Google+

Spagna, elezioni. La crisi dei popolari e dei socialisti. E la “questione cattolica”

ottobre 30, 2015 Benedetta Frigerio

Si vota il 20 dicembre in una situazione di grande incertezza e frammentazione. La sinistra spinge sui temi etici secondo una “linea zapatera”, il centrodestra appare timido

In Spagna si vota il 20 dicembre e la situazione politica è «frammentata», spiega a tempi.it Cristina Lopez, conduttrice radiofonica di radio Cope ed editorialista del quotidiano La Razon. I buoni risultati economici non sembrano sufficienti a convincere gli spagnoli a riconfermare la fiducia al partito popolare che «manca di una proposta politica chiara». Infatti, sebbene la recessione si sia fermata e sia stato creato un milione di posti di lavoro in un anno, «gli scandali e la corruzione interne al partito del presidente uscente, Mariano Rajoy, si sono aggiunti al tradimento di una certa visione antropologica, riducendo i consensi al 27 per cento. Oggi i socialisti sono fermi al 21 per cento insieme al partito Ciudadanos di Albert Rivera, che è al 20. Mentre il consenso verso i “grillini spagnoli” di Podemos si aggira intorno al 14 per cento».

CHIESA E ANTICLERICALI. Se i popolari non esultano, nemmeno possono farlo i socialisti, il cui candidato, Pedro Sanchez, per recuperare voti ha rispolverato la “linea zapatera” sui temi etici. Ma questo, più che consensi, gli ha procurato grane interne al partito. «Dopo che il leader socialista ha annunciato la volontà di supportare una legge a favore dell’eutanasia – spiega Lopez –, e sopratutto dopo che ha dichiarato l’intenzione di abolire l’insegnamento della religione cattolica all’interno delle scuole sia pubbliche sia private, Susana Diaz, l’altra anima del partito e governatrice dell’Andalusia, ha preso le distanze». Sono molti, infatti, i cattolici socialisti della Regione «che difficilmente accetterebbero un programma così radicale. Inoltre, se è vero che la Spagna è stata sconvolta dalla legislazione fortemente progressista di Zapatero, contraria alla famiglia e a favore dell’aborto, in questi anni di crisi economica e sociale la Chiesa ha riguadagnato in credibilità grazie all’attività della Caritas che ha aiutato due milioni di disoccupati. Ecco perché un atteggiamento palesemente anticlericale non ripagherebbe la sinistra come in passato».

L’ASTENSIONE. Il partito popolare ha deluso una grande fetta dei suoi sostenitori cattolici. Le promesse di mitigare le riforme di Zapatero non sono state mantenute. In molti non hanno dimenticato le dimissioni cui è stato costretto il ministro della giustizia, Alberto Ruiz-Gallardón, che sosteneva la necessità di rivedere la legge sull’aborto, legale dalla quattordicesima settimana.
«Oggi in Spagna – spiega Lopez – nessuno si batte più per i princìpi che la Chiesa considera non negoziabili. Inoltre, anche se vincessero i popolari, questa volta dovrebbe governare con Ciudadanos, un partito conservatore dal punto di vista economico ma favorevole all’abolizione dell’insegnamento della religione nelle scuole e convinto che la Chiesa debba pagare più tasse».
È per questo che, come accaduto nelle elezioni municipali, tantissimi cattolici si sono astenuti consegnando alla sinistra la capitale e città importanti come Barcellona, Valencia o Santiago. Se si verificasse ancora tale fenomeno, vincerebbero i socialisti «che potrebbero governare con Podemos o Ciudadanos». Secondo Lopez tutto dipende da come si risolverà la questione catalana: «Nei giorni scorsi il parlamento regionale ha votato una mozione chiedendo l’indipendenza. Se Rajoy fermerà i separazionisti usando l’articolo 155 della Costituzione per sospendere il governo locale, potrebbe riguadagnare parte della popolarità perduta».

Foto Ansa


Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

1 Commenti

  1. Cisco scrive:

    Ormai anche nella “cattolica” spagna i cattolici sono orfani di un partito, ammesso e non concesso che non lo fossero già prima, visto quello che le varie “democrazie cristiane” hanno combinato e combinano laddove ancora esistono. Con la secolarizzazione occorre ricominciare tutto daccapo, cioè dall’evangelizzazione e dall’uso di una ragione non ideologica, “allargata” per dirla con BXVI.

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

No, decisamente la Volkswagen non poteva restare a guardare. Il segmento delle B-Suv, vale a dire delle sport utility compatte, vive un momento di grande fermento e successo. La Casa tedesca, che sinora aveva nella Tiguan la proposta più “piccola”, doveva correre ai ripari. Ecco dunque avvicinarsi la presentazione ufficiale, prevista in occasione del Salone […]

L'articolo Volkswagen T-Roc: pronta alla battaglia proviene da RED Live.

L’abito non fa il monaco. Mai affermazione fu più vera, specie nel caso della concept Infiniti Prototype 9, presentata in occasione del Concorso d’Eleganza di Pebble Beach, in California, e forte di una linea ispirata alle monoposto degli Anni ’30 e ’40. L’aspetto, come accennato, non deve però trarre in inganno: il “cuore” è decisamente […]

L'articolo Infiniti Prototype 9: sotto mentite spoglie proviene da RED Live.

Il Concorso d’Eleganza di Pebble Beach, in California, rappresenta da sempre un evento speciale per la BMW. La Casa di Monaco è infatti solita stupire presentando delle concept che anticipano modelli pressoché pronti a entrare in produzione. Quest’anno tocca a una delle roadster più affascinanti mai realizzate, oltre che una delle vetture più “anziane” della […]

L'articolo BMW Z4 Concept: una linea da urlo proviene da RED Live.

Nessuno fiati. Nessuno si muova. L’hanno fatto davvero! Hanno ridato vita alla storica sigla GSi. Un’icona per tutti i “figli degli Anni ‘80” cresciuti a pane e Opel sportive. Con buona pace della divisione OPC, la nuova versione high performance della Insignia Grand Sport – seconda generazione della berlina tedesca – tornerà a sfoggiare la […]

L'articolo Opel Insignia GSi: gradito ritorno proviene da RED Live.

Solida e ben fatta, la Seat Ateca 1.6 TDI Advance è il primo SUV della Casa spagnola. Si parte da meno di 24 mila euro chiavi in mano

L'articolo Prova Seat Ateca 1.6 TDI Advance proviene da RED Live.

MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana