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«Non è libero un paese dove si deve pagare per iscrivere un figlio in una scuola paritaria»

agosto 21, 2014 Redazione

Dario Antiseri e il «massacro» delle scuole paritarie. Una questione di numeri ed economica, ma anche di principio. «E Renzi da che parte sta?»

scuola-tagli-insegnanti-aiutoInteressante commento oggi di Dario Antiseri sul Corriere della Sera. Antiseri si chiede come mai le scuole paritarie siano tante bistrattate e indifese all’interno del panorama politico e sociale italiano. Antiseri ricorda che lo stesso Antonio Gramsci era un difensore della libertà educativa: «Noi socialisti dobbiamo essere propugnatori della scuola libera, della scuola lasciata all’iniziativa privata e ai comuni. La libertà della scuola è indipendente dal controllo dello Stato».
Se non «fa meraviglia» che i «sinistri» abbiano tradito questa idea di Gramsci, più sbalorditivo è il poco interesse che i cosiddetti liberali e, spesso, anche tanti sedicenti cattolici hanno per la libertà in campo educativo.

I NUMERI.«La scuola statale» scrive Antiseri «è un patrimonio grande e prezioso che va protetto – salvato innanzitutto dallo statalismo, cioè a dire dal monopolio statale – inefficienti e sciupone – nella gestione del sistema formativo». E tuttavia, annota, «di continuo viene additato come un furto pubblico alla scuola paritaria». Ma questo non è vero, come si vede dalla «miseria» che lo Stato italiano elargisce alle paritarie, «soprattutto se paragonato al contributo elargito alle scuole non statali da Paesi come il Belgio, l’Irlanda, la Germania, la Spagna o l’Inghilterra». Gli statalisti, poi «si guardano bene dal fare i conti e dal dire quanto la scuola paritaria (cattolica e laica) fa risparmiare allo Stato. Dai dati Miur 2012: alunni delle scuole statali: 7.737.639; alunni delle scuole paritarie: 1.036.403, di cui 702.997 iscritti alle scuole cattoliche. Finanziamento totale alle scuole statali: 40.596.307.956; finanziamento totale alle scuole paritarie: 498.928.558 euro. Costo allo Stato in media per alunno di scuola statale: 5.246,60 euro; costo allo Stato in media per alunno di scuola paritaria: 481,40 euro. Le scuole paritarie, dunque, in un anno, hanno fatto risparmiare allo Stato la bella cifra di 5.000.000.000 (cinque miliardi) di euro. In dieci anni – con un calcolo per difetto, dato che il numero degli alunni iscritti alle paritarie è progressivamente diminuito – la scuola paritaria ha fatto risparmiare allo Stato oltre 50 miliardi di euro».

COMPRARE LA LIBERTA’. Questi numeri, però, non dicono tutto. Perché, oltre all’aspetto economico, c’è anche un aspetto di principi e valori. «Non è giusto – scrive l’editorialista – e soprattutto non è libero un paese dove una famiglia che iscrive un figlio a una scuola paritaria debba pagare per questa sua scelta di libertà. Uno Stato che costringe a comprare pezzi di libertà non è uno Stato di diritto. E, intanto, negli ultimi tre anni è morta una scuola libera ogni tre giorni – ogni tre giorni è morto un pezzo di libertà».
Questo «massacro» però è ignorato dagli stessi cattolici impegnati in politica. Eppure i vescovi e prima di loro Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e papa Francesco hanno più volte richiamato tutti a mantenere viva la «fiaccola della libertà in una lotta quotidiana per la sopravvivenza delle scuole paritarie, cattoliche e non».

DA CHE PARTA STA RENZI? «Una volta messi al sicuro gli edifici scolastici», scrive Antiseri, «il presidente Matteo Renzi come pensa di risolvere il problema della parità scolastica? È d’accordo o no con la Risoluzione del Parlamento europeo sulla libertà di insegnamento? Pensa che abbiano ragione i Vescovi, e non solo loro, o si sente schierato dalla parte dei tanti pretoriani del monopolio statale dell’istruzione? Considera o no il buono-scuola una urgente e necessaria terapia per i mali del nostro sistema educativo? Pensa anche lui che è servizio pubblico solo ciò che è statale? Aveva torto quel rappresentante di sinistra il quale, anni fa, dichiarò che il buono-scuola è una carta di liberazione per le famiglie meno abbienti?».

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114 Commenti

  1. filomena scrive:

    Allora non è neanche libero uno Stato che paga lo stipendio agli insegnanti di religione nella scuola statale nominati dal Vaticano. Se permetti non sarei molto d’accordo di pagare con i miei soldi questo indottrinamento.

    • Su Connottu scrive:

      Ci sto. Poniamo che la pubblica istruzione costi 1.000 euro all’anno pro studente (o 10.000 o quello che è). Lo stato restituisca questi denari, TUTTI, alle famiglie, che decideranno LIBERAMENTE come e dove dove spenderli per far studiare i propri figli. Lo stato smetta di pagare gli stipendi per l’IRC, così i laicisti un tanto al chilo saranno finalmente contenti.
      Filomena, gli insegnati di religione nelle scuole statali sono pagati dalle famiglie che scelgono di avvalersene, tramite la fiscalità generale su cui lo stato fa già abbondante cresta.
      Io capisco una certa mentalità di sinistra (quel che è mio è mio quel che è tuo è di tutti), però vediamo di non esagerare, please.

      • amaranta scrive:

        Guarda che la mentalità “quel che è tuo è di tutti” è esattamente quella che applicate voi e che costringe me, atea, a pagare i vostri insegnanti di religione. E con le mie tasse, in Lombardia, i ricchi mandano i figli alla Steinerana o dai Gesuiti, grazie alla Dote scuola inventata dal Celeste. I poveracci alla scuola pubblica portano pure la carta igienica. Siete proprio bravi a imbrogliare le carte.

        • Su Connottu scrive:

          Le carte le sta imbrogliando lei.
          I “ricchi”, secondo la sua misura, sono quelli che pagano le tasse due volte per lo stesso servizio, e non si capisce, se non in un clima nordcoreano (che a lei scommetto piace molto), perché debba accadere quando la Costituzione garantisce la libertà di educazione.
          I poveracci, tra cui ci sono anche i miei figli, si portano la carta igienica a scuola semplicemente perché lo stato è totalmente inetto a occuparsi di pubblica istruzione. Io al momento non ho soluzioni alternative. Lei evidentemente sì.
          Se lo stato mi restituisse la quota parte delle mie tasse che vanno a finire in quel pozzo senza fondo, potrei invece, e alla grande, far educare adeguatamente i miei figli, aiutare qualcuno più in difficoltà e pagare l’IRC senza che voi pidocchiosi veniate a scassare il pesce richiedendo indietro dei denari che non vi spettano.

      • Giovanni scrive:

        Non dirca stupidaccini, illustte clericale.
        La scuola pubblica è (quasi) laica. Lo sará del tutto solo quando e se verra cancdellata la vergogna dell’IRC e quando la sinistra fará la sinistra impegnandosi a coprire il territorio nazionale di scuole pubbliche (senza fornirei alla Chiesa l’alibi di istituire le sue scuole per icoprire i buchi artatamente lasciati).
        Stesso discorso per quanto riguarda la TRUFFA dell’otto per mille. Ma questa è un’altra questione..

  2. flaccido scrive:

    i soliti ipocriti!
    chiamatele per quello che sono: scuole private! a scopo di lucro! e vediamo quanti sono d’accordo

    • paolo scrive:

      l’ipocrita è chi non conosce la realtà delle paritarie e mente sui fatti.
      Ho fatto i conti in tasca alla scuola frequentata da mio figlio e ho capito che il lucro è impossibile (non con la retta che chiede)
      MA la retta è comunque troppo alta per noi e quindi ci intacca i risparmi. Faremo il sacrificio perchè ne vale la pena (insegnanti tutti motivati, attività coinvolgenti e altre amenità che non capiresti).
      Ovviamente sto pagando per avere qualcosa che è mio diritto costituzionale, ma qui gli argomenti miei e i tuoi (diciamo degli esaltati della scuola unica statale – chiamiamola con il suo nome, a proposito di ipocrisia) sono sempre gli stessi e quindi facciamo finta che ce li siamo ripetuti.

      Aiuterebbe parecchio i conti dello Stato un sostegno maggiore alle famiglie che scelgono una alternativa alla scuola statale di competenza. Perchè ci sarebbe meno bisogno di nuova edilizia scolastica, ci sarebbero meno insegnanti da pagare (non l’anno prossimo ma nel giro di 10 anni ) che diventerebbero a carico delle paritarie; le quali vedrebbero aumentare i propri studenti in virtù del fatto che le rette sarebbero calmierate dallo Stato.
      Per inciso: una retta da privata vera si aggira attorno ai 700 euro al mese, allora magari ci guadagnano qualcosa, finché per le secondarie di primo grado ti chiedono meno di 400 euro ci stanno appena appena con le spese.

      • amaranta scrive:

        Hai fatto i conti senza considerare che NON PAGANO GLI INSEGNANTI secondo quello che risulta in busta paga. Molti vanno gratis o quas, per il punteggio. SVEGLIAAA

      • amaranta scrive:

        Hai fatto i conti senza considerare che gli insegnanti li pagano molto meno di quanto risulta in busta paga, o non li pagano affatto. Sveglia!

      • amaranta scrive:

        Grazie di aver cancellato i miei commenti. Confermate esattamente il pensiero che avevo espresso: non siamo in un Paese libero, la Chiesa Cattolica non lo permette. Purtroppo sapere di aver ragione non mi rallegra. State attenti, ci sarà sempre un Pasquino a dire la verità

  3. flaccido scrive:

    i soliti ipocriti!
    chiamatele per quello che sono: SCULE PRIVATE! e vediamo quanti ancora sono d’accordo con voi!
    ennesima prova che sapete bene che non esistono ne in ferno ne paradiso e che cercate solo di accumulare soldi e potere!

    • giovanna scrive:

      Flaccido, perché non ti presenti col tuo solito nick ? Anche se indubbiamente questo nuovo nick ti rispecchia parecchio, sebbene a Flaccido avrei aggiunto ” il verde”, perché sei verde, guardati allo specchio !
      ( per quanto riguarda la nomenclatura delle scuole paritarie, è attribuita dalla legge Berlinguer, ancora in vigore, a quanto mi risulta..ma si sa… le leggi si difendono solo quando fanno comodo ! )

  4. Daniele scrive:

    sintesi:
    volete creare una scuola privata dove vi create le vostre regole e insegnate ciò che volete voi?
    ottimo, ve la pagate da cima a fondo, senza prendere un euro dallo stato italiano.

    Disc. esteso:
    le scuole paritarie sono scuole private.
    se lo stato pagasse per le scuole private diventerebbero pubbliche, se sono pubbliche devono sottostare alle norme di equalità dettate dallo stato (e quindi essere giustamente laiche, come costituzione sancisce).
    Non sono pubbliche? ve le gestite come vi pare e ve le pagate, ma non dovete beccare un solo euro dalle tasche della cittadinanza.

    un vero stato libero è quello in cui una scuola privata non prende un centesimo dallo stato italiano! ma solo da chi le gestisce e dai privati che vogliono suportarla. e invece ci troviamo nell’esatto opposto dove sempre più spesso i finanziamenti vanno alle scuole private e non a quelle pubbliche, che vengono lasciate nel degrado più totale.
    ultimo esempio? quello di bologna dove, addirittura dopo un referendum che diceva esperessamente che la popolazione non voleva dare i soldi alle paritarie, il comune ha cmq inoltrato investimenti verso di esse fregandosene altamente del tanto vituperato “volere dei cittadini”!

    • Su Connottu scrive:

      Daniele, in quale madrassa sei stato imbevuto di queste sciocchezze?

      • giovanna scrive:

        Daniele, infatti, le scuole paritarie sono definite scuole PUBBLICHE, secondo la legge: scuole pubbliche non statali ! STUDIA !
        E se studiare è troppo faticoso per te, almeno leggi gli interventi prima del tuo, prima di intervenire a cavolo.

    • clarissa scrive:

      Daniele abito a bologna e posso permettermi di dire ke hai detto una cavolata. Ho studiatoin una statale,ma ho molti amici ke hanno studiato in scuole paritarie. Conosco i loro genitori e tt i sacrifici e le lotte cn lo stato italiano x pubblicare i dati ke finalmente sono stati resi pubblici. Vuoi sapere cos’è veramente successo dopo il referendum in una scuola paritaria di bologna frequentata in larga parte da ragazzi di sinistra e nn certo cattolici?!?!ke i genitori cattolici si sn inventati un cd x bambini x aiutare chi nn può permettersi la retta,ma vuole dare gli strumenti giusti ai figli x affrontare la vita e nn vederli trattare come un contenitore da riempire e indottrinare

      • amaranta scrive:

        Infatti, lo scandalo è che i vostri amici politici hanno introdotto una definizione volutamente assurda chiamando pubblico ciò che è privato. Ha ragione Daniele: se sono pubbliche, devono avere le stesse regole di quelle statali. Vorrei vedere le suore ad accettare davvero UN LIBERO INSEGNAMENTO. Ma invece l”ambiguità ha permesso al vostro Celeste amante degli yacht di ingrassare i suoi amici facendo il gioco delle tre carte tra definizioni giuridiche inconsistenti e piagnistei sulle povere scuole private che chiudono… ma certo sono tutti voti.

        • EquesFidus scrive:

          Quale, quello laicista di voialtri atei-troll? O quello marxista, da falce e martello e pugno chiuso? O magari quello dei fasci littori? Ci illumini, su!

        • giovanna scrive:

          Ma perché affidare i pensieri più rozzi ad un nick nuovo ?
          Evidentemente questo frequentatore abituale dei commenti si vergogna di quello che scrive.
          In ogni caso, per scrivere quella roba , essere falsi e menzogneri , è un must.
          ( Davvero Berlinguer era uno dei nostri politici ? Poi, quando uno è eletto in democrazia, si suppone che sia eletto dal popolo, che rappresenta, in democrazia naturalmente, cara/o bilioso ! )

          • Su Connottu scrive:

            Il bilioso gli interventi se li fa scrivere, così cambia nick per non essere costretto a render conto delle minchiate sparate in precedenza, già dimenticate e contraddette dalle minchiate sparate successivamente

    • AntiKattolico scrive:

      Articolo 33:
      Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.

      • Giorgio scrive:

        In effetti le scuole paritarie non solo non generano oneri per lo stato, ma lo fanno pure risparmiare.
        Ma tanto a voi la cosa non importa, basta mantenere la cadrega…

      • PAOLO scrive:

        ma appunto:
        istitüire (letter. institüire) v. tr. [dal lat. instituĕre, comp. di in-1 e statuĕre «collocare»] (io istitüisco, tu istitüisci, ecc.). –

        1. In genere, stabilire nell’uso, fondare, dare inizio a cose di pubblica utilità, o comunque d’importanza morale o sociale, destinate a durare stabilmente: i. una consuetudine, una norma; i. una festa, una cerimonia annuale; i. un organo politico, una commissione, un tribunale; i. un ordine religioso; i. una biblioteca, un’accademia, un ospedale; i. una scuola, una cattedra universitaria; i. un nuovo corpo militare; i. un premio, una borsa di studio.

        Le paritarie, nella idea della costituzione, possono (devono) essere istituite – cioè fondate- devono partire, iniziare la loro attività senza oneri per lo Stato.
        FINE. tutto qua. la costituzione non dice neanche che lo Stato non può partecipare e contribuire alla loro gestione, perchè ne riconosce- anche etimologicamente – la pubblica utilità.

        Quindi sperate sempre che ci siano utili idioti di stampo statalista nella corte costituzionale, perchè il giorno che uno si accorgerà di questo uscirà finalmente una legge giusta che metterà le buste paga degli insegnanti delle paritarie a carico dello Stato.

  5. malta scrive:

    Quanta animosità tra i troll. L articolo gli deve aver fatto salire la bile

  6. Francesco scrive:

    Se, conti alla mano, le paritarie fanno risparmiare tutti questi soldi allo Stato (e quindi agli italiani), davvero non si comprende chi vuole farle chiudere, e per quali motivi.
    La sinistra, che tanto combatte le paritarie, dovrebbe spiegarci per quali rilevanti interessi pubblici dovremmo sobbarcarci questi ulteriori costi.
    Non sarà solamente per una questione ideologica, contro un insegnamento non allineato al pensiero unico…?

  7. amaranta scrive:

    @Su Connottu: gli insegnanti di religione sono pagati con la fiscalità generale, cioè anche con i soldi miei, che NON faccio frequentare l’ora di religione a mia figlia perché siamo atei. In cambio, la scuola pubblica NON garantisce l’ora alternativa, e la sbatte fuori di scuola un’ora prima degli altri. Questo è un furto ai miei danni, perpetrato dalla Chiesa Cattolica. In Regione Lombardia, ti danno bei soldoni anche se sei benestante, per farti mandare i figli a scuola privata; ma se scegli la scuola pubblica per avereun sussidio devi essere alla canna del gas. Risultato: ci dobbiamo portare anche la carta igienica.
    La verità è che Non siamo uno Stato libero, siamo sotto protettorato del Vaticano e non finirà mai, gli italiani senza un padrone non ci sanno stare.

    • Su Connottu scrive:

      ancora?

      • AntiKattolico scrive:

        Invece ha ragione: in Lombardia la maggior parte dei $ va alle scuole private e quelle pubbliche a secco.
        Confermo, basta informarsi.

        • iiiih scrive:

          Dove? Su Repubblica?

          • AntiKattolico scrive:

            Perchè? Se ci fosse su Repubblica non è degno di nota in quanto commmmunista?
            Allora dovrei dire che perchè scritto su Tempi è sicuramente una stupidaggine, ti piace la cosa?

            • Giorgio scrive:

              Esattamente come Tempi per voi troll biliosi è ciellino e dunque tendenzioso, non si capisce per quale motivo altri non possano ritenere Repubblica una sorta doppio concentrato di balle da dar da bere a voi troll biliosi (la definizione è talmente adatta che l’ho ripetuta due volte apposta).

        • Su Connottu scrive:

          Beh, se confermi tu non c’è bisogno di andare ad informarsi

  8. Fabio scrive:

    Vorrei ricordare ai biliosi commentatori che (per fortuna) non tutte le scuole paritarie sono a gestione “cattolica” (bruttissima espressione ma così capiscono anche quelli di dura cervice). Non solo, ma gran parte (almeno al nord) sono a gestione pubblica, cioè di proprietà e gestione comunale o in collaborazione con entità private preesistenti sul terriotrio, in particolare le scuole dell’infanzia dei comuni più piccoli.

    Per motivi di lavoro ho esperienze diretta di scuole “pubbliche”, per scelta educativa di scuole paritarie.
    Dove vanno le mie figlie l’indottrinamento non c’è, non passano le giornate a pregare ma a studiare e i test invalsi (senza suggerimenti degli insegnanti) li fanno anche loro, così come gli esami di stato (con presidente di commissione esterno di solito dirigente scolastico di scuola statale dello stesso paese o di paese vicino).
    Chi fa indottrinamento (spicciolo e di bassa lega) è invece chi approfitta della sua posizione all’interno di un istituto pubblico per far passare il proprio pensiero senza possibilità di contraddittorio

    • AntiKattolico scrive:

      Mi fai un nome di un paio di istituti di proprietà e gestione comunale?

      • filo converti scrive:

        Cercateli da solo sul sito del provveditorato agli studi di Milano. Rimarrai stupito. Poi, prova a frequentarne qualcuna.

      • Fabio scrive:

        Ti possono bastare tutte le scuole del Comune di Milano (sono 169 di cui 96 “private” e il resto di prorietà e personale comunale)? Poi ci sono scuole paritarie non cattoliche per esempio il Facchetti di Treviglio o Ischool di Bergamo. Muovi le ditina sulla tastiera e trovi le risposte.

        • AntiKattolico scrive:

          facchetti:
          l 19 giugno del 2010 scompare il dott. Ferruccio Gusmini, cui subentra come Legale Rappresentante, mantenendo la funzione di Preside, la moglie, dott. prof. Angela Luisa Lattuada. La affiancano le figlie, Maria Paola, nel ruolo di supervisiore pedagogico e Marilisa in quello di Responsabile della Qualità e RSPP.
          Dove leggi che lo gestisce il comune?

          • Fabio scrive:

            Forse non son stato chiaro, forse erano meglio due post.
            Di scuole comunali ce ne sono tantissime (sostanzialmente infanzia), da qualche parte avevo le percentuali.
            I due esempi successivi sono scuole totalmente laiche, era collegato al discorso più generale che si faceva sul discorso della paritarie

            • Su Connottu scrive:

              Fabio, il nostro AntiKattolico, per gli amici AK47,
              fa già fatica a capire la differenza tra statale e pubblico.
              Se ci metti dentro ulteriori dettagli lo mandi in tilt.
              Abbi pazienza e fagli un disegnino.

  9. su cunnu scrive:

    Articolo 33:Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.

    Le paritarie dovrebbero ricevere eventuali sussidi pubblici dove sopperiscono alla mancata o insufficiente copertura delle pubbliche. Negli altri casi in cui sono in concorrenza vale l’art. 33 della costituzione.
    Il resto è fuffa di chi ci vuole mangiare.
    Ps: molto o troppo spesso nelle paritarie e belle private ci si va x comprarsi il diploma a 30 anni compiuti…..

    • AntiKattolico scrive:

      Ahaha! Bel nick ma lo capisce solo un sardo 😉

    • Su Connottu scrive:

      Su Cunnu, data la precisione con cui scrivi sicuramente parli per esperienza personale e mi vien da pensare che i 30 anni, nel tuo caso, siano approssimati per difetto.
      Hai scelto un nickname originale, solo che ogni tanto dovresti togliere la testa da lì dentro, ossigenare il cervello e guardare cosa succede fuori.
      Dopo che hai guardato fuori per il tempo necessario, rispondi a queste domandine semplici semplici:
      1. la scuola statale è un centro di spesa o un centro di ricavo?
      2. da dove vengono i soldi che fanno vivere la scuola statale?
      Dopo che ti sei dato la risposta, potrai rimettere la testa intro a su cunnu, se no prendi freddo :-)

      • su cunnu scrive:

        Caro cunnottu che mi pare conoschese nudda. Il mio diploma l’ho maturato al liceo scientifico di Alghero all’età di 19 anni con solo 57/60. Proprio un asino…
        Per mia fortuna in una scuola statale e non in una scuola di fighetti accompagnati dal bmw preso a rate dai bauscia del celeste rocco castrato formighello….
        E non credo che in una scuola privata o paritaria avrei potuto ricevere una formazione migliore……
        Se poi parliamo di tagli utili nella pubblica basterebbe iniziare a mandare a casa tutti gli inutili insegnanti di religione cattolica che fanno catechismo in aula… chi vuole farsi riempire la testa di stupidaggini può continuare a farlo benissimo in parrocchia.

        • Su Connottu scrive:

          Esimio Su Cunnu,
          non si capisce allora perché le stupidaggini di cui sei imbevuto devi venire e ripetercele qua.
          Avevo provato a farti ragionare su due domande abbastanza facili e te ne esci con la tua voglia di bmw di cui non frega niente a nessuno.
          La cosa che mi fa un po’ vergognare, come sardo, è constatare che nonostante il diploma che dici di avere non ti è venuto nemmeno il sospetto di mettere in relazione il mio nick con l’argomento dell’articolo, segno che della storia di Sardegna non sai una beneamata.
          Eppure dovresti, perché nessuno come i sardi ha conosciuto gli effetti dello statalismo sulla propria libertà, identità e cultura. Non te ne saresti uscito con le minchiate, imparate a sputo, sulle scuole paritarie e sull’articolo 33, di cui sai meno di nulla. E como torradinde a buffare in bidda

          • Su Connottu scrive:

            Ho esagerato col sarcasmo, per quanto provocato dal tuo accenno poco corretto verso coloro che pensano che il catechismo non sia una stupidaggine.
            Non è mia intenzione fomentare polemiche sterili, specie con un conterraneo, per cui non tener conto dei passaggi più aspri, specie quello in limba 😉

      • Su cunnu scrive:

        Per tornare seri:
        1)La formazione del cittadino è un investimento.
        Quindi pensare ad un ritorno economico dalla scuola significa non avere idea di cosa sia….
        2) I soldi della scuola pubblica vengono dalle tasse che paghiamo tutti (per lo meno quelli come me che sono dipendenti e non hanno entrate in nero…)
        Come devono essere spesi questi soldi? A mio parere devono venire investiti solo nella formazione pubblica. La libera iniziativa privata non può pretendere di usufruire di finanziamento pubblico: è a tutti gli effetti una impresa privata. Non è mica come l’Arst che fa le corse anche con gli autobus vuoti!! La privata se non ha alunni chiude, non è che si tiene in carico gli insegnanti (pagati alla c.d.c) se non ha alunni.
        Quello che dicono altri più giu e cioè che abbiamo la scuola statale e quindi un indottrinamento di stato, parla in totale mala fede.
        I programmi sono pubblici e dettati dal ministero. Che non è formato di sicuro da Leninisti o Mullah!!!

        Se uno vuole può scegliersi la scuola pubblica che preferisce: quella del quartiere che ritiene migliore, la sezione all’interno di quella scuola che ritiene più adatta al figlio in base alle sue conoscenze o ai pareri dei conoscenti.

        Lo stato deve garantire una formazione uguale e di base per tutti.
        Se qualcuno, secondo le proprie personali convinzioni, è convinto che la scuola statale (in tutte le sedi e sezioni a sua disposizione nel territorio di competenza) non garantisca tutto questo è libero a sue spese di farsi formare la prole da chi meglio può ottemperare a questo compito.

        Lo stato garantisce comunque una uguale formazione di base per tutti. Ed è questo che deve contare. Chi vuole il privato se lo paghi.

        • Su Connottu scrive:

          Meno male che almeno ti sforzi.
          1) Nessuno ha detto che ci deve essere un ritorno economico dalla scuola, ti mettevo in evidenza giusto il fatto la scuola statale è mantenuta dai soldi di tutti i contribuenti, anche di quelli che non se ne avvalgono.
          2) Su come devono essere spesi i soldi dei contribuenti (che sono in buona parte cattolici lo sai?) per sostenere la formazione scolastica tu hai espresso la tua opinione, che vale come quella di qualunque altro sostenitore dello spreco statale. Opinioni ne esistono tante, tra queste anche quella di chi chiede di non essere multato per aver scelto una scuola pubblica non statale.
          Perché vedi, in realtà gli “oneri per lo Stato” di cui parla l’articolo 33 si riferiscono alla costruzione, non al mantenimento. E l’altro aspetto che ti sfugge è che i buoni scuola non sono soldi dello stato, ma denari dei cittadini che lo stato restituisce (solo parzialmente) se il cittadino contribuente opta per una scuola pubblica diversa dalla statale.
          Giusto per inquadrare la prospettiva, mi spieghi in base a quel principio nordcoreano lo stato deve per forza erogare la pubblica istruzione?
          Mi spieghi, sempre basandoti su Kim Il Sung, perchè io cittadino contribuente non devo avere la libertà di scelta e se ci provo lo stato mi sanziona?
          Mi spieghi perché il sistema pubblico integrato può andare bene per la sanità e non per l’istruzione?
          Tralascio qualunque commento sull’ingenuità delle tue affermazioni (talebane più che coreane) sui programmi ministeriali. Si vede che non hai idea di come si coniugano i programmi ministeriali, la libertà di insegnamento e l’autonomia scolastica nelle scuole statali.

        • amaranta scrive:

          Grazie di aver espresso quello che pensano moltissimi italiani. I quali, giustamente arrabbiati per l’andamento delle cose, devono anche sentirsi insultare quando esprimono il loro dissenso.
          Ora scriveranno che siamo lo stesso troll, o che ci siamo messi d’accordo, ma non importa.

  10. Michele scrive:

    L’istruzione è un diritto e lo Stato lo garantisce attraverso la scuola statale. Chi non la ritiene adeguata alle proprie esigenze è LIBERO di avvalersi di strutture alternative e parificate ma se ne deve sobbarcare i costi al 100%. Quei soldi che, secondo l’articolo, la scuola non statale farebbe risparmiare ai cittadini sicuramente ricadrebbero come tassazione aggiuntiva se ci fossero solo scuole statali.
    Avete iscritto i vostri figli alla scuola paritaria e non trovate giusto pagare delle tasse per la scuola statale? Bene, io non trovo giusto che parte delle mie tasse sia usata come sovvenzione alla chiesa in qualsiasi forma.
    Mi sembra che il discorso sopra citato che “quello che mio è mio, quello che è tuo è di tutti” appartenga più alla comunità cristiana che a quella di sinistra.. Non è giusto che abbiate dei privilegi solo perché credete in una divinità.

    • paolo scrive:

      l’istruzione è un diritto, lo stato la garantisce. Dove è scritto che deve averne l’esclusiva? perché questo è. Cosa c’è di diverso dalla scuola dell’URSS? Uno stato che inizia una sorta di indottrinamento dei suoi cittadini. Lo statalismo come religione di stato. Quindi chi contesta che le paritarie cattoliche siano madrasse del vaticano lo sta facendo per eliminare la concorrenza.

      Se invece ci fosse del buon senso nella discussione tutti capirebbero che il punto è un altro: solo la famiglia ha il diritto ultimo di decidere quale tipo di educazione dare e proporre ai propri figli. E se c’è solo una scuola questo non è possibile e quindi viene negato questo diritto (anche esso costituzionale)

      Tutte le obiezioni alle paritarie nascondono, male, l’odio verso la chiesa cattolica o, in rari casi, verso qualsiasi religione (senza rendersi conto che lo è anche lo statalismo). Non c’è nessun altro motivo, non è possibile che ci sia soprattutto perchè viene sempre da gente che vuole l’aborto libero (e gratuito), la possibilità di sposarsi con chi si vuole e con il riconoscimento dello Stato – e conseguenti vantaggi- , e via annichilendo.

      Poi se bisogna cambiare la costituzione per far capire a chi non lo capisce a che livello si colloca il diritto della famiglia ci si proverà, ma basterebbe leggerla bene e con gli occhi di chi l’ha scritta (si parla, per esempio, di istituire le scuole senza oneri per lo stato, non di mantenerle).
      Il parallelo con l’8permille non regge, non è costituzionale, ma fa parte di accordi fra due stati (anzi è una legge attuativa del concordato) quindi bisognerebbe , per toglierlo, modificare il concordato. Ma anche qui se non capite i vantaggi che ha lo stato italiano nel mantenerlo è un problema.

      • filomena scrive:

        @Paolo
        Tu in poche parole vorresti uno Stato etico dove tutto dovrebbe ruotare intorno alla dottrina sociale della chiesa e chi non aderisce a questi principi sarebbe fortemente penalizzato. Questa è la libertà che vorrebbero i cattolici più ortodossi, cioè la loro libertà. Spiacente ma non è così e per fortuna grazie al fatto di far parte dell’Europa, lo è sempre meno. Il Concordato andrebbe abolito visto che siamo uno Stato laico dove la religione dovrebbe essere lasciata mella sfera privata.

        • Giovanna scrive:

          Filomena, capisco che l’argomento sia ostico per una biliosa come te, ma magari leggere un pochino prima di sparare a vanvera ?
          Dove minimamente deduci quello che scrivi a Paolo sul suo intervento ?
          Ha parlato di libertà per la famiglia di educare i propri figli ( ops, scusa la parolaccia ! ).
          Originali i tuoi nuovi multinick ! Non ho prove, ma sono talmente tue fotocopie, anche nelle balle raccontate, che vale lo stesso !

          • filomena scrive:

            Vedi questo è il tuo problema: senza avere uno straccio di prova accusi chiunque pur di non accettare che anche qui su Tempi non avete il monopolio di opinione e che sempre più frequentatori vi contestano. Mi dispiace per tea con mia somma soddisfazione sono rimasta ai margini della discussione proprio perché altri descrivevano bene il mio pensiero.

            • Andrea scrive:

              Cara Filomena, la Giovanna è ossessionata da te! Ti vede sotto ogni nickname. Le serve per poter convincere i lettori che coloro che contestano sono sempre i soliti due gatti…probabilmente penserà che io sia te, me ne scuso con te anticipatamente.
              Per insegnare nelle paritarie bisogna avere la lettera del prete o del vescovo, basterebbe solo questo per non definirle scuole pubbliche! E gli insegnanti di religione scelti dal vescovo e pagati coi soldi di tutti? E poi magari cacciati perché convivono …e lo Stato costretto a tenerli perché sennò finirebbero disoccupati. Purtroppo siamo in Italia.

              • giovanna scrive:

                Caro Andrea, a parte il fatto che non mi ricordo un tuo solo intervento, hai perso l’occasione pe tacere: la Filomena è stata già beccata a scrivere in multinick, proprio per dare quell’effetto massa cui pare teniate tanto , perché se no? Me lo dici tu? E comunque la definizione di scuola pubblica non la dai tu, caro piccolo totalitarista, ma la legge sulla scuola attuale e la legge specifica che in Italia la scuola pubblica è statale e non statale : mi spiace per te.

                • filomena scrive:

                  La Filomena non è stata “beccata’ a postare peraltro lo stesso post con due nick diversi, molto prima che tu ne accorgessi cara Giovanna, l’ho dichiarato io e il motivo risiede mel fatto che non riuscivo ad inviare il testo per cui ho provato a cambiare nick, ma si sa tu per suffragare i tuoi pregiudizi saresti disposta anche a negare l’evidenza. Sei veramente ossessionata nei confronti di chiunque contesti i tuoi principi dogmatici.

                • Andrea scrive:

                  Infatti ho scritto il verbo al condizionale ed ho concluso “purtroppo siamo in Italia”. È la mia opinione, condivisa da molti peraltro, l’occasione per tacere l’hai persa tu cara Giovanna!

                  • giovanna scrive:

                    Ti rendi ridicola, Gianni- Filomena, con questa storia: ti sei sbagliata hai inviato il testo con l’altro nick che eri solita usare da un pò ( carta canta, non ci sono tanti Gianni con la tua testa con messaggi fotocopia ai tuoi ! ) e poi hai pure avuto l’enorme faccia tosta di protestare !
                    Come l’altra storia che non frequenti lesbiche , mentre un mese prima avevi invitato caldamente e con tutti i riferimenti precisi ad una delle loro peggiori manifestazioni .
                    E la domanda, che ti è stata posta più volte, sulle accuse lanciate a casaccio a Tempi ? Non risulta sia mai pervenuta, e manco sono pervenute le scuse.
                    E che mi dici delle acide Isabelle e Diamante che in tutta la storia del sito hanno scritto solo sotto gli articoli commentati già da te e poi mai più ?
                    E con le stesse, identiche tue motivazioni, solo con più aggressività e disumanità, e poi sono scomparse per sempre.
                    Vediamo questa Amaranta : la monitoriamo e poi tiriamo le somme.

                    E comunque, per una che farebbe fuori i figli per qualsiasi capriccio o qualsiasi imperfezione ed eliminerebbe volentieri gli anziani a cui fa da badante, che ha scritto delle robe veramente disgu…ose su donne , uomini e bambini, questi sono peccatucci veniali, suvvia !

                    Vedo che oggi e quell’altro, come si chiama, Andrea, avete imparato la parola ossessionato…quando non si hanno argomenti e si viene colti in fallo…fa comodo !

                    • giovanna scrive:

                      Andrea, o come ti chiami, l’occasione per tacere l’hai persa tu ,ora per la seconda volta, eccome, visto che mi riferivo alla tua difesa d’ufficio dell’indifendibile Filomena , già beccata ad usare nick multipli, senza ombra di ragionevole dubbio.
                      Se insisti, ci perdo un po’ di tempo e ti copio pari pari i commenti della sua figuraccia.

                      E non hai risposto alla mia domanda : secondo te, perché l’ha fatto ( e lo fa ancora, dai ), se non per creare artificialmente quell’effetto massa che la giustifica nel suo accanimento mortifero e contro la libertà dell’uomo ?

        • EquesFidus scrive:

          Vede, Filomena, io e Lei abbiamo due visioni della laicità totalmente diverse: la Sua è che si tratti alla fine della fiera di uno Stato ateo (o agnostico), una dittatura fintamente democratica dove non vige un partito unico bensì un pensiero unico, che vede nella religione un orrore da accantonare e da sopprimere. La verità, invece, è che la laicità è semplicemente la non commistione tra Stato e Chiesa di cariche; in poche parole, un vescovo non può essere un deputato o un magistrato non può diventare membro di un dicastero; pertanto, non c’è assolutamente niente di male o in contrasto con la Costituzione nel voler vedere attuata la Dottrina Sociale della Chiesa all’interno dello Stato (laico) italiano. Ma siccome voialtri giocate con le parole e, non potendo (memori delle reazioni che avrebbe la gente ad accomunare l’Italia alla Russia sovietica) cambiare la Costituzione, ne cambiate il significato o ne inventate di nuove: così, “laico” diventa “ateo” (o al massimo “agnostico”), nasce l'”omofobia” (che nessuno sa spiegare nel dettaglio cosa sia, se non il non voler accettare supinamente qualsiasi desiderio dei gay), i cattolici sono “retrogradi”, “bigotti”, “patriarcali” (cosa a Lei molto cara), “oscurantisti” e così via. E le vostre offese e trollaggi mascherati da opinioni civili non riescono a nascondere l’odio profondo e satanico che nutrite verso la Chiesa.

      • Michele scrive:

        @Paolo
        Mi sembra che lo Stato non imponga la scuola da scegliere. Infatti riconosce gli istituti paritari, permette agli studenti di frequentarli e di ottenere diplomi equiparati a quelli emessi dagli istituti statali.
        Il contrario avviene negli istituti relogiosi come l’Università Cattolica di Milano dove non sono ammessi studenti non battezzati e per ottenere la laurea bisogna sostenere esami di teologia.
        Quello esposto nell’articolo è solo un problema di soldi: viene chiesto che le persone possano mandare i figli negli istituti non statali, magari fare tre anni in uno, e non sostenere i costi della retta.
        Su una cosa siamo d’accordo: a entrambi non piace come è spesa parte delle nostre tasse.

        • michele scrive:

          Geniale nel rubare il nck di un vero laureato della Cattolica, che per di più non ci vede nulla di distorto nel sostegno statale anche alla realtà che ha apprezzato. Anzi, se ne desse di più, non si sarebve concentrata la segreteria trasforma dola in hna copia di un accettazione di ospedale!

    • Su Connottu scrive:

      E io non trovo giusto che il font usato per i tuoi interventi sia uguale a quello degli altri visto che lo usi per scrivere minchiate.
      Persino Su Cunnu è stato più intelligente di te.

      • Su Connottu scrive:

        Paolo non era per te, ma per Michael Jackson

        • Michele scrive:

          Bravo Su Connottu.
          Storpi il mio nome, insulti e farcisci di parolacce.
          Sei un signore.
          È questo che ti insegnano nelle scuole i preti e le suore?

  11. AntiKattolico scrive:

    Bravo! A parte gli insulti non produci niente di utile. Sei proprio un balente di paese, anzi di tastiera XD

    • giovanna scrive:

      Alla fine a discutere con questi biliosi va sempre a finire così: loro insultano e offendono a destra e a sinistra, in casa d’altri, e poi si mettono a frignare se qualcuno risponde a tono !
      Mi hai storpiato il nome ( tra l’altro simpaticamente …)…buuuh
      Siate uomini, non frignoni verdi !

      • filomena scrive:

        Faccio solo presente che quando viene data la possibilità di commentare a TUTTI nessuno è in casa d’altri e ogni opinione se non offensiva è legittima e vale esattamente come le altre.

        • Su Connottu scrive:

          Cvd: quel che è mio è mio, quel che è tuo è di tutti.
          Più che un assunto è una forma mentis

          • filomena scrive:

            @Su Connottu
            Non mi risulta che tu sia il proprietario di Tempi, o si?
            Per cui non si capisce perché dovrebbe essere casa tua o di Giovanna. Ne’ tantomeno perché le vostre opinioni avrebbero più diritto di cittadinanza delle mie o di altri.

            • Su Connottu scrive:

              @Filomena
              Scritto da chi assomma, da sola, almeno il 20% di tutti i post, sembra una barzelletta.
              Scritto da chi, insieme ad altri, oltre ad aver messo le radici sul database di questo server non perde un post per teorizzare l’eliminazione forzosa di ogni forma di organizzazione umana legata al cristianesimo dalla vita pubblica, suona come un insulto.
              Filomena, perdendo il senso delle proporzioni automaticamente perdi anche quello del ridicolo.
              Io comunque sono contento se qui ti senti come a casa tua. E credo anche Giovanna, con cui stiamo valutando l’ingresso nel pacchetto azionario di Tempi 😉

              • Su Connottu scrive:

                @ Filomena
                Siccome l’ironia non mi sembra abiti volentieri dalle tue parti, ti certifico che l’ultimo paragrafo del mio precedente intervento voleva essere una battuta e non riporta un fatto reale. Non si sa mai…

  12. Shiva101 scrive:

    Questo articolo mente e come al solito il Dio Shiva deve intervenire per ripristinare la verita!

    Le scuole Statali sono PIU’ efficienti di quelle private: lo hanno dimostrato e confermato studi ufficiali dell’OCSE, perfino sotto il profilo della discplina.

    Ma se secondo voi una persona, per essere libera, deve poter fare quello che vuole con i soldi degli altri..
    allora questo vale sempre..

    Se EquesFidus o Toni vogliono farsi curare allora, per essere liberi devono poter andare nella stessa clinica dove va Totti…
    .. completamente a spese degli altri….. altrimenti non sono persone libere..

    E ovviamente tutti i servizi primari devono essere dati in gestione ai privati, possibilmente enti “ecclesiastici” e sempre… nel nome del Signore!

  13. filomena scrive:

    @EquesFidus
    Prendo atto che abbiamo visioni diverse. Non mi è chiaro cosa lei intenda per “dittatura democratica del pensiero unico” dal momento che nella società occidentale e in particolare in Europa, forse ancor più che in Italia ogni cittadino è libero di professare la religione che ritiene più opportuna. Altra cosa sono le leggi dello Stato che non possono sottostare alle indicazioni della dottrina sociale della Chiesa a meno che suoi rappresentanti eletti in Parlamento riescano a trovare i numeri per far approvare leggi di tipo etico come quelle che tanto piacciono ai cattolici. In quanto all’interpretazione dei termini della Costituzione, questo è sempre stato fatto da quando esiste e l’interpretazione segue l’evoluzione della società ma risponde sempre ai principi democratici che rispecchiano la maggioranza di quello che pensano i cittadini.
    Oggi sempre più si intende con Stato laico uno Stato che non si basa sui principi di fedea sull’espressione dei bisogni dei cittadini e i dilemmi etici vengono lasciati alla coscienza del singolo.

    • Shiva101 scrive:

      @Filomena

      “dittatura democratica del pensiero unico” = tutto cio che non è conforme, ostacola, smentisce, ecc.. la dottrina cattolica..
      e che non rispetta il cosidetto “Magistero Pontificio”…

      Ricorda che stai parlando ai seguaci di una setta… la piu ricca del mondo.

      L’unica cosa che possiamo fare è dire sempre la verita .. che è caustica per ogni tipo di potere basato sulla menzogna.

      Vedi come si agita Eques quando quando si pongono semplici osservazioni che smentiscono la loro propaganda?

      • giovanna scrive:

        Filomena, se ti accodi pure dietro a questa specie di maniaco, sei proprio alla frutta !

      • EquesFidus scrive:

        No, tutto le menzogne che voialtri spregiatori del Cristo, arroganti, spocchiosi, insopportabili troll, leoni da tastiera che ad affrontarvi per strada scappereste urlando maledizioni a Dio ed agli uomini ma che vi fate grossi sul web, che gioite nel ferire i cattolici ma a cui nessuno può ribattere senza che ve ne lagnate.
        Sì, è vero, la Dottrina Sociale (non il Magistero Pontificio) deve essere rispettata e promossa da tutti i cattolici, perché promuove il vero bene (bene che tu non conosci neppure, non sapendo di cosa si tratta, ma che combatti per partito preso dal basso della tua crassa ignoranza).
        E setta sarà la tua, troll.

    • EquesFidus scrive:

      C*****e, è un valido metodo per imporre l’ateismo di Stato facendolo passare per “democrazia” e “libertà”: almeno foste coerenti, almeno lo diceste con chiarezza che volete vedere i cristiani confessare la loro fede solo nelle case (non nelle chiese, ché sono piene di opere d’arte che certamente vi fanno gola) e non pubblicamente. Io sono contro la democrazia liberale proprio per queste sciocchezze relativiste, sciocchezze che però mietono vite umane (vedasi aborto, eutanasia ed aborto), sciocchezze che sono tali non solo per il cattolico ma per chiunque abbia qualche conoscenza della natura umana, per cui basta che il sentire della popolazione a maggioranza dica che una cosa è giusta perché sia tale. Ed invece non è così, non lo è mai: le cose sono giuste e sbagliate in sé e per sé, non perché qualcuno le ritiene tali! Come pure è una stoltezza ritenere che i “dilemmi etici” debbano essere lasciati al singolo, dato che l’etica non è qualcosa di privato, è qualcosa che influisce anche sul pubblico: le leggi hanno carattere educativo ed etico intrinsecamente, oltre che legale.

      • Shiva101 scrive:

        Eques, che fai rispondi con gli opuscoli di propaganda UCCR come fanno i Tesitimoni di Geova?

        Come mai Eques non riporti mai documenti ufficiali ma solo link a siti di propaganda?

        A voi la verita fa male.

        Inoltre ho posto un’altra osservazione, in merito ai soldi.

        Ti piacerebbe farti curare in clinche private con i soldi pubblici?
        Sarebbe liberta di cura?

        Voi, come sempre, volete solo SOLDI e POTERE.

        E perche il Magistero Pontificio apre scuole private, ospedali privati, banche private ecc..?

        Perche la chiesa vuole a tutti i costi fare scuole PROPRIE, distinte dallo Statali?

        Forse per fare…….. proselitismo sui bambini?
        Forse per inculcare i miti della chiesa e la propria dottrina nell’eta piu debole possibile?

        Rispondi Eques e poi vergognati.

        Eques dove sono le smentite ai documenti OCSE sulla scarsissima qualita d’insegnamento delle paritarie rispetto alle statali??
        E’ sufficiente riportare che 2 o 3 tizi, che scrivono sempre per siti cattolici di propaganda (“il sussidiario”), dicono che secondo loro il campione, ovviamente, non è significativo… tutto qui?

        Dove sono i dati pubblicati da enti INIPENDENTI?

        Come mai UCCR parla della fondazione Agnelli che io non ho MAI nominato?

        L’OCSE sarebbe espressione della “cultura post-comunista ma ancora fortemente statalista”??

        Ma il senso del ridicolo ce l’avete?

        E per quanto riguarda i costi diretti non c’e’ nessun link diretto a documenti OCSE che possano confermare in modo diretto la tesi del risparmio che NON esiste, visto che le scuole private paritarie chiedono sempre piu privilegi e soldi, basta pensare all’esenzione dalle tasse.

        Eques non i pare che tutti questi finanziamenti, bonus e privilegi, oltre che alle rette molto SALATE siano stati presi in considerazione dagli articoli su gionarli di propaganda come Avvenire.

        Eques posso dirti una cosa? Lascia perdere i fatti, la verita e i documenti.. torna a fare il presepio che è meglio.

        P.S.: si Eques, te lo dico apertamente: voi dovete pregare o fare quello che volete SOLO nelle vostre case E nelle vostre strutture…. NON nelle istituzioni pubbliche dalle quali DOVETE USCIRE, perche lo Stato E’ LAICO e il potere temporale della cheisa, che come tutte le teocrazie è un VELENO, E’ FINITO.

        • EquesFidus scrive:

          Shiva101, io te lo dico apertamente: sei un troll. Ma uno dei peggiori in assoluto che mi sia mai capitato di incontrare, e non capisco per quale assurdo motivo ti permettano di continuare a scrivere su questo sito (ma poi, per esempio, bloccano gli interventi di veri cattolici). A questo mare di s******e, scritte da un tale come te a cui non frega nulla di sapere niente se non di insistere a spargere veleno (quello sì) contro la Chiesa ed i cattolici, non c’è risposta, ma non perché non esista (basti vedere la marea di link riportati in ogni articolo, i quali sono ben documentati, altro che opuscoli come la Torre di Guardia), ma perché è inutile parlarne con te, becero. Io so solo che l’unico veleno che leggo sono le parole che scrivi, di un tale che odia tutte le religioni, odia la Chiesa, odia il Cristo, odia i cattolici, odia alla fine della fiera anche sé stesso (perché se passi le giornate a trollare su Tempi.it vuol dire che tanto bene non stai), come diavolo potrei rispondere se non mandandoti a quel paese?
          E del proselitismo sui bambini tu non sai niente, vergognati tu a scrivere certe cose piuttosto quando nella scuola statale ci sono insegnanti che lavorano notte e giorno contro la Chiesa (e io stesso ne ho avuto la prova)!

          • Shiva101 scrive:

            No, Eques, NON sono ben documentati perche, come ho gia segnalato, sono sempre E SOLO commenti e dati DI PARTE e che non fanno mai NESSUN confronto diretto con i dati ufficiali.

            E infatti ti ho chiesto: come mai rispondi solo con documenti riportati su siti di PROPAGANDA?

            Come mai non riporti mai dati da fonti INDIPENDENTI e dati UFFICIALI?

            Perche NON ESISITONO.

            E chiunque denuncia i vostri gravi crimini e menzogne, come ad esempio ha fatto l’ONU di recente, allora viene accusato di essere al servizio di Satana ecc..

            Hai bisogno degli opuscoli, come fanno i TdGeova e chiunque altro appartenga ad una setta.

            Perche questo è la chiesa: la piu ricca setta del mondo.

            Con la costante della doppia morale: della poverta e del potere e richezza, della tolleranza e della discriminazione e abuso, della verita e della menzogna.. ecc..

            Ed è per questo che volete le scuole: perche senza l’indottrinamento dei bambini, in societa ed epoche tecnologicamente avanzate dove l’informazione non è piu controllabile, la chiesa puo sparire in UNA SOLA generazione.

            Eques, non pretendere che nessuno se ne accorga e che nessuno vi condanni.

            Sei tu che decidi di stare con la cheisa, per tanto ne subisci le conseguenze.

  14. Su Connottu scrive:

    Invito tutti a leggere gli interventi provenienti da Facebook di Mauro Zanzi.
    Filomena e Michele, visto che non ne esce nulla a scornarsi sulla logica,
    proviamo con la letteratura. Per motivi umanitari, Shiva è esentato.

  15. filomena scrive:

    @Giovanna
    In primo luogo io non mi accodò a nessuno e uso solo la mia testa per tua informazione. Poi rispetto al post in risposta al mio sopra quello che dici non fa altro che confermare che hai una mente malata. Fatti curare.

    • Giovanna scrive:

      Filomena, ti sei accodata a chiunque, perché non ti dovresti accodare persino a Shiva ??
      Comunque, scherzavo, mamma mia che pesantezza, ma quanto sei pesante !
      Certo, come Gianni eri pesante uguale, se non peggio.
      Ma che fine avrà fatto Gianni? Dopo che ti sei fatta beccare..pufff..scomparso !
      E fatti ‘na risata nella vita ! Non avrai molti motivi per sorridere, per carità, ma quanto sei cupa !

  16. filomena scrive:

    Le cose sono cose e sono giuste o sbagliate a seconda di chi le giudica, se non può essere la maggioranza a farlo allora chi? Il vangelo, la dottrina sociale della chiesa, la legge naturale qualunque cosa sia? In questo caso lo Stato diventa una vera e propria teocrazia, uno Stato etico. Non mi sembra una grande conquista. L’uomo nel fare le leggi che non possono essere educative (su questo agisce la cultura) ma servono a regolamentare i comportamenti, commette sicuramente degli errori ma nessuno é esente da questo neppure la Chiesa che di errori ne ha fatti altrettanti non fosse altro perché costituita da uomini che interpretano i testi sacri
    Io penso che nel bene e nel male, qualunque cosa siano, può essere solo il cittadino che li giudica, meglio errori fatti da una maggioranza che leggi stabilite una volta per tutte anche contro chi poi deve sottostare a queste leggi.
    Rispetto alla libertà di culto io non penso assolutamente che sia giusto che lo Stato debba appropriarsi del patrimonio artistico delle Chiese che vanno preservate perché sono luoghi di culto dove ognuno ha diritto di professare la sua fede. E non penso neanche che non si possa dichiarare in pubblico la propria fede. Altra cosa però sono le leggi dello Stato che valgono per tutti, credenti e non.

    • michele scrive:

      Che ti piaccia o no, il bene ed il male non sono opinabili, ma realtà tastabili.

      • Su Connottu scrive:

        A differenza di Michele,
        non liquido tanto velocemente l’ultimo intervento di Filomena, che percepisco diverso rispetto agli altri suoi.
        Escludendo l’ultimo passaggio, sono quasi d’accordo su tutto, il che che vale come premessa.
        La premessa, laicissima, è le seguente:
        In una convivenza umana, che per adesso do per scontata, e civile nel senso europeo e contemporaneo del termine, in cui cattolici, anticattolici, c, d e, f, g, z sono “costretti” a convivere, quali sono le regole della convivenza?
        1. Si cerca di trovare un punto di compromesso che va bene per tutti. Il compromesso non può arrivare a trasformare la civile convivenza in anarchia, per definizione.
        2. Vince la maggioranza, e gli altri si adeguano: la legge del più forte.
        3. Vince la maggioranza, ma si riconoscono le ragioni della minoranza nella misura in cui non si vanifica la vittoria della maggioranza.
        4. L’anarchia non è assenza di regola. È una delle tante interpretazioni della convivenza e vi si oppone.
        5. Quello che volete voi

        Z. Quello che volete voi
        La domanda che rivolgo alla parte sincera di Filomena è se ritiene che, condividendo le premesse,
        come immagina di risolvere la questione dell’educazione dei più giovani, in una convivenza eterogenea, secondo le ipotesi precedenti.
        Giusto per chiarire, la parte sincera di Filomena è quella che ammette, se ho capito bene, che nell’organizzazione dello stato non basta l’assenza di regole per far contenti tutti, ma la questione ha una complessità non rappresentabile dalla propaganda.

        • filomena scrive:

          @SuConnottu
          Per quanto rispondere in poche righe a una domanda così complessa risulterebbe comunque riduttivo, provo solo a dire una cosa che secondo me è fondamentale. L’ educazione dovrebbe partire dal presupposto di fornire ai ragazzi, non risposte preconfezionate ma invece gli strumenti per darsi da soli le risposte. in questo senso l’unica risposta preconfezionata di cui credo bisognerebbe essere in grado di fornire è il rispetto dei valori altrui in un contesto multiculturale favorendo lo sviluppo della personalità allo scopo di favorire l’elaborazione dei propri valori.

  17. filomena scrive:

    E chi avrebbe deciso quello che è bene e quello che è male?

    • EquesFidus scrive:

      Dio.

      • Shiva101 scrive:

        Che fino a prova contraria NON esiste.

        • EquesFidus scrive:

          Non credo proprio.

          • filomena scrive:

            @EquesFidus
            ok prendiamo atto che lei EquesFidus, è convinto che Dio esiste. Personalmente però come tanti altri italiani su questo abbiamo molti dubbi. In realtà se lo vuoi sapere credo che dire semplicemente Dio esiste equivale a dire Dio non esiste, dal momento che nessuno ha le prove dell’esistenza o dell’assenza di Dio e quindi l’unica cosa di buon senso a mio avviso è sospendere il giudizio. Ora io credo che lei sia perfettamente in grado di comprendere e anche spero sufficientemente onesto intellettualmente, che se anche solo una parte degli italiani non crede in Dio, non avrebbe senso che accettino una morale che discende da questo presupposto. se ne deduce che non esiste un concetto di bene e male “preconfezionato” ed inalterabile valido per tutti da cui ricavare regole di comportamento. L’unica possibile via se pensiamo che tutti abbiano diritto ai propri valori è consentire nel limite della pacifica convivenza che ognuno segua la propria morale nel rispetto degli altri.

  18. Mariobon489 scrive:

    Non è difficile da comprendere l’ostilità dello Stato per la scuola paritaria. E’ un’ostilità di natura ideologica che non tiene in alcun conto la realtà delle cifre o delle convenienze di bilancio. Mai lo Stato rinuncerà alla possibilità di monopolizzare l’indottrinamento dei nostri figli, come si vede anche dal tentativo di introdurre gli opuscoli sull’identità di genere, indottrinamento per ora fallito, ma che non ho alcun dubbio verrà ripreso in un altro momento.

    • Shiva101 scrive:

      Ma volete o no aprire scuole di propaganda e idologia cattolica?
      e allora l’ostilita di natura ideologica ce l’avrete voi, non lo Stato che rivendica la propia autonomia.

      @SU Connottu

      Se si convive con chi RUBA, esprime idee e valori discriminatori, immorali e cerca in tutti i modi di prevaricare che fai?
      Scendi a compromessi?

      • Su Connottu scrive:

        Io “convivo”, in senso lato, con chi ha permesso, concesso e favorito la strage di 4 milioni di bimbi in 35 anni. Queste morti sono la conseguenza di idee discriminatorie e immorali, una vera e propria prevaricazione del forte sul più debole tra i deboli.
        Queste morti avvengono grazie anche ai miei soldi, che vengono usati per fini che non condivido.
        Eppure ho accettato delle regole di convivenza che implicano anche questo.
        Torniamo alla scuola.
        Lo stato spende il triplo di quello che occorre per il mantenimento della scuola statale.
        Paradossalmente gli insegnanti, bravi o capre, sono pagati tutti allo stesso modo, e cioè da fame.
        Le famiglie devono anche pagarsi carta igienica, bicchieri, acqua da bere e contribuire con donazioni varie a un minimo sindacale di dotazione scolastica.
        Però, secondo voi, io dovrei anche subire un esproprio sanzionatorio, per mantenere questo schifo, se decido di far educare i miei figli dove ritengo più opportuno?
        Fate una bella cosa: adattatevi alle regole della convivenza, come lo faccio io, e applicate quei principi di pluralismo e tolleranza attiva di cui vi riempite la bocca senza sapere nemmeno il significato.

  19. Andrea scrive:

    Quanto odio verso il mondo in tutti, o quasi, gli interventi di questi cattolici integralisti … Il bello è che pretenderebbero di trasmetterci il cristianesimo, l’amore di Cristo, invece difendono solo i privilegi di una casta sacerdotale, in modo ideologico. Ma per fortuna la realtà è più grande e affascinante delle vostre idee e il mondo si evolve, piano piano, grazie a chi nel cuore ha il bene degli esseri umani!

    • EquesFidus scrive:

      L’odio nei vostri interventi ce lo mettete voi, insopportabili troll, che poi pretendete che i cattolici stiano zitti dinanzi alle vostre bestemmie. Detto questo, io a questa gentaglia, questa plebe non ho più alcuna intenzione di rispondere: spetta a voi, moderatori di Tempi.it, fare il vostro lavoro. Che non è permettere a chiunque in nome di Dio solo sa cosa di scrivere tutti gli insulti (“Setta”, “integralisti” ecc…) che passano per la mente a costoro.

      • giovanna scrive:

        EquesFidus, però, un pochino te le vai a cercare !
        Parlare con Shiva ! Dai, come dice Su Connottu, sarebbe più proficuo parlare col mago Otelma !
        Parlare con questo Andrea che conosce tre frasi in tutto !
        Ma chi te lo fa fare !
        Secondo me , invece, Tempi risponde con gli articoli, con le testimonianze meravigliose che pubblica, con la storia di Mariacristina, con le lettere di Susanna, i giudizi mai scontati e mai banali sull’attualità…
        Anzi, ti dirò, in contrasto con questi interventi di gente alla frutta umanamente, risalta ancora di più la bellezza dell’esperienza cristiana con la libertà , la gioia, il realismo, la consapevolezza e anche le persecuzioni che ne derivano.

  20. amaranta scrive:

    Prova troll prova
    uno due tre prova troll
    ….
    Dov’è quella che monitora? Non doveva stabilire se sono un troll doppione oppure triplo? Sei poi riuscita a capirlo?

    Ma a Comunella e Lottizzazione parlate così? Date del troll a chi non è della parrocchia?
    Complimenti.

    • giovanna scrive:

      Stellina, perché non rispondi sulla discussione, invece di menare il can per l’aia ?
      Il troll è uno come te, che arriva in un posto, comincia offendere a destra e a manca, poi si mette a disquisire sull’educazione altrui, non risponde più in merito alle questioni sollevate da lui stesso, per poi evidenziare che a lui della discussione in atto non gliene può fregare di meno, il suo scopo è sfogare la frustrazione che prova.
      Proprio come te, cara cafona.

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