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Siria. Gli aerei americani bombarderanno l’esercito di Assad per difendere i ribelli “moderati”

agosto 3, 2015 Leone Grotti

Non è possibile prevedere quali saranno i risultati della nuova strategia di Obama, che sembra sempre più intenzionato a rovesciare Assad, di sicuro, aumenterà il caos

Gli Stati Uniti sono pronti ad attaccare l’esercito di Bashar al-Assad. Dopo il disarmo chimico della Siria sembrava che il presidente Usa, Barack Obama, avesse abbandonato l’idea di fomentare il caos più assoluto in Medio Oriente detronizzando il presidente, convincendosi che Al-Qaeda, Stato islamico e jihadisti assortiti sono molto più pericolosi del regime laico attualmente al potere.

AIUTARE I RIBELLI “MODERATI”. Invece ieri, come riporta Reuters, l’America ha annunciato che per proteggere le brigate dei ribelli “moderati” che ha finanziato, armato e addestrato, è pronta a bombardare chiunque li ostacoli. A partire dall’Isis, fino all’esercito di Assad. Inoltre, gli Usa offriranno ai ribelli anche un importante aiuto difensivo per respingere ogni tipo di attacco.

«TUTTE LE MISURE NECESSARIE». «Non possiamo entrare nello specifico delle regole di ingaggio», ha affermato il portavoce del Consiglio di sicurezza della Casa Bianca, Alistair Baskey, «ma abbiamo sempre detto che avremmo preso tutte le misure necessarie per far portare a termine a queste forze la loro missione». Cioè sconfiggere l’Isis, certo, ma anche conquistare il potere in Siria.

SCELTA PERICOLOSA. Negli ultimi mesi la posizione americana nei confronti della guerra siriana è cambiata, diventando molto più decisa e problematica. A maggio Washington ha scelto di addestrare 5.400 combattenti “moderati”, stanziando mezzo miliardo di dollari. Peccato che fino ad ora ne abbia trovati «solo 60». La mossa è gravida di implicazioni: fino ad ora, infatti, le milizie ribelli sono sempre state sbaragliate dall’Isis, che in più occasioni si è così impossessato di armi occidentali. Inoltre, troppo spesso i ribelli, per non essere uccisi, si sono alleati con milizie più forti. Tra queste, anche Jabhat al-Nusra, la fazione siriana di Al-Qaeda.

«CHI AIUTA I RIBELLI, AIUTA L’ISIS». Come ricordato inoltre pochi giorni fa dal patriarca greco-ortodosso Gregorios III Laham, «quando l’Occidente aiuta direttamente i [ribelli] moderati in Siria, aiuta indirettamente lo Stato Islamico. Se voi un giorno date dei soldi ai gruppi deboli e moderati, quegli stessi soldi si ritroveranno il giorno dopo nelle mani dei gruppi più forti. Noi vediamo questa cosa accadere ogni giorno».

ACCORDO CON ERDOGAN. Gli Stati Uniti non si sono limitati a questo. A fine luglio è stato annunciato un accordo con la Turchia, che consentirà di fatto all’esercito del presidente Recep Tayyip Erdogan di conquistare un pezzo di Siria settentrionale, al confine con la Turchia. L’obiettivo ufficiale è quello di liberare la zona dai tagliagole islamisti ma è improbabile che Ankara si accontenti di questo.

AUMENTA IL CAOS. Non è possibile prevedere quali saranno i risultati della nuova strategia di Obama, che sembra sempre più intenzionato a rovesciare Assad. Di sicuro, aumenterà il caos in un paese sconvolto da cinque anni di guerra, combattuta da soldati di tutte le nazionalità del mondo e sponsorizzata direttamente da importanti attori del Medio Oriente e non solo.

Foto Ansa


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13 Commenti

  1. recarlos79 says:

    no alla guerra si all’america! se lo ricorda signor amicone? sono cambiati i presidenti ma la strategia è sempre uguale: il comando del mondo. giovani italiani andate da Starbucks a prendersi un caffè e a riempirvi la bocca di parole inglesi che fanno internescional e cuul. e i cristiani muoiono.

    • Davide says:

      Iran e Russia non staranno a guardare.

      • Rader says:

        Già, l’intesa per l’atomica russo-iraniana e a seguire, russo-saudita e via via per la nuclearizzazione dell’area, è una garanzia che gli interessi russi non guardano in faccia nessuno.

  2. Filippo81 says:

    Ormai i “ribelli moderati” li vedono solo obama,cameron,hollande e compari.La smettessero di prenderci per il c..o, anche perche siamo meno stupidi di quello che pensano,sicuramente meno stupidi di loro.

