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Il Pd di Faenza osa votare a favore della “famiglia medioevale”. E il sindaco è costretto all’abiura stile Barilla

dicembre 18, 2014 Mirko De Carli

Un odg proposto dal centrodestra è votato anche da alcuni consiglieri di sinistra. Caos, proteste, sconcerto. E il sindaco (che era favorevole) fa retromarcia

Gli omofobi non esistono solo a destra o tra i bigotti cattolici, ma anche nella sinistra italiana. In particolare nel partito democratico. A Faenza il partito di Renzi si spacca durante il voto per un ordine del giorno presentato dal consigliere comunale Jorick Bernardi di Forza Italia. Sei consiglieri Pd e il sindaco Giovanni Malpezzi votano col centrodestra facendo approvare un odg dove si sostiene la «valorizzazione e il sostegno della famiglia naturale». Eccoci qua: gli “omofobi” compaiono pure nella sinistra. Ma non qualche bigotto frequentatore di parrocchia, bensì un consigliere regionale e il sindaco della città più importante della provincia di Ravenna che andrà al voto in primavera.

L’ODG PASSA. Un semplice odg presentato da un consigliere comunale di opposizione. Niente di più. Cose di ordinaria follia: proporre un odg a favore della famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, di questi tempi, vuol dire trovare un dissenso unanime. Nessuno si aspettava niente di più che una battaglia di testimonianza pura, senza alcuna speranza di approvazione, mi confida lo stesso Bernardi. Però la sera del 15 dicembre qualcosa di imprevisto accade: dopo la presentazione dell’odg interviene il sindaco affermando che le premesse e gli impegni erano condivisibili, tranne i “considerato” che era più opportuno eliminare. Preso di sorpresa, Bernardi decide di accettare il compromesso. Tant’è che nell’immediato viene convocato dal capogruppo Pd che gli comunica il voto contrario “a prescindere” del gruppo democratico, anche con la presentazione delle modifiche richieste dal sindaco. Bernardi non rinuncia all’azione e presenta l’odg modificato. E qui accade l’inverosimile: l’odg passa con 14 voti favorevoli e 9 contrari.

«COSE DA MEDIOEVO». Non vi potete immaginare che cosa ha scatenato tutto questo. Interventi sui social network da parte di dirigenti e amministratori del partito democratico e della sinistra in genere che chiedono un passo indietro al sindaco e alla consigliera regionale, definendo «retrograda, da medioevo, da destra retriva» la loro posizione. E soprattutto alcuni minacciano velatamente i “compagni che sbagliano” a non «osare» (usano proprio questa parola) di pensare a una festa regionale a favore della famiglia naturale perché avrebbero tradito le ragioni del partito che li ha fatti eleggere. «Votando odg sulla famiglia naturale, sindaco e consiglieri del Pd di Faenza hanno lacerato malamente i nostri valori», scrive in un tweet il sottosegretario Ivan Scalfatotto, primo firmatario della legge sull’omofobia.
In sintesi: ti abbiamo dato i voti, comandiamo noi. Tu sei un numero, poco più. La cosa ancora più triste risulta poi il post su facebook del segretario provinciale del Pd ravennate che si dichiara sconcertato di quanto accaduto e dissente fortemente dalla posizione assunta da parte del partito faentino. Dichiara che la famiglia naturale è quella che si basa sull’amore e sul rispetto e che aprirà un dibattito interno al partito sul tema. Il tutto in barba all’articolo 29 della Costituzione che parla di «famiglia come società naturale fondata sul matrimonio».

