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Roma approva il quoziente familiare (visto che si può, anche in tempi di spread?)

luglio 26, 2012 Redazione

Nella Capitale la tariffa per i rifiuti alle famiglie sarà ridotta di 27 milioni di euro. Esenzione totale per i nuclei con reddito Isee inferiore ai 6.500 euro annui

Una giornata storica per Roma. Con 41 voti favorevoli, 3 contrari e un astenuto, l’assemblea capitolina ha approvato il regolamento sul Quoziente Familiare. Roma diventa così la seconda grande città italiana dopo Parma ad adottare il sistema.

Concretamente il provvedimento consiste nella riduzione della Tariffa Igienica Ambientale (TIA) alle famiglie per ben 27 milioni di euro. Gli sconti saranno calcolati in base alla capacità contributiva delle famiglie. Precedentemente, al contrario, la tariffa aumentava proprio in base ai componenti del nucleo familiare.

I nuclei familiari che hanno un reddito ISEE (Indicatore Situazione Economica Equivalente) inferiore a 6.500 euro annui e non hanno debiti per questa tariffa, saranno totalmente esenti dal pagamento.

Le scuole godranno di una tariffa agevolata: pagheranno solo il 33,3% dell’importo. Esenzione totale per le case famiglia per diversamente abili e minori, convenzionate con Roma Capitale.

La delibera, propedeutica al bilancio, prevede una spesa a carico di Roma Capitale di 27 milioni di euro sul bilancio 2012, in buona parte coperta grazie al recupero dell’evasione fiscale.

Il Consiglio Comunale di Roma ha inoltre approvato un ordine del giorno, a firma dell’assessore al Bilancio, Federico Guidi, che chiede di estendere più possibile gli ambiti di applicazione del quoziente, sia alzando la fascia di reddito dei beneficiari, sia andando a coprire altri settori quasi le mense scolastiche, gli asili e tutti gli altri ambiti possibili di applicazione.

“L’approvazione dell’Assemblea Capitolina del quoziente familiare è una vittoria dei romani – ha detto il Sindaco di Roma, Gianni Alemanno -. Un aiuto concreto ai cittadini meno agiati, che vede Roma capofila nel ridurre la tariffa dei rifiuti alle famiglie”.

“Ci auguriamo – ha proseguito il sindaco – che anche il Governo si muova in questa direzione applicando, anche a gettito fiscale invariato, il Fattore Famiglia nel sistema fiscale e tariffario nazionale. Sarebbe un segnale positivo importante in un momento così delicato per l’intero Paese”.

“Sono diventato Assessore per vedere questo giorno”. Così l’Assessore alla Famiglia, all’Educazione e ai Giovani di Roma Capitale Gianluigi De Palo, si è espresso a margine dell’approvazione da parte dell’Assemblea capitolina del Quoziente Familiare nella Capitale.

“È un momento storico perché mentre in altre città italiane si portano avanti battaglie ideologiche che non migliorano la vita dei cittadini, con il Quoziente la città di Roma vuole dare una risposta reale e concreta alle famiglie”, ha proseguito l’assessore.

“Nonostante la crisi economica – ha aggiunto De Palo – abbiamo investito 27 milioni di euro per garantire a un numero maggiore di famiglie con figli di non pagare la TIA. Senza dimenticare la scelta di lasciare invariate le tariffe di nidi e mense scolastiche, servizi con la qualità migliore a livello nazionale, che già tengono conto del numero dei figli”.

Secondo l’assessore De Palo, l’approvazione del quoziente familiare è “una svolta culturale che rimette al centro la famiglia e pone Roma Capitale come riferimento a livello nazionale”.

Per Emma Ciccarelli, presidente del Forum delle Associazioni Familiari del Lazio, si tratta di un “passaggio culturale molto importante” e di un passo avanti per “superare il pregiudizio individualista e riconoscere le necessità e i bisogni delle famiglie”.

Soddisfazione anche da parte dell’Associazione Nazionale Famiglie Numerose, secondo il cui presidente regionale, Angelo De Santis, la tariffa sui rifiuti era “una delle più inique”, pertanto “da Roma arriva un segnale a tutto il Paese”.

Il quoziente familiare appena approvato, è “una promessa per una volta mantenuta, che va a sostenere le famiglie e tutta la città, perché il bene della famiglia è il bene di tutti”, ha aggiunto De Santis.

di Luca Marcolivio tratto da ZENIT.org

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