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Scuola di Roma: Genitore 1 e 2 al posto di padre a madre. Palermo: affido di un minore a coppia gay

gennaio 15, 2014 Redazione

Ieri l’ottavo municipio della città ha scelto per il cambio di termini da usare nelle scuole per indicare i genitori. A Palermo, intanto, un sedicenne è stato affidato a una coppia di omosessuali

Dopo il Liceo Mamiani, a Roma anche l’ottavo municipio cittadino adotterà nelle sue scuole la dicitura “genitore 1” e “genitore 2” al posto di “padre” e “madre”. La risoluzione è stata approvata ieri e fa seguito all’apertura che avvenne nel liceo della capitale lo scorso novembre. La novità investirà le scuole dei quartieri Garbatella, Ostiense e San Paolo. A proporre questa risoluzione è stato il consigliere della maggioranza Flavio Conia, segretario dei Giovani Democratici della zona: «Termini come madre o padre spesso si trovano ad essere anacronistici, visto l’aumento delle famiglie allargate o con genitori omosessuali. L’intendimento è quello di avviare con gli istituti scolastici locali un percorso di condivisione che porti all’aggiornamento della terminologia usata all’interno delle scuole».

ALEMANNO: «OFFESA A TRADIZIONI». Gli ha fatto eco Marco Palillo, responsabile diritti dei Giovani Democratici romani, che ha messo le mani avanti anticipando ogni strumentalizzazione di questa decisione, «che invece mira soltanto a prendere atto del fatto che già oggi sul nostro territorio esistono centinaia di bambini nati in famiglie omogenitoriali». Dura è stata la reazione dell’ex sindaco della città Gianni Alemanno, che parla di un’offesa «alle nostre tradizioni, a quello che è il sentire comune del popolo italiano e al buon senso. Nessuno può pensare che simili ipocrisie possano migliorare il livello di tolleranza tra le persone. La realtà è che siamo di fronte al solito attacco ideologico di una sinistra progressista che non riesce più ad affrontare le questioni sociali e si rifugia soltanto nella distruzione dei singoli, della nostra tradizione cattolica e italiana».

PALERMO, AFFIDO A COPPIA GAY. Da Palermo intanto arriva la notizia dell’affidamento di un minore ad una coppia di omosessuali. È la prima volta che succede sull’isola, sulla scia di quanto accaduto a novembre a Bologna, dove una decisione del tribunale aveva dato in affido una bambina di tre anni a due uomini. Anche in Sicilia è stato il tribunale dei minori ad assegnare un ragazzo sedicenne che proviene da una situazione di disagio sociale ad una coppia iscritta al registro delle unioni civili. La decisione arriva dopo che un anno fa la Cassazione sentenziò che «un minore può crescere in modo equilibrato anche in una famiglia gay», e che «non ci sono certezze scientifiche o dati di esperienza» che provino il contrario.

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16 Commenti

  1. federica scrive:

    E’ incredibile che già stiano applicando la follia.

    • Antonio scrive:

      follie sostenute e caldeggiate da una gran parte di italioti a cui tralaltro non importa nulla dei diritti degli omosessuali o di come vengono indicati i genitori sui documenti, ma solo per fare becera opposizione anticristiana.

  2. Bifocale scrive:

    L’idea di utilizzare termini come genitore 1 e genitore 2 nasce dal volere di rispettare tutti i bambini. In Italia, così come negli altri Paesi, vi e’ un numero in continuo aumento di bambini che crescono con genitori dello stesso sesso. Che vi piaccia o meno è così. Dunque, visto che questa realtà già esiste, bisogna cercare di tutelarli nel migliore dei modi possibile. Per rispetto di TUTTI i bambini (che dovrebbe essere il primo pensiero di chiunque) è dunque giusto che nei moduli ci siano dei termini neutri che siano applicabili a tutte le situazioni. Questo non toglie NIENTE ai bambini con genitori di sesso diverso e al tempo stesso è una terminologia inclusiva, che tutela anche i bambini con due papà e due mamme, come è giusto che sia.

    • mike scrive:

      se non toglie niente a tutti i bambini (concetto molto discutibile) però forse aggiunge qualcosa a qualche bambino, un qualcosa che magari non vorrebbe. e cioè il rischio di abusi sessuali. a parte casi che ho letto ed ora non ricordo, di questi giorni è la vicenda del 40-enne fondatore dei modà accusato di abusi sessuali su adolescenti dai 13 ai 16 anni. non saranno proprio bambini ma credo si possa parlare se non di pedofilia quasi di pedofilia. l’accusa c’è stata perché uno degli adolescenti si è deciso a parlare della cosa coi genitori.
      io non associo necessariamente l’omosessualità alla pedofilia, anzi, solo che di fronte a certe vicende credo di sbagliarmi.
      di certo prima di esprimere giudizi affrettati al tuo posto ci penserei bene, bifocale.

