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Storia di Sanaa, la suora gagliarda che ha sfidato i jihadisti tornando nel suo convento a Mosul. Non una, ma tre volte

gennaio 16, 2015 Leone Grotti

Iraq. I Jihadisti hanno distrutto il suo convento e lei è scappata con le consorelle. Ma poi è ritornata per recuperare i registri in cui era conservato «un secolo della nostra storia»

iraq-kurdistan-sanaa-hanaSe lo Stato islamico conquistasse la vostra città e vi costringesse a scappare nottetempo, tornereste indietro per prendere le cose più importanti che non avete potuto portare con voi, rischiando di essere rapiti, se non uccisi? La maggior parte dei 120 mila cristiani iracheni costretti dai terroristi a scappare in estate e a rifugiarsi in Kurdistan avranno pensato di farlo almeno una volta, ma suor Sanaa Hana non l’ha solo pensato, l’ha anche fatto. Tre volte.

CONVENTO SALTATO IN ARIA. Per tre volte la madre superiora delle sorelle del Sacro cuore ha fatto ritorno a Mosul per recuperare importanti registri lasciati nelle mani dell’Isis. «Lo Stato islamico ha fatto saltare in aria il convento a Mosul il 24 novembre», racconta alla sezione americana di Aiuto alla Chiesa che soffre dalla sua nuova “casa” in Ankawa, quartiere della capitale del Kurdistan Erbil. «Prima hanno cercato di far saltare in aria le quattro croci sul tetto. Poi hanno distrutto l’intero edificio. Non sappiamo esattamente perché».

LA FUGA. A giugno, le consorelle di suor Sanaa, che si trovava in quel momento fuori città, sono riuscite a scappare poco prima che lo Stato islamico prendesse Mosul: «Già gli spari arrivavano sul convento, sono fuggite proprio all’ultimo minuto. Prima però hanno consumato il Santissimo Sacramento per non lasciarlo nelle mani dei jihadisti. Purtroppo hanno dovuto abbandonare il tabernacolo, perché non ci stava in auto».

«UN SECOLO DI STORIA». Scappate a Tall Kayf, città vicina a Mosul, sono state costrette dopo poche settimane a fuggire di nuovo a causa dell’avanzata dei terroristi. Poi suor Sanaa ha deciso di tornare indietro: «Avevamo abbandonato tutto il nostro archivio. Come madre superiore del convento era mio dovere salvarlo: conteneva documenti che rappresentavano un secolo della nostra storia».

LA NUOVA VITA. Pur essendo consapevole del «pericolo di essere rapita», ha fatto avanti e indietro da Mosul tre volte passando per posti di blocco pieni di terroristi, ma nessuno l’ha toccata. Oggi con altre 20 suore ha ricominciato la vita del convento ad Ankawa, dove insegnano in una scuola per rifugiati, producono le ostie per le Messe e cuciono vesti liturgiche per i sacerdoti. Anche per loro, valgono le parole di padre Janan, frate siriaco cattolico costretto a scappare in estate dal suo convento: «Possiamo aver perso le nostre case, ma Dio è con noi dovunque».

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8 Commenti

  1. maurizio Castellani says:

    Grazie suor Sanaa per la testimonianza forte alla mia piccola e timida fede..un abbraccio grande ed una memoria continua nelle.mie preghiere..preghi per me!!

  2. marco says:

    i jihadisti sono mercenari americani della NATO e alleati vari

    • Yusuf says:

      @Marco :

      Sì, e sono nichilisti come l’occidente post-cristiano che predica la relatività del male. Giusto ricordare mons. Paglia che ha detto che Benedetto XVI a Ratisbona ha affermato che l’Occidente non fa paura ad altri per il progresso scientifico, ma per la mancanza di Dio.