LA RETROMARCIA. Che cosa affermava l’odg? Ecco le testuali parole: «Il consiglio dichiara la propria opposizione a qualunque tentativo di comprimere i diritti e i doveri dei genitori all’educazione dei propri figli e di ignorare l’interesse superiore dei minori a vivere, crescere, e svilupparsi all’interno della propria famiglia naturale». Per certa sinistra no. È omofobo. E porta perfino Giovanna Martelli (consigliera del presidente del consiglio Renzi alle pari opportunità) a dirsi allibita e a dissociarsi fortemente. Ma allibita da cosa?
Ora vi chiederete: e il sindaco e gli altri che hanno votato a favore della famiglia naturale che hanno fatto? Hanno dovuto fare una fortissima retromarcia come l’imprenditore Guido Barilla. Hanno dovuto retrocedere nelle loro posizioni, fino al punto che Malpezzi ha dichiarato su Facebook di volersi impegnare a proporre in consiglio comunale un ordine del giorno «più rispettoso della ricchezza di opinioni all’interno della città e dell’opinione pubblica e che dimostri come, al di là delle parole, in questi anni si sia tramutata in impegni concreti, verso chiunque e senza discriminazione». Insomma, retromarcia su tutta la linea.

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44 Commenti

  1. Menelik says:

    Io non sono un elettore nella Regione Emilia Romagna, ma mi considero già un ex del PD.
    Dopo dieci anni, da qualche giorno mi considero un ex.
    E quello che mi ha fatto diventare un ex è proprio la posizione del partito, da cui ormai dissento apertamente, sui temi bollenti di bioetica, su cui si gioca il futuro della società.
    Fuori dall’Occidente, il futuro (dell’Occidente stesso) si gioca sulla faccenda isis, dentro l’Occidente si gioca sulla bioetica.

  2. Fran'cesco says:

    Per amor del vero (non siamo mica su Repubblica), andrebbe riportato tutto il testo dell’OdG, ampiamente condivisibile, per quanto mi riguarda.
    Tutto pro e niente contro – se non contro il tentativo di eliminazione della famiglia.

    http://www.ilpiccolo.org/Assets/Public/Image/01%20-%202014/OdgFamigliaFI.pdf

  3. filomena says:

    Lungi dall’interpretare una sensibilità comune o una medesima concezione della famiglia, il testo dell’articolo 29 della Costituzione nasce da un lunghissimo processo negoziale, in cui non si risparmiano colpi a ferire fra i relatori e ritorsioni ai disobbedienti.
    Sono state la prima e terza sottocommissione della Commissione per la Costituzione ad occuparsi della famiglia, gestendo la faticosa mediazione fra i contendenti. Di grande statura morale e prestigio politico i personaggi che hanno preso parte ai lavori tra cui la democristiana Maria Federici, la socialista Angelina Merlin, la comunista Teresa Noce .
    Un problema preliminare si poneva già nel consenso attorno all’espressione di “società naturale” che naturalizza un istituto giuridico e se il matrimonio davvero preesistesse all’ordinamento positivo nel qual caso esso avrebbe dovuto essere trattato dalla norma come fatto bruto rispetto all’ordinamento giuridico positivo della Repubblica Italiana e non, invece, come fatto istituzionale, quale tipicamente era ed è.
    Svariate sono le questioni che hanno diviso la commissione, producendo una polarizzazione netta delle posizioni, specie fra laici e credenti; prova ne sia che l’indissolubilità del vincolo matrimoniale è stata bocciata per uno scarto di soli tre voti e grazie all’escamotage di una votazione a scrutinio segreto.
    L’entrata in vigore degli articoli 29, 30 e 31 della Costituzione ha di fatto ha rattifiicato un compromesso non esente da pesanti contraddizioni interne anzitutto perché per la prima volta una simile materia è diventata oggetto di una carta.
    Inoltre la famiglia viene presentata come un ordinamento giuridico costituzionale con proprie leggi, “una porta chiusa”, in aperto conflitto con la potestà statale.
    Non senza una certa lungimiranza infatti, il socialdemocratico Luigi Preti contestava già allora il tentativo, da parte cattolica, di estromettere lo Stato dalla sfera giuridica familiare, attraverso “il cavallo di Troia” della famiglia.
    Oggi fenomeno delle coppie di fatto e la loro diffusione invocherebbe un ripensamento circa l’opportunità che sia il vincolo matrimoniale ad individuare la famiglia. Già alcuni anni fa, la Prima Sezione Civile della Corte di Cassazione con la sentenza n. 11975 dell’ 8 agosto 2003 aveva riconosciuto che la convivenza more uxorio veniva ad assumere la fisionomia della famiglia di fatto . In questo caso dunque la natura diventa matrigna perché il iriferimento ad una determinata concezione di cosa sia naturale penalizza alcuni cittadini a discapito di altri e fragilizza chi ha deciso di sperimentare altri percorsi, non più minoritari.

    • Toni says:

      @ Filomena
      Si lo hai già detto … più di una volta.
      Nella Costituzione c’è la famiglia naturale (la famiglia è riconosciuta, dice “riconosce”, …esisteva da prima, anche prima del cattolicesimo)
      Vuoi fare lassare la famiglia naturale come roba cattolica….ma non ci fa niente.
      Non sai che Togliatti era, diciamo, contro il divorzio, e l’ha detto in sede costituente. Non è importante per te…ma è cosi.
      Certo è che …. non ti piace come cosa.
      La vuoi cambiare (se capito).
      Certo la Cassazione (poi la misera I sez. Civile) non basta a creare famiglia.
      Ma a te piace la giursprudenza creativa …. con le regole del brigolage non della “separazione dei poteri”.
      Ma …. bisognerebbe cambiare la costituzione …. e cosi, ma nel rispetto delle regole, puoi far riconoscere, anzi “inventare”, la famiglia come basata sull’umore personale.

    • lcll says:

      Si, la strada giusta sarebbe intervenire in costituzione, ma il pd ha altro a cui pensare…

    • giuliano says:

      cara Filomena, ma chi te lo fa fare di impegnarti con tutte le tue forze per andare contro quello che è un fatto naturale ovvero antropologico, la famiglia naturale composta da maschio e femmina, e si chiama naturale perchè il maschio nasce tale e la femmina pure e non lo diventano per cultura. Ma ti guardi allo specchio qualche volta e ripeti le tue idiozie ??

  4. Livio says:

    bellissima la parte in cui scalfa-rotto dichiara di avere dei “valori”

  5. lcll says:

    Perfetto l’incipit dell’articolo, anche se dice una cosa piuttosto risaputa.

    “Gli omofobi non esistono solo a destra o tra i bigotti cattolici, ma anche nella sinistra italiana. In particolare nel partito democratico.”

    • Toni says:

      Se si può rendere plausibile riconoscere ad un maschio barbuto, dalla sessualità compulsiva, il diritto di fare da mamma diventa facilissimo dare dell’omofobo …. a piacere.

  6. Nino says:

    Mah … ho letto il testo completo al link gentilmente indicato da Fran’cesco, e sono allibito da come il sindaco abbia potuto pensare che l’approvazione di un tale documento non avrebbe scatenato un putiferio in campo PD.

    • Toni says:

      Una cosa coraggiosa, bellissima…. si è difficile da capire, non è per tutti.

    • lcll says:

      Hai ragione.
      Una roba talmente demenziale che neanche le sip.
      Quel sindaco è decisamente un imbecille, ma non si può pretendere troppo, in fondo è del pd.

      • Toni says:

        E’ comprensibile dare dell’imbecille con tale sicumena…. in un epoca di asini vestiti da leoni.

  7. gianluca s. says:

    Il virus Barilla è contagioso. Fai un’affermazione – o una votazione – così convinta da rimangiartela al primo babau Lgbt, con le solite menate sull’omofobia. Ormai le famiglie si stanno svegliando, chissà che un po’ di coraggio arrivi anche ai consiglieri – don Abbondio in quel di Faenza, sindaco incluso.