    • anonimo scrive:

      Io ho adottato un bambino che aveva all’epoca 3 anni, e non si sapeva niente del suo passato. A scuola, nella sua classe, han chiesto a tutti i bambini di scrivere, con l’aiuto dei genitori, alcune cose che riguardavano la loro prima infanzia. Secondo voi avrei dovuto recarmi a protestare dalle insegnanti per disciminazione nei confronti di mio figlio? Lui sa che è stato adottato, ci siamo messi lì insieme e come un gioco abbiamo scritto il peso che aveva alla nascita, ecc. e lui era felicissimo. Ma per favore, voi volete solo fare confusione illudendo voi stessi. Genitore 1, genitore 2, ma non fatemi ridere. Chiedo scusa per l’anonimato.

    • Francesco scrive:

      Bifocale,
      “Genitore 1 e Genotore 2″ toglie parecchio a quelli che il genitore non ce l’hanno perche’ e’ morto.
      Genitore = quello che genera.
      Smettiamola con il politically/sexual/… correct

    • beppe scrive:

      bifocale, già affermare, senza vergogna,( come fa il giovane democratico) che moltissimi bambini NASCONO IN COPPIE OMOGENITORIALI è un bell’esercizio di falsità consapevole mascherata da sicurezza. lei invece, caro bifocale, si limita a dire che MOLTISSIMI BAMBINI CRESCONO in fam.omogenitoriali. troppo buono. e siccome questa realtà esiste ( e non si capisce se le piace o no) e a lei stanno molto a cuore i bambini, togliamo a tutti i bambini la mamma e il papà. se ha altre iniziative A FAVORE DEI BAMBINI CHE LE STANNO TANTO A CUORE, ce lo faccia sapere.

  3. AndreaX scrive:

    Quella del genitore 1 e del genitore 2 è la più grande cavolata che il politically correct potesse sfornare!
    Nel mio ex-liceo bastava la firma di un “genitore”, niente madre o padre (che del resto è una soluzione pacifica). Dato che le coppie omosessauli che hanno figli esistono è bene trovare per accogliere, anche nella burocrazia. Una soluzione potrebbe essere quella di mantenere le parole ‘madre’ e ‘padre’, ma se ci troviamo di fronte ad una coppia omosessaule avremmo allora due ‘padri’ o due ‘madri’. Semplice.

  4. MF scrive:

    Follia pura!!!!!!!!!!!
    E’ proprio vero che il genitore 1 ( o genitore 2?) dei cretini è sempre incinta!!!!!!!

  5. Arno scrive:

    Veramente a Roma i termini madre e padre non sono mai comparsi sui moduli. Si sono sempre usati “richiedente” e “altro genitore”. Ulteriormente specificabili.
    Non si capisce cosa abbia votato il Municipio, e di cosa si lamenti Alemanno.

    • beppe scrive:

      se non c’era bisogno di questa manfrina, allora è solo ammuina per fini di visibilità politica e per fare chiasso distogliendo dai problemi veri.

  6. luca scrive:

    complimenti per l’articolo ben scritto, un capolavoro che tralascia il fatto che il figlio 16 enne è stato affidato al padre perché il ragazzo ormai avendone la facoltà ha espresso la volontà di stare con lui… se ha scelto di stare con il padre gay e il suo compagno magari è perché la madre era giovanna/moderatrice/viviana lol

    certo un particolare insignificante il fatto che un ragazzo è stato affidato al padre e che lo stesso aveva scelto di stare con il padre (a 16 anni scegli tu con chi stare per la legge italiana)

  7. Koimi scrive:

    Infatti, Remo, le parrocchie dovrebbero essere più attente nel selezionare il personale, soprattutto se deve stare vicino ai minori. Va bene ‘sta storia di accogliere tutti, però se si deve buttare fuori uno lo si fa.

  8. mike scrive:

    ma anche che il parroco 2 anni fa lo aveva cacciato. al limite, questo si, chiediamoci che cavolo ci faceva ancora lì. forse hanno cambiato parroco e quello nuovo è stato poco informato o poco accorto. ma intanto 2 anni fa il parroco lo aveva cacciato, dall’incarico s’intende.

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