19. Mamma scrive:

    ciao a tutti sono una MAMMA; faccio parte di quella categoria oggi discriminata dalle donne represse con seri problemi con la propria sessualità.
    Ho una figlia di 5 mesi e voglio rivendicare il mio diritto NATURALE (dopo 9 mesi l’ho acquisito per diritto, si!!) sacrosanto di educarla al meglio delle mie possibilità in COLLABORAZIONE con le scuole.
    Voler rivendicare il mio diritto naturale non significa per forza voler discriminare o offendere la sensibilità di nessuno; e non significa nemmeno che sono all’antica e che non voglio adeguarmi ai tempi che cambiano ( @filomena). La propria sessualità è una questione privata e va tutelata nel rispetto di TUTTI…solo che mi sembra assurdo che io debba sentirmi in colpa o giustificarmi perché se dico che sono fiera di essere una DONNA e una MADRE rischio di essere tacciata di omofobia.
    Non è questa stessa una “discriminazione”?
    Non siamo tutti uguali e Dio ti ringrazio! La bellezza sta nella propria diversità individuale.

  20. Ermes Uguccioni scrive:

    A Sergio Landi: Ha ragione, e dall’articolo di risposta di Scalfarotto di oggi (l’estensiore della legge che, con la scusa dell’omofobia, azzera del tutto la libertà di pensiero, peggio che in Francia (oltre alla galera per chi si dichiari orgogliosamente normale, o disapprovi adozioni e matrimoni gay, un emendamento prevede pure la rieducazione del reo presso le strutture LGBT).
    Purtroppo, non è possibile esprimere più nulla.
    Al punto che, se segnali siti pro gender, Facebook se ne frega altamente, mentre se i siti segnalano te, ti bloccano subito.
    Tant’è, che le rispondo direttamente sui commenti della testata.
    Cordialità.

    • Ermes Uguccioni scrive:

      PS: A quanto pare, i tre personaggi sopra, compreso il mascherato, hanno ottimi agganci, specie il mascherato, che non si riesce neppure a bloccare. Dopo un giorno, lo rivedo di nuovo.

  21. fabio scrive:

    Siete il passato, lo siete sempre stati. Il futuro vi seppellirà

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