  8. Raider says:

    L’elogio del pluralismo all’interno dei Partiti e del Partito, erede delle migliori tradizioni democratiche del nostro Paese: laiche, liberali, socialiste, cattoliche, comuniste, dulcis in findus… Come quei pesci pre-lessificati che fanno da testimonial aziendali ai gay… Eh, sì! Il bello del pluralismo è il gusto piena della vita democratica di Sinistra… Sì… Sì…. Sì.
    E poi? Appena si dissente, non su articolo 18 e altre bazzecole, ma su materie su cui legifera Scalfar8: allora, ecco che l’unanimità è il totem attorno cui si ricompatta il Partito! Come se la cosa più democratica e di Sinistra che un Partito nato pluralista e di Sinistra possa fare prima di morire di renzite, è dire “sì” alle famiglie gay, adozioni gay, pedagogia gender nelle scuole, dalla primina all’Esame di Stato!
    Ora: se queste sono le credenziali democratiche della Sinistra e di quelle liberali della Destra siamo al corrente, chi difende cose indefendibili come i matrimoni per fare i bambini e i bambini cui dare una mamma e un papà, che rimane, politicamente parlando? E non che la politica sia un riferimento importante anche nella vita pubblica, ormai, dato lo stato comatoso di una democrazia espropriata dall’Ue… Darsi da fare per difendere la famiglia che genera nuova vita tocca a chi crede nell’unico “modello” di famiglia che ha garantito la permanenza dell’umanità sulla Terra.

    • lcll says:

      A dir la verità la permanenza dell’umanità sulla terra è stata garantita dalla riproduzione, come per tutte le speci viventi, animali e vegetali. La famiglia, o meglio, i differenti modelli di famiglia, propri solo di alcune speci animali, sono solo specifiche organizzazioni sociali funzionali più alla difesa del gruppo che alla riproduzione di per se stessa.

      • yoyo says:

        A si? Metti due tori da soli in una stalla e vedi se la famiglia naturale è solo una costruzione sociale.

        • lcll says:

          OK, essere cattolici non è una colpa; però non dovrebbe esimere dal ragionare anche chi ritiene tale condizione superiore.

          • Toni says:

            Prima di parlare di colpe o meno dai qualche volta un esempio di come si ragiona, perche è una qualità sulla quale non hai brillato .

      • Raider says:

        Il signor Ldl non si rende conto di cadere completamente nel ridicolo quando, pur di attaccare la famiglia tradizionale, non esita a sostenere che la riproduzione della specie non ha bisogno del matrimonio, ma, ci informa solennemente, di un maschio e di una femmina, cosa che vale anche per i vegetali e gli aninmali, che tutti rispettiamo profondamente.
        Senza di che, lo informo io, rimarebbbe benm poco da difendere alle organizzazioni sociali che ha in mente Ldl, che preesisterebbero alla famiglia e che poi, per ragioni che aspettiamo di conoscere da Ldl e altri acuti osservatori, avrebbero stabilito, di punto in bianco e arbitrariamente, ma, si presume, tanto per fare un dispetto a chi non poteva mettere al mondo bambini, che per difenere se stesse queste associazioni pressapppoco segrete dovevano inventare, nientemeno!, che la famiglia! Cose da pazzi! Per giunta, cosa da non credere, in forme e numero dei componenti variamente assorttii, ma sempre, rendetevi conto, sempre intesa come unione socialmente riconosciuta fra maschi e femmine, pensate attentamente un po’ che strano.
        Famiglia che, chissà, può darsi, forse, volendo, rappresentava il modo migliore o più sicuro per garantire la tutela dei piccoli che maschi e femmine generavano: proprio quei piccoli, i figli, che certi oscurantisti si ostinano a difendere anche dai progetti sessuo-pedagogici alla Lunacek. Ora, è più che evidente a tutti – e si può essere sicuri che questo, solo questo, proprio questo, al di fuori di ogni ragionevole dubbio, in poche e povere parole, voleva farci capire il sig, o la sig o * Ldl -: se continua così, con matrimoni fra uomini e donne e famiglie “tradizionali” con bambini “naturali”, chissà dove andremo a finire!

        • lcll says:

          Spero che Ldll non si offenda se mi permetto di intervenire sulle allucinate visioni di Raider a lui attribuite.

          Già la prima affermazione è ridicola: se per riprodursi fosse necessario il matrimonio la vita sulla terra, tutta la vita, si sarebbe estinta ancor prima di cominciare.

          Su tutto il resto: ho letto; poi fatto analisi grammaticale, logica e del periodo, ma un discorso intellegibile non sono riuscito a rilevarlo.

