Google+

Strage dei migranti. Due settimane dopo, l’Onu si è defilato e l’Ue temporeggia

aprile 30, 2015 Leone Grotti

Aspettando improbabili soluzioni politiche e rinviando i capitoli più impopolari del dramma barconi, nessuno sembra capire che «il vero pericolo, in realtà, è non occuparsi di questi problemi»

Sono passate due settimane dalla “strage dei migranti” e lentamente si è smesso di parlare delle circa 900 persone affogate al largo delle coste libiche. Scemata l’ondata emotiva e la percezione dell’emergenza, anche le contromosse politiche sembrano procedere a rilento.

SOLUZIONE POLITICA. Bocciata ogni possibilità di intervento aggressivo su suolo libico per impedire la partenza dei barconi, il Consiglio europeo straordinario che si è tenuto settimana scorsa aveva dato mandato a Federica Mogherini, Alto rappresentante per la politica estera europea, di mettere fretta al mediatore Onu Bernardino Léon perché trovasse una soluzione politica in Libia, mettendo d’accordo i due governi rivali di Tobruk e Tripoli. Una volta trovata l’intesa, la nuova formazione politica avrebbe dovuto dare una aiuto fondamentale nella lotta contro i trafficanti di uomini, impedendo le partenze o affondando i barconi.

«IMPOSSIBILE ESSERE OTTIMISTI». Ma proprio ieri Léon, che da mesi cerca invano un accordo, non ha rilasciato dichiarazioni rassicuranti: «È difficile essere ottimisti. Non si può essere ottimisti in questo contesto in Libia. È impossibile. La sola speranza è il nostro duro lavoro. Speriamo di avere un accordo entro il Ramadan, ma per quanto riguarda le possibilità di raggiungerlo, lasciate che io sia molto cauto».

L’ONU SI DEFILA. Che cosa si può fare per non far partire i barconi se la mediazione fallisce? Nessuno sembra intenzionato a porsi questo problema. Soprattutto dopo che Ban Ki-moon, segretario generale dell’Onu, istituzione davanti alla quale la Mogherini avrebbe dovuto portare il problema del Mediterraneo, ha dichiarato: «Distruggere i barconi non è la strada giusta anche se vanno fermati gli scafisti che li usano». I discorsi su un eventuale intervento del Consiglio di sicurezza dell’Onu, dunque, sembrano già archiviati prima ancora di cominciare.

JUNCKER «DELUSO». Durante l’Eurogruppo si era anche deciso di triplicare i fondi per Triton e aumentare il raggio di intervento delle operazioni navali con lo scopo dichiarato di salvare più vite possibile. Ma in un’intervista al Le Monde, oggi il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha affermato: «I disastri che si sono verificati richiedono una risposta immediata ma io sono deluso dall’ultima riunione europea». Davanti alla risoluzione simbolica approvata dal Parlamento europeo, che vuole che Triton conduca operazioni di ricerca e salvataggio dei migranti (“search and rescue”), ha commentato: «Non c’è bisogno di cambiare la dicitura». Non proprio un bel segnale.

«IL VERO PERICOLO». Per quanto riguarda la condivisione tra gli Stati membri dell’Ue dei migranti che sbarcano sulle coste italiane, l’ipotesi delle quote che piace ad Angela Merkel sembra ancora in alto mare. «La semplice menzione del termine “quota”», ha detto ancora Juncker, «è apparsa troppo pericolosa a molti miei colleghi. E questo mi ha amareggiato. Il vero pericolo, in realtà, è non occuparsi di questi problemi». Ma a due settimane dalla strage, Unione Europea e Onu sembrano non averlo ancora capito.

Foto Ansa/Ap

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

4 Commenti

  1. Filippo81 says:

    Tanto per cambiare, ancora una volta onu e ue dimostrano di essere quello che sono……

  2. Cisco says:

    Tagliagole vs. Ban-Ki-Moon, Mogherini, Leon: anche io sono molto pessimista.

  3. Raider says:

    E com’è che, di colpo, con settimane di bel tempo, senza combattimenti in corso, senza emergenze umanitarie dell’ultima ora, dalla Libia i barconi non partono più? Non sarà che, sotto elezioni e con un’opinione pubblica esasperata, capitanerie di porto, ambasciate, agenzie O.N.U., vertici eurocratici/erofradici, Ong, speculatori di ogni risma, non danno il “via libera” perché si vuole evitare di dare fastidio al Gran Manovratore anonimo e collettivo dell’abbordaggio migratorio e ai partiti immigrazionisti che lo servono?
    FORZA LEGA! W SALVINI!

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

Nissan propone per il 2018 un restyling di X-Trail che rinnova senza rivoluzionare. Le forme vengono riviste e la lunghezza complessiva aumentata a vantaggio di un bagagliaio più grande. Propulsore e meccanica rimangano invariate. Andiamo a scoprirla

L'articolo Prova Nissan X-Trail 1.6 dCi 130 CVT 2WD Tekna proviene da RED Live.

Sulla breccia da 39 anni, la Classe G ha saputo resistere alle mode puntando su robustezza, affidabilità e su alcuni clienti... "importanti"

L'articolo Classe G, la storia “sporca” della off road Mercedes proviene da RED Live.

DNA OFFROAD Al Salone di Detroit 2018 la Casa della Stella ha presentato la Nuova Mercedes Classe G. Che non ha tagliato in modo brusco i ponti con il passato e – tranquilli –  non si è rammollita: a lei, le SUV moderne fanno davvero un baffo. Nel senso che la G continua ad essere […]

L'articolo Nuova Mercedes Classe G 2018: nel solco della tradizione proviene da RED Live.

Seppur presentato nel 2016, il sistema di trazione integrale della Focus RS è tutt’oggi una soluzione ingegneristica avanzata ed è raro trovarne una descrizione chiara e completa. Siete sicuri di avere capito come funziona? Leggete per scoprirlo!

L'articolo Magia elettronica! La trazione integrale della Ford Focus RS proviene da RED Live.

In attesa della prova ecco le prime informazioni sul test che ci vedrà a Valencia in sella alla nuova Ducati Panigale V4

L'articolo Ducati Panigale V4 in attesa della prova proviene da RED Live.

MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download