  3. Raider says:

    I jihadisti sono jihadisti, sono musulmani coerenti con la dotrian corancia e la storia delem guerre che l’Islam ha sempre fatto agli infedeli, cioè, contro il resto del mondo che ha abbandonato la “religione naturale dell’umanità”;
    – l’idelogoia jihadista è perfettamente in linea col Corano, che è alla base di legislazioni in vigore nei Paesi islamici per cui i non musulmani sono discriminati e le donne, ritenute inferiori giuridicamente;
    – in questi Paesi è probita e punita la conversione dall’Islam a altre religioni, tutte “non naturali” e” non umane”, mos. Pagflia non ha bisogno di ricvordarlo ai musulmani, sia moderati che fondamentalisti, che sanno perfettamente che è così; infatti,
    – i cosiddetti “moderati” islamici ritengono, quanto chi è meno prudente di loro, che islamici si nasce, che l’islamismo sia la religione naturale dell’umanità;
    – queste farneticazioni scritte a chiare lettere nel Corano e recepite nei sistemi giuridici che si basano su di esso o gli riconoscono un primato sulla legge e sulla Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo tanto per non far sentire, come afferma Yusuf – che non ha bisogno di presentazioni -, la “mancanza di Dio secondo natura”, si aggiungono a altre stupidaggini espresse così pianamente perché indiscutibili da Yusuf e da Marco, secondo cui
    – l’Occidente, sì, certo, vero, fa tanto comodo perchè, per es.,
    – ha scoperto il petrolio nei Paesi arabi, senza cui sceicchi e fellah sarebbero ancora immersi nei loro deserti a godersi la purezza della dottrina islamica senza luce elettrica, welfare petrolifero e Etihad;
    – d’altro canto, l’Occidente fa paura “per la mancanza di Dio”:
    ebbene, queste sono le stesse, identiche ragioni invocate dai jihadisti, i quali, prima di essere armati da questo e/o da quello (anche se – come mistificatori di vaglia hanno autorevolmente attestato in questo blog – ‘sfuggono di mano’ ai manovratori quando i conti ai complottisti non tornano e la paranoia è in debito con la realtà), ripetute da Marco, che copincolla ciò che ha orecchiato in Rete e in giro e da Yusuf, che si è aggiunto in funzione di fonte autorizzata dal nome che porta a spacciare qui quello che esce direttamente dalle moschee in cui temono la nostra ‘mancanza’ naturale degli enzimi della fede nel loro dio e del suo presunto profeta.
    Gli islamici “moderati” alla Yusuf e i pionieri sfegatati della dhimmitudine come Marco fanno, quindi, capire perfettamente come tutte le chiacchiere sul ‘dialogo’ siano solo tempo perso e fiato sprecato: gli islamici sono qui, in Europa, per combattere la loro paura che a noi manchi Dio, il nostro o il loro, non importa – a loro. E come i jihadisti – che, però, attenti alla logica che gli morde le meningi – si fanno strumentalizzare per sparare ai cristiani là dove Dio ce n’è abbastanza e qua dove manca il Dio della ‘religione naturale dell’umanità’!; così, per le stesse ragioni, i milioni e milioni di Yusuf sono qua a svolgere la loro azione missionaria.
    Questo si era capito. Ora, lo hanno capito anche loro, che è proprio come dicono gli ‘islamofobi.’

    • Raider says:

      Un esempio concreto di ciò che valgono le motivazioni fantasiose lette qui pro-immigrati, sull’utilità di essa e sulla necessità di ‘più immigrazione’ che Alfano difende a spada tratta: nel paese in cui vivono alcuni nostri parenti, il figlio di un mio cugino doveva essere assunto, finalmente!, da una piccola impresa locale, per un salario di 900/1000 euro mensili: una grande fortuna in una zona della Sicilia con una disoccupazione incancrenita.
      Bene. Che è successo, invece? In paese, da qualche anno, sono smistati una quarantina di giovani e meno giovani extra-comunitari: quasi tutti dell’Afrcia sub-shariana: negri, come si diceva una volta. Quasi tutti dell’Africia Occidentale; poi, eritrei e somali; più qualche maghrebino. Vestiti di tutto punto con capi d’abbigliamento sportivi, felpe con cappuccio, sciarpe che li ffanno sentire, non so, alto-atesini alle prese con un clima invernale rigidissimo, scarpette colorate, occhiali da sole, rifocillati, video-fonini, auricolare: tutti gli accessori della modernità senza Dio, tutti a bighellonare in piazza, sorridenti e felici, a scattrasi selfie da mandare in tutto il mondo, con in tasca argent de poche da spendere o da risparmiare per spedirlo ai parenti – fessi! – rimasti a casa, in modo che anche loro accorrano qui in massa.
      Ora, per inserire gente che arriva da noi perché vuole quello che ritiene che gli spetti e se non lo trova, grazie, scatena non si sa quali sfracelli da addebitare, prego, all’Occidente, ecco che il governo regionale e quello nazionale e quello europeo hanno studiato una soluzione ai problemi di questi giovanotti che non sembrano temere più di tanto né preoccuparsi minimanente della “mancanza di Dio” tipicamente occidentale che tanto dispiace a Yusuf, che si mette a citare e a recitare come una litania da rosario le parole di mons Paglia; né si danno gran pena da chi prendono i soldi i jihadisti, che, per il sì e per il no, ammazzano per conto di Allah, come teme Marco che pensa bene di fare la guerra, semmai, alla Nato: e quindi, per farla breve, il figlio di mio cugino è a spasso: e tre di questi ultimi arrivati in terra di missione sono stati assunti a trecento euro al mese a mese che sarà il governo a versare all’impresa, visto che già ci pensa il governo a mantenere questi giovani, sbattendosene dei nostri ragazzi.
      Poi, dice che un siciliano non deve azzardarsi votare Lega! Ma voteremo tutti Lega! Contro il sistema dei partiti del regime a Pensiero Unico, contro i governi infeudati alla Commissione europea, contro le direttive eurocratiche, contro l’immigrazione e contro lo jus soli:
      per la difesa dei diritti e degli interessi degli italiani, per la difesa dell’identità nazionale in tutte le sue declinazioni locali, per la sicurezza dei cittadini, per ripristinare la sovranità popolare da cui siamo stati espropriati, per un’Italia autenticamente federale, di solidarietà reciproca e responsabilità di ciascuno:
      W LA LEGA!

      • Q.B. says:

        @ Reider

        MI permetto di dirti (e di darti del tu): take the big picture.

        L’esplosione dei movimenti migratori da venti anni a questa parte ha coinvolto a livello nazionale vari soggetti; la politica ha legiferato, la giustizia ha modellato e innovato dove la politica non voleva/poteva arrivare per non pagare pegno al suo elettorato, l’associazionismo ha contribuito ad accelerare l’operatività delle misure adottate, la cultura, grande colpevole, ha fornito dignità e legittimazione sia costruendo un immaginario sentimentale completamente falsato, sia delegittimando e infamando chi argomentava contro tacitando così ogni possibile elaborazione critica libera.

        Si rimescola così la demografia mondiale per svuotando le identità nazionali e riducendo la parte di queste più visibile, cioè le tradizioni, a semplice fenomeno di colore buono per vendere pacchetti turistici; la più bersagliata di tutte naturalmente è la Tradizione, quella Cristiana e soprattutto Cattolica.

        Dietro questa strategia ci sono i poteri reali (da distinguere dai poteri figurativi cioè i governi nazionali, da tempo ridotti a esecutori), che operano anche attraverso lo strumento degli organismi sovranazionali; ti garantisco che le agenzie Onu sono densamente abitate da un’aristocrazia di funzionari boldrineggianti e fancazzisti, foraggiati con stipendi e allowances che procurano dipendenza peggio della morfina.

        Gli asilanti pretenziosi di cui parli, che tutto sembrano tranne che persone bisognose di aiuto, sono solo una parte visibile al vasto pubblico e per molti magari irritante a livello epidermico, ma sono solo un aspetto del fenomeno. Ci sono sperequazioni meno visibili e prezzi che le società europee stanno pagando in termini di sicurezza, giustizia (anche sociale), solidarietà (quella vera, non quella da minculpop filoimmigrazionista), identità, ricchezza culturale, et alia che nemmeno ci si immagina.