          • Toni says:

            Non c’è niente di ridicolo. Chi nasce ha bisogno di una famiglia, il matrimonio per questo e nato ed è stato riconosciuto con forme più o meno diverse, in tutto il mondo. Stabilità tra coniugi e stabilità nei confronti dei figli, con le relazioni che si stabiliscono e si saldano crea uomini .
            Per figliare e rioppodursi non è necessarrio il matrimonio, ma ci troviamo nell’ambito di una esperienza puramente animale, anzi peggio.

            • lcll says:

              ?peggio?
              nel senso che gli animali sono male ma si può far di peggio?

              Per il resto sembra che siamo d’accordo: la riproduzione non necessita di matrimonio, al contrario di quanto sostenuto nella prima parte del post di Raider.

              La famiglia poi – come organizzazione di accoglienza, protezione, educazione della prole – è propria di molte speci animali, con una discreta varietà di modelli, più o meno analogamente alle organizzazioni famigliari degli umani.
              Anche il matrimonio non è solo umano. Pure fra gli animali ci sono riti di corteggiamento, conclusione degli stessi nella formazione di una coppia socialmente riconosciuta dal gruppo.

              • Toni says:

                Intendo che l’uomo non può imitare l’animale, può solo essere peggio, perchè non può far propria l’innocenza dell’animale. La condizione è o meglio o peggio, non uguale.
                Perdonami se tralascio le cazzate che hai fatto seguire ( corgiamenti e riti animali) perche mi rendo conto tristemente che spesso ragionare troppo, e farsene vanto, non è un bene se si parte da premesse sbagliate.

          • Raider says:

            Se lei, Ldll o Ldl, trova ridicolo che riprodursi sia possibile solo a un uomo e a una donna che si accoppiano, che per proteggere, crescere e educare la prole formano una famiglia e questa unione è sempre stata socialmente sancita dal matrimonio, non troverà tutto quello che non vuole trovare, senza per questo rendersi più ridicolo di quanti sia a ignorare la prima affernazione che le è capitata sotto gli occhi.

            • lcll says:

              No, l’affermazione ridicola è che il matrimonio sia necessario alla riproduzione della specie.
              l c l l

              • yoyo says:

                Se intendi per l “atto tecnico” ovviamente no, ma non è indifferente crescere poi in un ambiente stabile, aperto alla vita e conscio deo doveri educativi, come è solo la famiglia tradizionale.

              • Galcian79 says:

                In realtà tale funzione del matrimonio è decaduta allorché la legge ha equiparato i figli nati all’interno dell’unione coniugale a quelli nati al di fuori. Scelta alla quale vi siete non sorprendevolmente opposti.
                Le cose cambiano (e devono cambiare) in funzione delle esigenze della società che si evolve; non devono restare immutabili per rispetto al vostro credo.

                • yoyo says:

                  Se c’è stata adesikne, è per evitare che il bambino venga discriminato, nel senso che da quando esisti è ovvio che ti dobbiamo difendere nel tuo diritto ad essere aiutato a crescere. Nom credere però che nessuno abbia notato il particolare a cui fai riferimento e spiace anche a me che troppi politici sedicenti cattolici abbiano taciuto.

              • Raider says:

                Nessuno ha affermato, infatti, Lcll, che i bambini nascono solo all’interno del matrimonio, tranne lei e il suo quasi omonimo/acronimo, non c’era bisogno che lei ridesse così di gusto di se stesso per così poco, se, poi, non è capace di cogliere né l’intelliggibilità di un post né le conseguenze paradossali del disconoscimento della realtà. I bambini nati fuori del matrimonio non sono una cosa che la Chiesa, come tutto il resto del mondo, scopra ora.
                Il punto era ed è che il matrimonio, nelle sue varie espressioni regolate da leggi, usi e costumi, sanciva questo dato di fatto – se definirlo un dato di natura non piace o parlare di legge della biologia sembri non avere pertinenza -: che dall’unione fra uomo e donna nascono bambini. La legge tutela queste unioni, la società ne riconosce la funzione sociale, diversamente da esigenze di carattere privato, come le relazioni gay, che non hanno mai avuto valore di legge nemmeno laddove le si accettava socialmente. Questo, Lcll, era chiaro fin dall’inizio, se non si presume troppo, perlomeno, dalla sua competenza linguistica, ma non molto di più di quanto lei esiga dalla mia.