    • Raider says:

      Obama è quello che è, andrà a casa l’anno prossimo e quanto a questo, ha perso tempo, ma non fingiamo che Assad sia meglio, di cosa è capace lo dimostrano i filo-islamici suoi fan qui in passerella, se vi sembrano, perlomeno, “moderati”, caro Filippo81 e chi ci crede.

  3. Giovanni says:

    Obama & C. sono apprendisti stregoni che giocano con la pelle degli altri e non hanno nemmeno idea delle conseguenze delle loro azioni.

  4. Franzenfeste says:

    Obama ha varato “l’uso di forza aerea per difendere i ribelli in Siria dalle forze del presidente Assad e dai gruppi islamisti”. Insomma, ha dato il via all’aggressione per rovesciare Assad, che – esaudendo i desideri di chi gli dà ordini – voleva già sferrare nel 2013, sotto il falso pretesto che il regime usava bombe chimiche contro il suo stesso popolo, e che gli è stato impedito di fare dalla mossa a sorpresa di Putin, che consigliò ad Assad di consegnare all’Onu le sue armi chimiche.
    Stavolta la scusa, se possibile, è anche più ipocrita: difendere i terroristi buoni, quelle che il Pentagono ha addestrato ed armato, che sono sotto attacco dei terroristi cattivi dell’ISIS (che il Pentagono, la Turchia e i sauditi hanno armato, addestrato e stipendiato). I terroristi buoni, selezionati dagli Usa e presentati coe i patrioti che vogliono solo abbattere la dittatura degli Assaf per instaurare la democrazia in Siria, sono circa una sessantina. Il Pentagono non è riuscito a trovarne di più. Aggrediti dai terroristi cattivi, hanno ovviamente avuto la peggio. I bombardamenti avverranno per mezzo di droni, decollati dalla base turca di Incirlik. L’aggressione viene condotta sotto l’etichetta di “guerra al terrorismo islamico”, ma è stato detto chiaro che serve a distruggere quel poco che resta dell’aviazione di Assad, cosa di cui si
    avvantaggerà il terrorismo islamico stipendiato.

    • yoyo says:

      Stipendiato nella fantapolitica.

      • Taddy says:

        Compiacente al Sionismo assassino.

        • Raider says:

          Lo stesso multnick che delira, per cui, chi non è d’accordo col nazi-islamismo è complice o ‘compiacente’ del sionismo: che, senza schierarsi pro o contro altri, si possa essere contro dittatori e regimi islamici e contro il jihadismo e contro la dhimmizzazione dell’Occidente, lottando contro il morphing che vuole fare dell’Europa, presto o poco dopo, con le buone o con le cattive, Eurabia, a questi supporter della dihmmizzazione non passa neppure per l’anticamera vuota del cervello chiuso per cessata attività.
          NO ALL’SLAM!

  5. pensieroso says:

    Si arcisapeva che USA voleva fargli le scarpe ad Assad. Loro fanno la guerra per conto di ….. lo diciamo? dal nemico degli arabi, niente nuovo. La primavera araba era solo un modo di aumentarre i conflitti, ma a quale scopo? per portare a maggior distruzione TRA arabi, e chi ci guadagna se gli arabi si scannano? la risposta è ovvia: i vicini e nemici loro, sempre gli stessi. Lo diceva Gadaffi in una delle ultime riunioni dell’Unione africana, verranno uno ad uno a liquidare chi non ci sta al gioco loro.

    Così un governo in cui non c’è discriminazione religiosa viene fatto a pezzi. Chi lo sostituisce sarà meno liberale, ma quello non è un problema per i padroni del mondo. Un bel po di morti nel bilancio favorisce la equazione vincente in Medio Oriente. Se i cristiani hanno le chiese distrutte agli USA e soci non frega niente.

    Tuttavia, la faccia dell’America cade a pezzi in questo frangente. Fanno l’accordo per eliminare le armi chimiche con Assad e poi aiutano i ribelli anti-Assad. Bel modo di fare accordi. Sarebbe stato meglio per Assad tenersi le armi chimiche, sarebbe stato un deterrente per i suoi nemici. Invece cosi lo spennano poco alla volta, cioe’ lo cucinano a fuoco lento.

    • Raider says:

      La storia del divide et impera è un classico e infatti, viene rispolverata spesso, ma è di moda farlo solo contro l’Occidente. Di contro, c’è la logica del”l’orticello mio è mio e guai a chi me lo tocca.” Lasciamo perdere il pluralismo (del terrore) religioso del Baas, ma fare dei dittatori per diritto di nascita come Assad o diritto divino come altrove nell’Islamistan degli intoccabili, significa che per gl islamici o chi vive in quei Paesi nessuno farà nulla per rovesciare regimi autoritari o a “protezione coranica”.
      E’ così? Tutti i siriani, gli iracheni, iraniani, sauditi ecc… sono contenti dei rispettivi despoti e liberi di dire che non li vogliono? Non sembra. E i fan del Baas e della dhimmitudine qui all’opera non danno segni di essere migliori dei dittatori che difendono. Né c’è da aggiungee altro sui crstiani che accettano la SOTTOMISSIONE: ma guai!, guai a loro, se volessero professare le libertà che da noi rivendcano gl islamici: e guai a chi, islamico, si convertisse a altre fedi o non volesse professarne nessuna!
      Poi, oltre alla logica del divide et impera ci sarebbe, c’è quella del “tutti uniti contro Israele e l’Occidente”: Israele non ha il diritto di esistere – e perché per es., la Siria sì? E’ anch’essa una costruzione a tavolino degli Occidentali – e di conseguenza, non ha neppure il diritto di difendersi – eh, sì, col cavolo! Così come gli interessi occidentali sono sordidi: invece, quelli ‘orientali’, russi, cinesi, ecc…, sono sacrosanti: se l’Occidente ha rapporti diplomatici e stipula accordi commerciali con un Paese come l’Egitto, è uno schifo, ma se li intrattiene con la Russia, va tutto bene, grazie: se la Russia e la Cina sostengono Assad, l’Iran, il Sudan, nessuno accuserà questi benefattori di se stessi di sostenere regimi dittatoriali e corrotti. Così, quando gli U.S.A. chiedevano l’intervento dell’O.N.U. contro il regime sudanese e a difesa dei cristiani e animisti del sud Sudan, a porre il veto erano russi e cinesi: e si capisce, vista l’entità dei loro investimenti nel Sudan e visto il trattamento che il regime cinese riserva ai cristiani. Inoltre, si sarebbe creato un pericoloso precedente: ah, se si combattono i regimi che opprimono i loro popoli e massacrano i cristiani, dove andremo a finire!
      Con l’Iran potenza atomica, ecco dove: e di seguito, un Medio Oriente nuclearizzato. Cosa che sta bene, benissimo a tutti i filo-nazi-islamici qui convenuti, la cui unica ragione di esistenza è la distruzione di Israele e la sottomssone/islamizzazione dell’Occidente. Contro tutti loro,
      W L’OCCIDENTE!

  6. Iskandar92 says:

    Sapete quale sarà il risultato della campagna di Siria? Probabilmente lo stesso del precedenti e gloriose campagne sotto il sole abbagliante dei deserti mediorientali, della gloriosa campagna d’Iraq, di Libia! Anarchia, dissoluzione dello Stato. E soprattutto profughi, nuovi disperati da accogliere naturalmente in Europa e preferibilmente in Italia. In un commento precedente dicevo che abbiamo bisogno di stabilità in Medio Oriente, ciò deve significare anche fare accordi con paesi non democratici: d’altronde se stipuliamo un accordo con l’Iran, siamo “alleati” dei sauditi perché non dovremmo rapportarci allo stesso modo con un Gheddafi, un Saddam Husseyn o un Asad?
    Il mondo ha bisogno di un periodo di pace e sviluppo socio-economico, troppe guerre si sono succedute negli ultimi anni, il sistema occidentale sta collassando e non regge più il costo delle sue avventure fallite. Pensiamo alle priorità dell’oggi: una crisi più grave del 1929 con disoccupazione giovanile al 44% in Italia, precariato a vita e sottopagato, desertificazione industriale, Meridione devastato peggio della Grecia, fuga dei cervelli tanto per iniziare. Poi guardiamo all’Europa con la questione dell’euro, della delega di sovranità ad entità distanti, la spada di Damocle dell’austerità, la condizione miserevole della Grecia, lo strapotere tedesco, l’andata migratoria, l’assimiilazione delle comunità straniere e islamiche, il futuro dei Balcani. Poi volgiamo lo sguardo oltre: stabilizzare il Medio Oriente, costruire un rapporto vicendevolmente proficuo con la Russia, offrire uno sviluppo parallelo all’Africa. Basta guerre per procura! Accettare un ruolo responsabile della Cina, dell’India, del Brasile in un ordine mondiale multipolare dove le crisi possano risolversi insieme nel concerto delle grandi potenze. Cominciamo da questo per esempio, ne avremmo tutti da guadagnare.
    Ripartire dalle condizioni di lavoro nel mondo, risolvere l’emergenza climatica, chiudere il capitolo della fame nel mondo attraverso la diffusione di macchine agricole e tecnologie in Africa, abbandonare gli idrocarburi a favore delle energie rinnovabili, gestire l’innalzamento del livello del mare mettendo in sicurezza le zone soggette a inondazione, avviare l’esplorazione e la colonizzazione del Sistema Solare…
    La Chiesa potrà svolgere un ruolo di primo piano in tutto questo anzi potrebbe esserne persino la punta di diamante (vedi enciclica “Laudato Si”)

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