        Non si deve però perdere di vista l’altro aspetto della questione.

        Chiunque conosca l’uomo sa che è nella sua natura il desiderio di sicurezza e di casa o meglio di sicurezza a casa, nel senso di home, heimat, casa come paesaggio culturale. Milioni di persone in movimento sono tutte spinte dall’entusiasmo di conoscere il mondo ma “convinti” da quelli noti come pull e push factorts, cioè necessità e attrattive, bastone e carota.

        I burattinai sono responsabili anche di questa colpa (accanto a quella dello smantellamento della nostra cultura e civiltà); sono responsabili di avere sradicato milioni di persone dalle loro vite e dalle loro case usando il bastone dell’insicurezza (scientemente creata o alimentata) da un lato e mostrando dall’altro la carota delle possibilità che l’occidente avrebbe offerto loro (come realmente fa e continua a fare) anche contro ogni buon senso, ragionevolezza e giustizia.

        Come conseguenza dello smembramento delle famiglie di chi si muove, l’abbandono della tradizione, del proprio mondo, c’è un depaysment che da questa parte della barricata non cogliamo ancora. Stiamo importando anche disagio e siamo messi gli uni contro gli altri. I burattinai non stanno distruggendo solo noi, stanno distruggendo in generale il mondo per come lo conosciamo; è un percorso dove l’obiettivo (la soluzione?) finale è ridurre l’individuo a monade, debole, povero, manovrabile, insomma uno schiavo.

        Il resto, per esempio le gaie innovazioni antropologiche o le tragiche manifestazioni del terrorismo, le prime in modo subdolo, le secondo in modo violento ma guarda caso entrambe contro l’integrità dell’Uomo, seppur in proporzioni diverse ne sono co-protagoniste.

        Davanti a tutto questo nessun partito nazionale (qualunque partito nazionale) può avere la soluzione se non si cambiano gli equilibri a livello geopolitico e per quanto abbia avuto modo di imparare io è certo che l’agire avrà successo soltanto se preceduto e accompagnato da una corale, diffusa, capillare, insistente, incessante, universale invocazione allo Spirito Santo, al Re dell’universo e alla Sua Santa Madre.

        P.S. il complottismo è ridicolo, è vero, ma in queste cose un approccio creativo aiuta.

        P.P.S. anticipo i visitatori da trollandia: “stravolgimento gaio dell’antropologia umana” e “terrorismo” sono in relazione tra loro tanto quanto “lasciare aperto un rubinetto con l’obiettivo di allagare casa” è in relazione a “fare esplodere una diga per fare prima”. Diversi sono la violenza, l’impeto, gli effetti collaterali, la resistenza alle contromisure, l’intenzione che ne muove l’autore.

        • Q.B. says:

          E.C. Milioni di persone in movimento NON sono tutte spinte dall’entusiasmo di conoscere il mondo

          • Raider says:

            Caro Q.B., mi trova d’accordo. Voglio solo aggiungere che fenomeni ‘epocali’ che non sono stati gestiti come sarebbe stato necessario non portano nulla di buono. A nessuno. Se si fosse proceduto in maniera razionale, senza spalancare le frontiere a masse che stanno alterando irreversibilmente il profilo culturale, sociale, demografico e quindi, politico e civile dell’Occidente, non si sarebbe determinata la situazione che viviamo e che non potrà che peggiorare. Non sto a fare esempi di tutto questo, ognuno di noi può farseli da solo se appena guarda a ciò che è successo in Francia e alle reazioni all’indomani della grande parata dell’ipocrisia, reazioni documentate da “Tempi.it” come da pochi altri.
            Comunque, Q.B., concordo con ciò che lei ha scritto così bene. Quello che pensiamo noi lo pensano in tanti: qualcuno deve avere il coraggio di dire ciò che, in genere, né media né politica hanno il coraggio o l’onestà di, come suol dirsi, ‘interpretare’ – il testo della versione ufficiale del mondo reale non lo prevede.

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