                • lcll says:

                  meglio tardi che mai

                  Raider
                  19 dicembre 2014 alle 14:23
                  Nessuno ha affermato, infatti, Lcll, che i bambini nascono solo all’interno del matrimonio

                  Raider
                  18 dicembre 2014 alle 23:32
                  Il signor Ldl non si rende conto di cadere completamente nel ridicolo quando, pur di attaccare la famiglia tradizionale, non esita a sostenere che la riproduzione della specie non ha bisogno del matrimonio

                  Raider
                  18 dicembre 2014 alle 21:26
                  (…)
                  Darsi da fare per difendere la famiglia che genera nuova vita tocca a chi crede nell’unico “modello” di famiglia che ha garantito la permanenza dell’umanità sulla Terra.

                  • yoyo says:

                    Involontariamente hai detto la verità. Cattolici, fuori gli attributi!

                  • Raider says:

                    Mi tocca comuncarle, Lcll, che tardi più che mai sono i suoi riflessi:
                    alle h. 23:32 sostenevo ironizzando, come dimostra tutto tutto il resto del post che lei, infatti, non ha capito, che per riprodursi occorrono un maschio e una femmina: lo legga tutto, ma, se non ci arriva da solo, se lo faccia spiegare da chi conosce la lingua italiana meglio di lei e disponga di un po’ dello spirito che le occorre per vedere il ridicolo dove non c’è e non dove se ne porta addosso abbatsanzaperché non le manchi troppo.
                    Soprattutto, li legga tutti, i post, invece di saltare quello delle 9:18 di oggi, cui, pure, ha risposto solo per atribuirmi ciò che non ho mai sostenuto, dato che npon poteva contestare nè la chiarezza né la sensatezza dell’assunto ovvero, constatazione di un fatto che non ha bisogno di scopritori tardivi come lei.
                    Quanto a quello che digitavo alle 21.26 di ieri, ribadisce il concetto, ma lei, non potendo saltare il post per recuperare nel posticipo, ha saltato il passaggio che ribadiva come e perché l’uninone fra uomo e donna sia stata riconosciuta socialmente in tutte le epcohe e civiltàà, cosa che non è avvenuta per altri tipi di affettività: perché solo quelle produttive o riproduttive producono ovvero riproducono soggetti che la società ha tutto l’interesse a tutelare.
                    Penso che per le 19 e19 possa bastare.

  9. Leo Aletti says:

    Il Sindaco di Faenza mi sembra don Abbondio d manzoniana memoria. Non ha il coraggio.

  10. Riccardo says:

    Si è perso l’umano per far posto all’ideologia, dovunque. Che cosa centra il consiglio comunale di Faenza con questi temi? Non riescono a guardarsi in faccia e a proporre qualcosa di utile per tutti?
    Questo secondo me è più indicativo e più grave del contenuto trito e ritrito di schieramento ideologico dell’argomento.
    Che il consiglio comunale di un posto minuscolo di una regione minuscola di un Paese minuscolo di un continente minuscolo disquisisca invece di guardare.

  11. Giovanni says:

    6 mesi di luoghi con rieducazione al vendere per il sindaco e tutti i consiglieri di sinistra che hanno votato l’odg

  12. luca says:

    Certo che quelli del pd sono ridicoli. Hanno obbligato un sindaco intelligente a far dire che sostenere la famiglia è da omofobi… che tempi! Fra qualche mese il pd rischia di essere raggiunto dalla lega di salvini che, pur non essendo una cima, ha capito che i conti si fanno alla fine.

  13. Renna says:

    L’unica ‘famiglia’ a cui tiene il PD è quella gay…

  14. Filippo81 says:

    Certo che per votare pd ci vuole un “coraggio” sovrumano !

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